Fiore denuncia Pisanu. G. Zappavigna (ex NAR) ringrazia la sinistra
05 Febbraio 2006 - letto 3980 volte Fiore: «E io denuncio il ministro» Il leader neofascista: «Vicini all'accordo con Fi e con i nazi non c'entriamo» ROMA «Stavolta Pisanu non potrà far valere i suoi privilegi parlamentari. Annuncio che sarà denunciato e querelato per diffamazione». La replica di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, alle accuse del ministro degli Interni è immediata e durissima. La tesi di Fiore è secca: tra Forza nuova da un lato, e, dall'altro, il gruppo Tradizione e distinzione e gli striscioni dell'Olimpico non esiste alcun rapporto. «Allo stato delle cose - prosegue infatti Pisanu - il ministro non può non sapere che Forza nuova non c'entra niente. Se si accusa Tradizione e distinzione, si sa che non ha nulla a che fare con noi. E sono sicuro che la Digos ha già informato Pisanu di come stanno le cose». «La verità - conclude - è che uno o è di Forza nuova o è di Tradizione e distinzione. Ho già dato mandato ai miei legali di perseguire il ministro e tutti gli organi di informazione che concorreranno a diffondere simili calunnie». La durissima reazione dell'ex leader di Terza posizione alle accuse di Pisanu è probabilmente motivata anche dalla paura che le denunce del ministro finiscano per ostacolare le trattative elettorali in corso tra Forza Italia, proprio il partito di Pisanu, e le formazioni neofasciste. Quella contrattazione, spiegano lo stesso Fiore e Adriano Tilgher, leader del Fronte nazionale, è in effetti piuttosto avanzata. «C'è una trattativa sui programmi - racconta Tilgher - ma ci sono i presupposti per chiudere l'accordo in tempi brevi, penso la settimana prossima». La pensa così anche Fiore: «Abbiamo chiesto alla Cdl un impegno sul fronte delle politiche per l'immigrazione, per le famiglie e per la difesa dei prodotti italiani. Sono ottimista e credo che l'accordo sia più che possibile». Tilgher sospetta che le accuse per gli striscioni dell'Olimpico mirino proprio a sabotare l'accordo: «Forse c'è chi, avendo perso potere nella nostra area, cerca di accreditarsi screditando noi». Fiore è appena più prudente. «Lascio a voi - risponde ai giornalisti - l'interpretazione sull'ipotesi che queste dichiarazioni siano volte a turbare una dinamica politica e una trattativa in corso con il centrodestra». Quel che è certo è che la suddetta trattativa esiste, e si tratta di un caso d'ipocrisia politica tra i più clamorosi. Silvio Berlusconi s'indignerebbe a vedersi accostato a formazioni apertamente neofasciste, con frequenti sconfinamenti nel neonazismo puro. Il suo ministro degli Interni le addita per lo scandalo della curva sud. Allo stesso tempo Forza Italia si dà da fare per stringere un'alleanza elettorale, senza escludere l'ipotesi, ove non si arrivasse a costituire un cartello unico per tutti i gruppi fascisti, di trovare posto ai loro candidati (certo scegliendo i nomi più presentabili) nelle liste azzurre. Forza nuova non è da meno. Nel suo sito figura ancora in bella mostra il comunicato che recita: «A seguito della decisione di correre fuori dagli schieramenti politici di centrodestra e centrosinistra alle prossime elezioni politiche, il segretario Roberto Fiore ha dato disposizione di organizzare presidi in tutte le città contro Prodi e Berlusconi e contro la devastante corruzione ormai evidente a tutti i livelli nei partiti di centrodestra e di centrosinistra». In effetti una certa somiglianza tra la balena azzurra e i pesciolini con la svastica salta agli occhi. La fede democratica e robustamente antitotalitaria di Berlusconi non gli impedisce di trattare alla grande con i neofascisti. Il roboante ordine di «organizzare presidi» diramato dal capo di Forza nuova e lo sdegno per la «devastante corrruzione ormai evidente» non ostacolano la ricerca di una proficua intesa con i devastati e corrotti. Difficile, di fronte a tanta limpidezza, non sospettare che a fare le spese dell'incresciosa vicenda dell'Olimpico saranno i ragazzini della curva, con piena soddisfazione dei plenipotenziari azzurri e neri incaricati di chiudere il vantaggioso contratto elettorale. E' comprensibile, pertanto, lo sfogo di Guido Zappavigna, ex Nar, tra i fondatori dei Boys della Roma e cugino di Paolo Zappavigna, il leader dei Boys scomparso alcuni mesi fa in un incidente stradale. «Per fortuna - sbotta - c'è la sinistra a mettere targhe sulle strade per i giovani di estrema destra uccisi negli anni `70 e a cercare di dialogare con i ragazzi di destra, invece di disconoscerli dopo averli mandati allo sbaraglio». Ma negli ambienti della destra estrema degli anni `70 circolano commenti anche più severi nei confronti di Fiore e dei leader di Forza nuova: «E' il loro modus operandi. Fecero lo stesso anche nell'80, quando dirigevano Terza posizione e scapparono a Londra lasciando qui nei guai i ragazzi che, a differenza loro, non potevano espatriare facilmente». ANDREA COLOMBO Fonte: anarcotico.net Notizie correlate Pisa
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