Gentile Ministro Pisanu...
03 Novembre 2005 - letto 1012 volte A lei, persona di così alto profilo istituzionale, chiedo simpaticamente se ha mai assistito ad un incontro di calcio. A lei, permetto di chiedere se ha mai nutrito la passione per un club calcistico; se si è mai emozionato per un goal, mai arrabbiato per un rigore non dato; se ha mai visto la sua squadra retrocedere alla ultima di campionato o vincere al rush finale. Se ha mai condiviso con gli amici il rito tribale della domenica (!?!) futballista: pranzo anticipato, aperitivo al bar, giornale sugli spalti nella frenesia dell'attesa, l'apoteosi della gara. I profumi e i colori che solo uno stadio può e sa dare. Vede, illustrissimo signor ministro, il calcio è lo sport del popolo italiano per eccellenza, è il luogo in cui scattano alchimie chimiche inspiegabili che fanno sì che tutti si sentano, e sono, uguali e liberi all'interno di uno stadio. Eccellenza, rivolga per un attimo la sua attenzione non alle curve, ma si limiti ad osservare una tribuna qualsiasi; vi troverà l'avvocato che bestemmia, sbraita si agita, l'imprenditore che urla, sgomita, fa gesti inconsulti. E non dovrà meravigliarsi perchè, le ripeto, il calcio è questo, lo è sempre stato: pura passione. Lo stadio è il tempio sacro dove si sono sempre sfogate le frustazioni settimanali del popolo, non si può tenere conto di questa valvola di sfogo sociale per la gente futballista. Gentile signor ministro, il calcio sta morendo ( se la giustizia farà il suo dovere) perchè la terza industria italina, è basata sul nulla. E' un mondo dove si intrecciano mali affari spaventosi, doping fisico e amministrativo che sono all'ordine del giorno e sembrano non scandalizzare nessuno (ma sono reati!). Mi permetta la presunzione di affermare che conosco un pò l'ambiente ultras e le posso tranquillamente dire che il fenomeno ultras è soltanto un problema marginale della crisi. Certo, anche gli ultras hanno le loro colpe (unici ad ammetterlo!), estremizzando atteggiamenti che non ricalcano i reali valori del movimento. Ascolti il monito del CT della nostra nazionale quando afferma che nelle strade non si vede più un ragazzino giocare a pallone. E' questo il vero segnale di allarme. Il popolo si sta allontanando dal football, le nuove generazioni non lo amano più. E' diventato uno sport di settore, si è drammaticamente spezzato quel collante che univa la massa al gioco del calcio, ultras compresi. E questo non potrà, in un futuro non tanto lontano, non avere ripercussioni sociali. Il mondo ultras sa fare autocritica, anche all'interno del movimento sono in pochi ormai che giocano al calcio e qualcuno ha forse dimenticato che la domenica si trova in una curva perchè gioca la propria squadra. Ma, gentile signor ministro, la invito a venire una domenica ad assistere ad una partita di calcio in una curva italiana, o ad andare in trasferta (spesso disumane!) a fare migliaia di kilometri, e sicuramente comprenderà quanta passione e fierezza spinge tanti ragazzi ad andare "oltre"; non si limiti all'aspetto superficiale, non si faccia abbagliare dalle fandonie delle curve sponsorizzate dalla politica estrema. E' soltanto un meraviglioso mondo giovanile e non che contempla anche la fisicità dello scontro, ma mi permetto di farle osservare (e dubito possa essere smentito) che anche i suoi uomini, ormai, non sono da meno. Eccellenza, le leggi speciale promulgate con una periodicità impressionante, mi creda, le indirizzi laddove si annidano i veri e reali problemi di questo sport nazionale popolare: ossia i burattini che hanno portato alla rovina lo sport più amato e che continuano ad agie indisturbati e al di sopra di ogni regola imposta. Nelle stanze dei bottoni si annidano i veri "ultras". Sono loro che sono riusciti a creare un sistema economico-lobbistico che è andato sicuramente "oltre". Certo della sua umana comprensione ossequiosamente la saluto. Fonte: Fan's Magazine Notizie correlate Pisa
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