Stadi, allarme violenza Pisanu: saremo severi
13 Febbraio 2003 - letto 609 volte «Gli incidenti negli stadi crescono in misura allarmante e destano viva preoccupazione». A lanciare l’allarme è il ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, rispondendo a un’interrogazione sulla violenza negli stadi durante il Question Time. «I dati complessivi sulle prime 20 giornate di campionato ci dicono infatti - ha spiegato - che rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il numero delle partite con persone ferite è quasi raddoppiato, mentre i feriti tra le forze di polizia sono più che triplicati e le denunce in stato di libertà sono più che raddoppiate. Tutto ciò nonostante il sensibile incremento dell’attività delle forze dell’ordine». E tra le cause dell’aggravarsi di questo fenomeno il ministro indica «le carenze strutturali di numerosi impianti sportivi (solo il 43% risulta pienamente agibile); una ingiustificabile conflittualità nel mondo dello sport; la crescente ostilità delle tifoserie verso le forze dell’ordine; l’infiltrazione nelle curve di agitatori ed estremisti politici e la minor efficacia degli interventi di contrasto, a causa della mancata approvazione parlamentare della norma che consentiva il cosiddetto arresto differito». «Osservo - ha proseguito il ministro - che durante il breve periodo di vigenza della disposizione dell’arresto differito sono assai diminuiti gli episodi di violenza (-27%) e i feriti tra le forze dell’ordine (-62%), mentre è nettamente aumentato il numero delle persone arrestate (+213%)». E il titolare dell’Interno ha aggiunto: «Auspico perciò la reintroduzione di quella misura, naturalmente nel rispetto di tutte le compatibilità giuridiche». Il Viminale, ha proseguito, sta intanto «predisponendo altre iniziative imperniate su un maggiore coinvolgimento delle società sportive e dei gestori degli impianti, cui potrebbero essere assegnati compiti di vigilanza interna agli stadi, così come raccomanda il consiglio d’Europa». Ma questo non basta. Secondo Pisanu, infatti, è sulle società sportive e sui dirigenti che gravano particolari responsabilità: «Da tutti - ha detto il ministro dell’Interno - ci aspettiamo atteggiamenti e comportamenti più misurati, dentro e fuori dagli stadi, specialmente nei confronti delle tifoserie». «Quella della violenza negli stadi è una realtà inquietante per tutti noi», ha detto il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, al termine dell’intervento in aula del ministro Pisanu. «Colgo l’occasione - ha aggiunto - per ringraziare della solerzia e anche della collaborazione esemplare con il Parlamento del ministero dell’Interno». Ma torniamo ai dati sulla violenza negli stadi italiani. Nelle prime 20 giornate dell’attuale campionato, infatti, il numero dei feriti tra gli appartenenti alle forze dell’ordine - rispetto allo stesso periodo della stagione scorsa - è aumentato del 228%, da 171 a 562, mentre il numero dei tifosi che hanno riportato lesioni è cresciuto del 146% (da 87 a 214). Non solo: il 43,38% degli incidenti è stato originato proprio da scontri con le forze di polizia, il 42,92% da scontri con le opposte tifoserie, il 10,50% da contestazioni ai club e appena il 3,2% da reazioni a decisioni arbitrali. Sempre rispetto allo stesso periodo del 2002, quest’anno le partite con feriti sono aumentate del 91% (da 76 a 145), gli episodi che hanno richiesto l’uso di lacrimogeni del 629% (da 7 a 51). Costante il dato degli arresti (122 sia l’anno scorso sia quest’anno), in ascesa quello dei denunciati a piede libero (da 376 a 818, il 118% in più). La maggior parte degli arresti (58, il 74% del totale) è avvenuta in coincidenza di partite di serie A: il 69% è stato motivato dalla violenza su persone o cose, il 23% dal lancio di corpi contundenti, il 2% dalla violazione del divieto di accesso agli impianti (il cosiddetto «Daspo»). Fonte: MESSAGGERO VENETO Notizie correlate Pisa
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