Scontri nel dopo Atalanta-Brescia, condannati i 6 ultrà bergamaschi
23 Dicembre 2004 - letto 5125 volte
Sono stati tutti condannati, al termine del processo con rito abbreviato, i sei ultrà bergamaschi, accusati di partecipazione ai tafferugli con relativi scontri con le forze dell'ordine nel dopo-partita di Atalanta-Brescia del 14 novembre scorso.
Erano stati arrestati nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 novembre, dopo che la polizia aveva visionato i filmati girati nella mischia della guerriglia urbana attorno al Comunale.
Il «Bocia», al secolo Claudio Galimberti, 31 anni, residente in città e dipendente di un vivaio, è stato condannato ad 1 anno di reclusione. Gli agenti della Digos lo avevano prelevato a casa della fidanzata. Due le accuse: resistenza a pubblico ufficiale per essersi scontrato con la tifoseria avversaria; violazione della diffida che il questore di Milano aveva emesso nei suoi confronti nel febbraio 2003 per gli scontri della partita Inter-Atalanta, disputata il 15 dicembre 2002.
Sono stati invece condannati a 1 anno e 2 mesi Sergio Ravasio, Alessandro Travi e Roberto Pessina.
Ravasio, 36 anni, operaio di Pontida, era stato arrestato grazie alle immagini degli scontri. L'imputato, che in passato ha già avuto qualche piccolo guaio, ha il divieto di dimora a Bergamo.
Travi, 27 anni, carpentiere di Treviglio, era accusato di aver scagliato una torcia accesa che ha colpito lo scudo di un agente. Il tifoso, che ha un precedente per lesioni, ha ammesso per proprie responsabilità. Il giudice ha disposto nei suoi confronti l'obbligo di firma al commissariato di Treviglio prima, durante e dopo le partite dell'Atalanta.
Pessina, altro storico esponente ultrà, artigiano residente a Torre Boldone, in aula si è difeso negando gli addebiti e spiegando al giudice di aver cercato anche di calmare gli altri tifosi.
Una condanna a 10 mesi, pena sospesa, per Claudio Locatelli, 20 anni, imbianchino di Almenno San Bartolomeo, anche lui fermato con l'aiuto dei filmati e accusato di aver lanciato oggetti contro i poliziotti. In aula si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Lo stesso comportamento è stato tenuto da Andrea Rossi, 28 anni, muratore di Caravaggio, condannato a 10 mesi.
Tutti gli imputati sono a piede libero.
Per altri due ultrà bresciani la decisione sul tipo di processo (con rito abbreviato o meno) è stata rimandata al 17 gennaio prossimo.
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