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La curva Nord attende il Milan
17 Ottobre 2001 - letto 6098 volte
La Curva Nord esce da una stagione tragica: eliminazione dalla coppa, contestazioni a raffica, molotov contro il pullman, motorino incendiato e umiliazione dell'ultimo derby. Si riscatterà quest'anno?

MILANO – Dante nell’incipit della sua opera più famosa, “La Divina Commedia”, fa trasparire un senso di smarrimento, di confusione e di inadeguatezza causato dalla vista di un luogo a lui sconosciuto. Lo stesso sentimento lo prova chi si affaccia al panorama della Curva Nord di Milano. Gli ultimi anni sono stati infernali per la curva del biscione. Con l’inizio della nuova stagione ricominciano sempre le stesse promesse, le stesse illusioni che puntualmente vengono infrante, pochissime le soddisfazioni, moltissima l’amarezza. Nonostante questo, ogni anno l’eterno amore per l’Inter rispunta tanto da rendere la seconda squadra di Milano una delle più seguite. Il pubblico interista è esigente, difficile da soddisfare, ma non ha mai voltato le spalle alla propria squadra tanto che, nonostante il disastro compiuto nella scorsa stagione, gli abbonati non sono diminuiti. La Nord non ha quindi risentito in termini di presenza (per lo meno in casa), ha avuto però grandissime difficoltà dal punto di vista corale. La scorsa stagione è stata subito in salita: eliminazione dalla Champions League e contestazione alla società. Alla prima di campionato sulla fanzine della curva ("L’urlo della Nord", n.d.r.) si parlava già di TOLLERANZA ZERO, chiusura per dignità e cose simili. Scioperi del tifo e partite senza striscioni esposti si sono susseguiti fino a sfociare in atti che definire stupidi è riduttivo: il lancio della molotov e il famoso motorino. Il 26 agosto però, Boys S.a.n., Irriducibili, Viking, Ultras 95, Perversi e Brianza Alcoolica si sono fatti trovare pronti a ricominciare, a dire “punto e a capo” e a far risbocciare questo “eterno amore”.
Ad essere sinceri non sono stati solo gli ultimi anni travagliati: gran parte della storia della curva nerazzurra è costellata da cadute e inciampi. La leggenda vuole che il tifo organizzato nasca per iniziativa di Helenio Herrera. Egli aiutò il sorgere di un gruppo che dovesse incitare in casa e in trasferta la squadra: il club in questione è quello dei “Moschettieri”, nato nei primi anni ’60. Dopo qualche anno i Moschettieri cedono il passo ai Boys S.a.n., nati nel ’69 e gruppo più antico e più importante della Nord. Il gruppo che era un tempo di Pisu non ha mai avuto vita facile. Sin dagli inizi ha dovuto confrontarsi con i due gruppi ultras presenti in Sud e nati con un anno di anticipo: Fossa dei Leoni e Commandos Tigre. I derby sono stati per lunghi anni infuocati, San Siro in quelle occasioni si trasformava in un campo di battaglia dove al diverso amore calcistico si univa la differente credenza politica: gli uni con l’estrema destra, gli altri con l’estrema sinistra. Passa alla storia il derby del Mundialito giocato nei primi anni ’80, quando i Boys riescono a prendere sul campo lo striscione delle Brigate Rossonere. Verso la metà dello stesso decennio i derby diventano “tranquilli” grazie al patto di non belligeranza firmato con gli ultras milanisti. La contrapposizione cittadina da allora avviene nel segno del sarcasmo, della goliardia e della provocazione, come quando la Nord mostra i “posteriori” ai cugini milanisti. Ma tra la fine degli anni ’80 e gli inizi dei ’90, i Boys vivono un periodo di crisi e grigiore, dal quale stanno lentamente uscendo grazie al ricambio generazionale.
Seguendo la scia dei Boys, nel 1975 fanno la loro apparizione i Forever Ultras, che nel ’95 cambiano denominazione in seguito ad una ristrutturazione interna. Per vederli in curva però bisogna aspettare fino al 1979, quando si posizionano alla destra dei Boys. La vita dei Forever Ultras fino al ’95 trascorre felice, senza grandi azioni e senza grossi capitomboli. Nel ’95, con lo scoppio del “caso Spagnolo”, gli Ultras vivono un periodo di dura repressione che porta ad un cambio di direttivo e all’avvento dell’"Avvocato”, il quale rivoluzionando la mentalità e lo spirito del gruppo cambia il nome in "Ultras 95". Ma il periodo in cui gli Ultras acquistano più credibilità e più potere dura un solo anno; un nuovo cambio di direttivo trasforma nuovamente il gruppo e lo riporta in una condizione di ignavia. Negli ultimi anni, con il ricambio generazionale, sembra smuoversi qualcosa. Le nuove leve cercano di dare un nuovo spirito e un po’ più di colore, la presenza in trasferta è aumentata e gli stendardi si moltiplicano a vista d’occhio.
L’inclinazione politica della Nord è di estrema destra. Negli anni ’80 i Boys erano legati al gruppo degli Skins, fortemente politicizzato. Con il passare degli anni, in seguito alle numerose diffide volute dalla Digos, il gruppo degli Skins si è sciolto, passando il testimone di “gruppo politicizzato” agli Irriducibili. Gli Irriducibili nascono nel 1989; agli inizi il loro striscione è in rettilineo, ma nel ’90 prendono il posto degli Skins. Dopo un breve periodo di diffidenza, gli Irriducibili guadagnano il rispetto degli ex Skins, tanto che molti scendono dal terzo anello negli Irriducibili. Per entrare a tutti gli effetti nella Curva Nord devono aspettare il 1992, e da allora il gruppo è in continua crescita numerica. La svolta che ha reso gli Irriducibili il secondo gruppo per importanza della Nord è la fusione con la Zona Nera, avvenuta nel 1997. Grazie all’innesto di persone frequentatrici della Curva da decine d’anni, gli Irriducibili ottengono rispetto e fiducia all’interno della curva e un grande aiuto a livello organizzativo. Questo gruppo ha però un brutto vizio, quello cioè di fare politica in curva. Oltre alle varie canzoni e ai cori razzisti che a volte partono dal loro settore (vorrei precisare che il resto della curva non approva questi atteggiamenti), da un po’ di tempo si divertono a esporre striscioni in favore di candidati politici di estrema destra.
Una curva strana e varia quella dell’Inter, che negli ultimi anni ha dato una sterzata positiva al suo modo d’essere. Il ricambio generazionale avvenuto nei due gruppi storici ha portato una ventata di freschezza e di novità, sfociata nello scorso campionato nell’imperiosa coreografia del derby di ritorno. Una curva in crescita che, se non commettesse gli stessi errori del passato (striscioni persi in modo vergognoso, comunicati che sfiorano il ridicolo, contestazioni ancora prima che inizi il campionato, scarsa presenza in trasferta ecc. ecc.), potrebbe diventare scomoda.
Fonte: Milan News
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