Il Pisa non ci sta: «Tradimento: è uno schifo»
21 Agosto 2003 - letto 1051 volte PISA «Indegna e indecente». La signora Maria Gabriella Gentili scuote le mura pisane contro la sentenza della Federcalcio che vede la Fiorentina salire in serie B al posto del Pisa: «Si lamentano perché il calcio è una porcheria. Ma chi lo riduce così? Ricordatevi, il pesce puzza sempre dalla testa». Anche la Torre trema al fuoco della Signora: «Questa decisione è una vera istigazione a delinquere, un incitamento a fare come Della Valle, cioè a rilevare società fallite. Se penso di continuare con il calcio? Adesso voglio parlare con il sindaco. Poi vedremo. La sola idea di rientrare in uno stadio mi fa paura. Sono ferita e provo un dolore più forte di quello sofferto a Bergamo. Una ferita profonda che sanguina copiosamente, un colpo a tradimento». E il grido di dolore della vicepresidente si amplifica per le strade, nelle case e nei ritrovi nerazzurri. Sì, il cuore dei tifosi è gonfio di rabbia ed esplode nelle piazze di Pisa. Un vero scippo, un furto, una ruberia: «Allucinante, sfacciato, ingiusto» è il commento di tutti. Pisa precipitata in un incubo senza fine, Pisa delusa, amareggiata, vendicativa. Pisa che promette battaglia e urla di dolore. Quanti aggettivi per descrivere uno stato d'animo che avvolge un'intera città. Resta solo l'amaro in bocca insieme all'odioso sapore della beffa: «In fondo commenta orgogliosa la Curva Nord Maurizio Alberti noi vogliamo conquistare sul campo le nostre fortune ma riteniamo scandalosa la decisione della Federcalcio. La Fiorentina fallita un anno fa, ha già beneficiato di un regalo consistente potendo disputare la C2 senza ripartire dall'Eccellenza. Omaggiarla di un'ulteriore promozione a tavolino è una beffa amara per chi sgomita da anni nel mare della C cercando di tornare a galla». Ma Pisa non è domata e non si rassegna. Il popolo nerazzurro, dal tifoso al politico, dal letterato allo studente è unito sotto un solo cuore. «Sicuramente non resteremo inerti di fronte a questa ingiustizia continua la lettera della Curva Nord . Siamo pronti a farci sentire con iniziative clamorose». In fondo Pisa non aveva chiesto niente. Aveva vissuto passivamente le vicende legate al 'Caso Catania'. Ma adesso siamo chiamati in causa, siamo chiamati a difendere i nostri sacrosanti diritti: «Possiamo discutere se la priorità di salire di categoria spetti al Pisa o all'altra finalista dei play-off (il Martina Franca) spiega Giacomo Plaia, tifoso nerazzurro . Ma la Fiorentina che cosa c'entra in tutta questa vicenda?». «Sono cose che accadono solo in Italia aggiunge Matteo Mariani, altro tifoso nerazzurro e la cosa più scandalosa è che in tanti salutano questo avvenimento come una grande vittoria. E' invece una sconfitta durissima per chi ama il calcio, come sport, passione, tenacia e risultati». Difficile dargli torto: chi non la pensa così a Pisa? L'impressione generale è che, arrivati a questo punto, siano davvero in gioco la dignità e la storia sportiva del Pisa che, certamente, non ha niente di cui vergognarsi. Fonte: La Nazione.it Notizie correlate Pisa
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