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Corteo di protesta Curva Nord Pisa
02 Aprile 2007 - letto 1545 volte
Oggi i gruppi della nord maurizio alberti si trovano alle 13,00 in p.zza del carmine per muoversi in corteo verso lo stadio con striscioni, bandiere, tamburi e megafoni per protestare contro il decreto amato che da oggi ne vieta l’uso all’interno dell’arena garibaldi e di tutti gli stadi italiani.

Il fatto che le nuove misure in tema di sicurezza proposte dal Governo e avvallate ipocritamente dal mondo del calcio sfiorino il grottesco non è per noi neppure argomento di discussione. Crediamo che qualunque persona dotata di logica e buon senso inorridisca di fronte a una tale ondata repressiva e lesiva dei più elementari diritti del cittadino. Il fatto che questi diritti, per ora, siano salvaguardati in altri ambiti che non siano quello calcistico, non vuole dire niente, perché il calcio è sempre stato teatro di esperimenti per ogni tipo di provvedimento illiberale esteso poi alla “normale” società civile. Questo decreto che sta per diventare legge in Italia ci fa indignare e a Pisa calpesta tanti anni di passione sportiva e di estremo attaccamento alla maglia nerazzurra (basta guardare le trasferte del campionato scorso), anni d’impegno nel sociale e in iniziative che evidentemente “contano” solo se realizzate da determinati personaggi e associazioni che con una mano danno e l’altra prendono.
In merito agli striscioni i gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti non intendono chiedere alcuna autorizzazione, di fatto già negata per il principio che non possono riportare nomi di gruppo o quanto non direttamente legato alla squadra; e poi non potrebbero essere comunque esposti se “riconducibili” a elementi già diffidati, formula ipocrita perché non esistendo liste di iscritti chiunque può essere “riconducibile” a qualsiasi gruppo; di fatto si è cercata una formula inseribile in un decreto legge, ma la volontà è quella di fare tabula rasa del tifo organizzato.
Niente più striscioni se non autorizzati una settimana prima dell’incontro dalla questura, che siano striscioni dei gruppi, striscioni ironici, di protesta o di incitamento. E non saranno più consentiti neppure striscioni per ricordare un anniversario, una nascita, un amico scomparso, per non parlare delle coreografie, del copricurva o della semplice bandierina argentina o giamaicana che sia!
E poi diffide preventive, Daspo, dieci anni di galera per resistenza a pubblico ufficiale, e non una sola parola sui reali problemi del mondo ultras, sulle lame, sul razzismo. “Di tutta l’erba un fascio” è un eufemismo, qui c’è dietro la volontà di estirpare tutto, ma crediamo che i conti siano stati fatti senza l’oste.
Qui non siamo in Inghilterra, signori. Non c’è la stessa cultura sportiva. In Italia quando una squadra va male il pubblico “normale” non va ugualmente allo stadio applaudendo per una sconfitta o una retrocessione. C’è solo la curva che sta vicina alla squadra, la segue e fa il tifo fino all’ultima giornata; gli altri settori sono deserti, anche per i prezzi. Se togli la curva e il suo tifo organizzato, fatto di passione e colore, alla fine danneggi il calcio, lo snaturi.
E in questo mondo non c’è spazio neppure per “Mau Ovunque”: stavolta a dirlo siamo noi e non i promotori della repressione, che forse concederebbero, ancora una volta in modo ipocrita, una deroga. “Mau Ovunque” ha senso solo in mezzo agli ultras, perché Maurizio era un ultras e il suo mondo erano gli striscioni, il tamburo, le bandierine, tutte quelle libertà di espressione che adesso ci vengono tolte. A MAU non piacerebbe certo sapere la foto del suo striscione in questura col timbro “autorizzato”, mentre il resto del suo mondo è messo al bando!!! “Mau ovunque” oggi sfilerà con noi per le strade della nostra città insieme ai nostri vessilli che un decreto anticostituzionale certo non può cancellare come se nulla fosse!!!
Per questo la deroga sarà rispedita al mittente, è bene che chi sta distruggendo e reprimendo il nostro mondo si prenda per intero le proprie responsabilità senza nascondersi dietro provvedimenti “caritatevoli” che non accettiamo.
Oggi allo stadio non ci sarà quindi permesso di fase il nostro solito tifo, non ci sarà il solito cuore della nord che pompa per novanta minuti, e forse qualcuno non ce la farà neanche ad entrare o a cantare, ma, a differenza di Cittadella, non effettueremo sciopero del tifo e la squadra verrà incitata spontaneamente. Nei prossimi giorni renderemo note ulteriori iniziative e decisioni.

Curva Nord Maurizio Alberti
Fonte: Curva Nord
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