IL TAR DA RAGIONE AL COSENZA... NONOSTANTE CARRARO...
01 Aprile 2004 - letto 1204 volte
01/04
Il Tar restituisce l'affiliazione sportiva al Cosenza Calcio
01/04 Non poteva essere diversamente. Rivoluzionare tutti i campionati, ora che sono alla fine non è affatto un passo logico che poteva fare il Tar del Lazio ed andava contro troppi interessi. Con la sentenza depositata questa mattina, il Tar del Lazio ha accolto la parte di ricorso contro la mancata affiliazione e quindi il relativo decadimento della non possibilità di iscrizione a tutti i campionati, B e C1 inclusi. In pratica il Tar, dopo aver riunificati in uno i quattro ricorsi presentati dai legali del Cosenza Calcio, Lubrano e Carratelli, ha annullato il provvedimento del Presidente della FIGC il quale, il 31 ottobre scorso, è stata dichiarata la decadenza della società, dall'affiliazione alla Federazione. Questo significa che il Cosenza Calcio 1914 ha ora di nuovo il titolo sportivo per poter iscriversi in un campionato di nuovo a giugno. Dove, ancora non si sa. Di sicuro è in atto una transazione tra Lega e Cosenza Calcio che stanno vagliando i modi ed i termini per il re-inserimento della squadra in un campionato professionistico. L'argomento della transazione è quasi sicuramente il nuovo assetto societario del Cosenza Calcio e la sua ristrutturazione interna a fronte dei crediti che il Cosenza Calcio ancora vanta e dei danni subiti per la non affiliazione e quindi per la perdita del parco giocatori. Sulla parte economica dovrebbe vertere l'oggetto vero e proprio della transazione. I giudici del tribunale amministrativo hanno, poi, dichiarati inammissibili i ricorsi presentati contro le delibere del Consiglio federale, che iscrissero la Fiorentina e quelle del Consiglio direttivo che non ammise il Cosenza in C1. E' stato infine dichiarato improcedibile, per la sopravvenuta carenza di interessi, il ricorso contro la delibera del Consiglio federale della FIGC che riammetteva il Catania in B e non il Cosenza. Questo era uno dei primi ricorsi fatti all'epoca della serie di ricorsi presentati appena esploso il caso Catania. In sostanza questa è la prima parte di una vittoria di tutti gli sportivi cosentini che hanno subito una grave ingiustizia e che andando a Roma a protestare, soprattutto di quei poveri 23 ragazzi vittime di una azione che ancora la magistratura deve chiarire, si sono ripresi la dignità di un loro diritto calpestato. Ora attendiamo l'iscrizione ad un campionato che compete ad una città che ha pagato, fin troppo amaramente, una colpa non sua. La decisione giustifica solo in parte il ripagamento dei danni morali subiti da tutti gli sportivi cosentini. Riammettere ora il Cosenza Calcio in un campionato di B è un obbligo morale per la FIGC per poter recuperare quel credito d'immagine perso con gli ultimi accadimenti. Cosenza non vuole regali. Cosenza sportiva vuole soltanto restituito quanto in suo diritto.
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