MILANO: Dodici ore tra pub e locali tutti a caccia di una birra
09 Novembre 2000 - letto 522 volte Alcolici in vendita sottobanco: aggirare il blocco è solo una questione di gambe la storia Di: PIER FRANCESCO FEDRIZZI Ebbene sì, a Milano nel giorno del ramadan calcistico per guadagnarsi un boccale di birra o un aperitivo con qualche grado ci vuole proprio un fisico bestiale. Almeno in centro, dove tutti, o quasi, i locali hanno appeso sul bancone il cartello (letterale) «Sorry, no alcol». Scusate niente alcol. Tra Piazza Castello, via Dante, Cordusio, Duomo e Corso Vittorio Emanuele, il verbo del prefetto Ferrante è fede o quasi. Scaffali vietati, con tanto di cartello bilingue, anche nei supermercati del centro (Autogrill e Standa), dove il persone ha lordine di non fare eccezioni. «Laltra volta con i croati è andata malissimo per poche bottiglie vendute e molte rubate» spiega la cassiera, mentre osserva dalla vetrata il cellulare della polizia piazzato fin dal mattino. Ed allora una birra è questione di gambe e pazienza. Dopo un po però locchio si allena e la scelta del bar buono arriva da sola: i locali senza inglesi sono freealcol, gli altri chiudono occhi ed orecchie. È il caso della birreria nella centralissima via Bassano Porrone: dentro bivaccano una decina di ragazzoni inglesi con le magliette gialle e bianche del Leeds United. In mano, manco dirlo, reggono capienti bicchieri di birra. Sono gli unici clienti del locale e il gestore li coccola: «Ho letto del divieto solo suoi giornali, ma nessuno mi ha informato. Per me non vale». È imbarazzata la cassiera del bar che da via Broletto guarda a piazza Cordusio: «Non vendiamo birra in bottiglie, ma solo bicchieri ai clienti (la stragrande maggioranza sono inglesi)». Meno disponibile il barista di via Larga che si ritrova il baretto colmo di tifosi dOltremanica: «Sono clienti e non li caccio, il resto sono fesserie di gente che vive sulla luna». Le birre sono sparite in fretta dallo stand di piazza Castello, dove il campione di moto Valentino Rossi firmava poster e cappellini per lo sponsor: una marca di birra italiana. « Certo non abbiamo scelto una giornata felice sorride Valentino, circondato da fans La giornata non è certo delle migliori per la Nastro Azzurro, ma gli hooligans sono una problema e quando bevono non sono certo angioletti. Meglio perciò chiudere le spine per un giorno». Al «Football English Pub» di via Valpetrosa si arriva da via Torino senza indicazioni. Le porte sono chiuse ma i cori degli hooligans si sentono da via Torino. Impossibile entrare: oggi è giornata dedicata agli inglesi. La birra scorre a fiumi dentro il pub e quelli del Leeds ballano a torso nudo agitando le magliette. «Ma con la birra serviamo anche il panino» avvertono i gestori, ma di piatti sui tavoloni non se ne vedono molti. Almeno dalla strada. Laltra notte Anthony, ragazzo australiano di 24 anni ,aveva avuto la malaugurata idea di entrare con la maglietta del Barcellona (squadra rivale del Leeds per la qualificazione): « Ho avuto paura allinizio ma poi ho spiegato a loro che nulla sapevo del Barca. Mi hanno creduto perché australiano». Gli inglesi si difendono: «Non siamo più violenti, a Milano siamo venuti per cantare e tifare. La birra? Rende allegra lattesa e anche qui non manca». In Corso Como il popolo dei locali commenta amaramente laccoltellamento del tifoso inglese, ma ancor più lordinanza: «Fatti così accadono purtroppo anche senza hooligans. Lordinanza è fuori misura, infatti il peggio è successo ieri. Il prefetto e la polizia dove erano?». Stessa musica sui Navigli, dove la birra è negata ovunque, perfino all«Osteria del pallone»......(segue) ________________________ LEGGI ARTICOLO COMPLETO: http://www.repubblica.it/quotidiano/repubblica/20001109/milano/02ganymi.html Fonte: LA REPUBBLICA Notizie correlate Milan
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