Cosenza, arrestato il presidente
26 Marzo 2003 - letto 1411 volte Per Pagliuso, che controlla anche la Spal, e altre 13 persone accuse di associazione a delinquere, estorsione e truffa, anche ai danni di FIGC e Lega. COSENZA, 26 marzo 2003 - Associazione a delinquere, estorsione aggravata con modalità mafiose, appropriazione indebita e truffa ai danni della Federazione Italiana Giuoco Calcio e della Lega Calcio. Queste le accuse che hanno portato nelle prime ore del mattino all'arresto del presidente del Cosenza, Paolo Fabiano Pagliuso, e di altre 13 persone nell'ambito di una operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Tra le persone arrestate, secondo quanto si è appreso, figurano anche alcuni elementi di spicco della 'ndrangheta cosentina. Oltre alle società del Cosenza e della Spal (di cui Pagliuso detiene una quota di maggioranza), i carabinieri hanno anche sequestrato beni per dieci milioni di euro. L'inchiesta, secondo quanto si è appreso, è nata dopo la trattativa, avviata nei primi mesi del 2001, per l'ingresso nel Cosenza di un nuovo socio, Settimio Lorè. Quest'ultimo, morto il 13 novembre 2001 in un incidente stradale sulla A3 nei pressi di Battipaglia (Salerno), aveva rilevato il 50% delle quote della società, ma incomprensioni con i componenti dell'altro gruppo dirigente e l'amarezza per una intimidazione subita lo spinsero, a giugno 2001, ad uscire dalla società. Da quella vicenda è nata l'inchiesta condotta dai carabinieri, che hanno accertato che in relazione alla stagione '98-'99, la società aveva presentato un bilancio attestante una solidità economica che in realtà non aveva, al fine di ottenere l'iscrizione al campionato grazie alla quale il Cosenza ottenne anche dei finanziamenti da parte della FIGC. Il possibile ingresso di un nuovo socio ed il conseguente apporto di capitali freschi, era stato anche fiutato come un affare da alcuni personaggi legati alla criminalità. Questi, secondo i carabinieri, avevano intravisto nell'operazione la possibilità di ottenere facili guadagni. Tra l'altro, hanno evidenziato gli investigatori, alcuni elementi della 'ndrangheta cosentina erano già in qualche modo legati al Cosenza anche se non nella gestione societaria, ma nel controllo degli ingressi dello stadio e dei parcheggi. Fonte: gazzetta.it Notizie correlate Cosenza
Altre notizie 29 Ottobre 2020 - Cosa significa essere ultras?
Essere ULTRAS significa essere a difesa della città, in ogni Suo aspetto e sfaccettatura.
Essere... 27 Ottobre 2020 - “Avete distrutto la pescaresità...Fuori da questa città”. Recita così uno striscione della tifoseria... 27 Ottobre 2020 - Non è un periodo semplice per la Cavese. Dopo la sconfitta contro il Monopoli per 0-1, alcuni esponenti della tifoseria si sono... 22 Ottobre 2020 - Ancora una volta siamo costretti ad alzare la voce.
Ancora una volta in questa Città è difficile investire o fare sport.... 16 Ottobre 2020 - Curva Nord Ancona comunica che, viste e considerate le nuove normative di accesso allo stadio uscite nell'ultimo decreto, ha deciso di... 15 Ottobre 2020 - Un momento non facile per l'Arezzo, che in campionato non sembra aver ancora trovato la giusta quadra: un solo punto in quattro gare e... 13 Ottobre 2020 - Nonostante la vittoria con il Potenza, alcuni ultras rossoneri hanno manifestato davanti al comune l’attuale società.... |
Stai ascoltando
![]() Onair
|
||||