3500 Tarantini invadono Cosenza
05 Giugno 2006 - letto 5369 volte Comincia così l'ultima trasferta dell'anno, la più importante, quella da non perdere. La carovana imbocca la 106 e già da subito ci rendiamo conto delle immani proporzioni dell'esodo; si formano file e code di auto imbandierate. I tarantini hanno deciso che la squadra della loro città merita ancora una volta fiducia. Noi ci siamo sempre stati, anche quando in trasferta non si raggiungevano le 200 unità. Ma niente polemiche, non è più il caso. Il viaggio scorre tranquillo. Il pulmino bar distribuisce birra a fiumi ad ogni sosta e sembra che non si debba più arrivare a Cosenza. Passiamo davanti al punto dove i due ragazzi catanesi hanno perso la vita; è impossibile non rivolgere un pensiero a chi ha perso la vita per seguire una maglia. Situazioni che viviamo ogni domenica su quelle maledette strade a caccia di un sogno, unillusione. La questura di Cosenza ha suggerito l uscita Cosenza Nord della A3 Salerno Reggio Calabria e noi così facciamo; la carovana imbocca il cartello Cosenza e una volta in città troviamo i blu ad attenderci. Un paio di giri inutili per compattare le centinaia di auto e via verso il S. Vito. Giriamo per la città strombazzando come ossessi e mostrando a tutti i nostri colori. Ci sembra di vedere poca polizia una volta dentro la città. Arriviamo al S. Vito e parcheggiamo le auto. La strada che porta allo stadio è un fiume umano e tornano alla mente le trasferte oceaniche di qualche tempo fa. Il tempo di farci strappare il biglietto e siamo dentro. < La gradinata a noi riservata ci regala un colpo d'occhio da brivido; la gente continua ad affluire e partono i primi cori contro i cosentini ma non contro i tifosi del rende presenti nella tribuna opposta alla nostra. Vengono distribuiti i cartoncini per la coreografia iniziale, si sistemano gli ultimi striscioni. La pioggia trovata per strada è solo un ricordo, c'è il sole e fa un caldo atroce. < Le squadre entrano in campo e l'urlo dei 3000 tarantini si alza. Il settore ospiti è per metà rosso e per metà blu, un colpo d'occhio da togliere il fiato. Il Taranto è di nuovo dei tarantini. Nonostante le difficoltà logistiche il tifo è buono, i cori partono potenti dal centro e si diffondono a macchia d'olio per tutto il settore. Anche il settore coperto canta dove siede Blasi e la dirigenza tutta precedentemente accolta con cori alla Pignatelli maniera. Il Taranto spinge ma non passa, il Rende non spinge ma passa. Il bello del calcio è anche questo. Il secondo tempo si continua a cantare per spingere la palla in rete e quando ormai manca poco una punizione di Pastore ci manda in estasi. L'ultima volta che il vecchio S.Vito ha udito un boato così il Cosenza si giocava la serie A. Gli ultimi minuti sono una vera e propria bolgia di tifo e, a fine gara, i giocatori corrono a ringraziare i loro tifosi, la loro benzina. Un pareggio tutto sommato giusto e che lascia aperte le possibilità di qualificazione di entrambe: unico problema per i calabresi è che dovranno venir e a vincere allo Iacovone per andare in C1 e ieri hanno avuto un assaggio di che pasta son fatti i tarantini. Usciamo dal glorioso stadio cosentino ordinatamente e, sorpresa, un gruppo di coraggiosissimi tifosi cosentini lancia le pietre per poi scappare al primo accenno di carica. Ma il danno è fatto. Qualche auto ha i vetri in frantumi e il servizio di sicurezza tanto annunciato? Ancora una volta fuori casa veniamo lasciati soli mentre in casa nostra sappiamo tutti cosa succede. Usciti da Cosenza ricompattiamo la carovana di TS e diamo fondo a decine di birre per festeggiare l'ottimo pareggio. Salutiamo i ragazzi giunti da Roma e Milano e puntiamo verso Taranto. Al semaforo per rientrare sulla 106 c'è fila tipo rientro dalle vacanze. Centinaia di auto che nonostante i tanti km, il sole dello stadio e la pioggia sulla strada hanno ancora voglia di strombazzare e festeggiare. Giungiamo a Taranto a sera inoltrata consapevoli che non abbiamo ancora vinto nulla e che domenica ci sarà l'ultima battaglia. Servirà uno stadio pieno e migliaia di cuori rosso blu per spingere i Blasi boys alla conquista della C1. Nota a margine meritano i tifosi del Rende. Durante la partita non li abbiamo sentiti. Erano presenti circa un migliaio di persone in tutto e, tra questi, circa 200 gli ultras in piedi che cantavano. Dalle immagini televisive scopriremo che hanno cantato anche contro di noi. Sinceramente ci spiace. L'anno scorso erano stati molto cortesi con noi, portandoci da bere. Evidentemente il morbo Martina ha colpito anche loro. Sarà stata una grande giornata e trovarsi di fronte migliaia di persone non capita tutti i giorni. Per noi la penultima tappa di un calvario. AVANTI TARANTO LA C1 DEVE ESSERE NOSTRA. Fonte: tarantosupporters.com Notizie correlate Cosenza
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