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Brescia-Atalanta: il volantino BS
28 Novembre 2005 - letto 6311 volte
Anche oggi non potevamo iniziare il volantino senza parlare di Paolo, sebbene ci sia poco da aggiungere al riguardo. Mentre staziona ancora immobile in quel di Verona, la sua famiglia ed i suoi amici aspettano, in silenzio, giustizia. Aspettano soprattutto che qualcuno finalmente agisca seriamente affinché si faccia luce su questa triste vicenda.
Nell’attesa cogliamo l’occasione per ringraziare quelle poche persone che insieme a noi non hanno mollato e a distanza di due mesi continuano a combattere. Fra questi ci sono molti Ultras, gemellati e non (troppi per citarli tutti), che nel loro piccolo, a titolo personale o a nome di un’intera Curva, ancora oggi parlano, discutono, riflettono, partecipano (anche se da lontano), si informano sulle condizioni di Paolo e sostengono pienamente la nostra difficile scelta, appoggiandola moralmente. Inoltre, ci sono state alcune persone che gravitano intorno alla politica (bresciana e non) ed una realtà sociale alternativa di Brescia che si sono interessate del caso, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità competenti. Andando contro i nostri principi, per la prima volta abbiamo deciso di citarle a costo di essere tacciati di propaganda politica (dopo tutti questi anni, dopo soprattutto tutte le battaglie disinteressate che abbiamo sempre affrontato a testa alta, con trasparenza e con la massima lealtà e rispetto nei confronti di chi ci ha seguito, dopo tutto questo se davvero c’è ancora qualcuno che ha una così bassa opinione del nostro gruppo poco importa). Quindi, anche a nome della famiglia di Paolo, ringraziamo per l’interessamento, per la sensibilità e per il grande coraggio: Mauro Pagliarini (Alleanza Nazionale), Manlio Vicini (Rifondazione Comunista), Giulio Arrighini (Movimento Lombardo-Veneto), on. Paolo Cento (deputato romano dei Verdi, che fra l’altro sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione contro i decreti anti-Ultras ed il calcio moderno), Radio Onda d’Urto (organo di controinformazione), i pochi giornalisti che ancora esercitano la loro professione con imparzialità e serietà. Li ringraziamo tutti, indistintamente, per avere lottato da Ultras in un mondo, il nostro, sempre più alla deriva ed in una società sempre più corrotta ed indifferente.
Il Derby parte prima: come ogni anno, prima di Brescia-Atalanta, i soliti personaggi pubblici si sprecano in appelli accorati e struggenti con l’intento di evitare fantomatiche guerriglie urbane fra le opposte tifoserie che a Mompiano, francamente, non si vedono più da anni. Questa retorica però oggi non ci stupisce più di tanto anche perché sappiamo ormai che certa gente, tanto “sensibile” quanto ipocrita, allo stadio poi non ci viene neanche (preferendo magari altri lidi). Purtroppo il nostro derby, a differenza di altri più popolari e “tutelati” (ma non per questo meno caldi), fa notizia solamente quando ci sono scontri e feriti, generando invece amarezza e delusione fra la stampa nazionale quando, al contrario, tutto fila liscio (il più delle volte ormai). Quest’anno, addirittura, non si voleva far disputare la partita al Rigamonti ignorando per l’ennesima volta i diritti dei tifosi e la maturità raggiunta e dimostrata (fino ad oggi almeno) dalle opposte tifoserie. Solamente una “insurrezione” popolare guidata e sostenuta (giustamente) dai giornalisti locali ha fatto tornare sui propri passi i tutori dell’ordine pubblico.
P.S. felici di avere constatato che (a volte) non siamo gli unici a combattere per i diritti di tutti i tifosi, ci auguriamo che nel futuro gli stessi organi di stampa si adoperino maggiormente anche in vicende forse meno “appassionate” e popolari, ma sicuramente più nobili e coraggiose (ogni riferimento alla vicenda di Paolo è puramente casuale). Ci domandiamo infatti cosa sarebbe successo se i giornalisti avessero affrontato la vicenda di Paolo con lo stesso coraggio, lo stesso entusiasmo e la stessa fame di giustizia.
Inoltre, anche se in questo momento non è sicuramente la cosa più importante, auspichiamo che la “nostra” società ed il Comune trovino presto una soluzione al problema dello stadio (che non sia ovviamente un nuovo centro commerciale!!!).
Il Derby parte seconda: oggi, logicamente, non ci sarà la consueta e magica atmosfera che ha caratterizzato gli ultimi Derby vinti, molto obiettivamente, dalla nostra Curva (probabilmente i bergamaschi diranno lo stesso, ma noi sappiamo che non è vero!). Scherzi a parte, il nostro cuore purtroppo (o per fortuna, a seconda dei punti di vista) si è fermato quel tragico pomeriggio di settembre e prima di ritornare a battere necessiterà ancora di un po’ di tempo. Nonostante gli sforzi infatti, proprio non riusciamo a fare finta di niente. Quindi, amici (e nemici!) aspettateci: presto, siamo convinti, ritorneremo (come sempre, leggi anti-Ultras permettendo), magari con Paolo al nostro fianco.
Il Derby parte terza: oltre a tutti i diffidati biancoblu oggi mancherà una persona “speciale” che in passato si è distinta per Mentalità e coerenza, regalando al mondo Ultras (e a noi bresciani in particolare) momenti indimenticabili. Molti di voi probabilmente non lo conoscono e non lo conosceranno mai (in un modo o nell’altro) se non per sentito dire, ma noi vogliamo comunque onorarlo per quello che è sempre stato e probabilmente sempre sarà: un avversario leale e soprattutto un Ultras. Da due mesi questa persona purtroppo è costretta a rispettare degli obblighi domiciliari allucinanti ed estremi (neanche i mafiosi vengono trattati così vigliaccamente), “colpevole” di avere evitato tensioni pericolose e di avere risolto con intelligenza e maturità una situazione delicata che si era creata all’interno dello stadio di Bergamo e che avrebbe potuto avere conseguenze disastrose. Ovviamente non faremo il suo nome (non per vigliaccheria o per evitare i soliti attacchi mediatici, bensì per non creargli ulteriori problemi con la… ingiustizia), ma non dimenticate che quello che gli è successo prima o poi potrebbe capitare anche a tutti noi.
Milan: anche a Milano non ci saremo e mai come in questa partita ci dispiacerà essere “assenti”. Infatti, la Curva del Milan sta attraversando un momento difficile (dal quale, siamo convinti, presto si riprenderà anche grazie alle persone esemplari che da tanti anni la guidano) e noi avremmo voluto essere presenti per dimostrarle tutta la nostra solidarietà, proprio come loro l’hanno sempre dimostrata alla nostra Curva nei momenti più bui. Brescia, 26.11.05
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