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Atalanta nel caos, tifosi a caccia dei giocatori
24 Aprile 2003 - letto 1319 volte
Gli ultrà reagiscono male alla cacciata dell'allenatore. Arrivano in duecento al campo e scavalcano le reti: giocatori in fuga, arrivano i carabinieri.


BERGAMO - Anche l'Atalanta si gioca il tutto per tutto. Via Vavassori, a cinque giornate dalla fine e dopo quattro anni più di soddisfazioni che di delusioni, ecco Giancarlo Finardi, promosso dalla Primavera nerazzurra con cui qualche settimana fa aveva alzato la coppa Italia di categoria. Una soluzione interna, dunque, per dare soprattutto una scossa a una squadra che a Perugia era sembrata morta, incapace di seguire più il suo mister. Ora, per uno strano gioco del destino, le squadre che hanno cambiato in corsa sono allineate in fondo alla classifica: Reggina, Atalanta, Piacenza, Como e Torino. Di queste cinque, solo una si salverà e inevitabilmente si dirà che solo una ha fatto la scelta giusta.

Con Vavassori se ne vanno anche i suoi più stretti collaboratori, il vice Tirloni, il preparatore atletico Rota e il massaggiatore Gerenzani. Al loro posto, con Finardi, ci saranno Medolago in veste di preparatore e Walter Bonacina in qualità di secondo allenatore.

Non è cominciata bene però l'avventura di Finardi, visto che oggi la prima squadra ha dovuto fare i conti con la rabbia dei tifosi. Appena entrati sul campo d'allenamento, infatti, un nutrito gruppo di tifosi (oltre duecento, ma in tutto al Centro Bortolotti hanno sfiorato le 700 persone) hanno scavalcato rompendo le recinzioni e si sono riversati sul campo. Il tempo di attaccare uno striscione, per altro già esposto durante il ritiro di Gubbio («Rispettate la nostra città. Fatti non parole». Firmato Curva Nord) e poi via ad un rapido faccia a faccia con la squadra (i più bersagliati pare siano stati Doni e Dabo, col francese aggredito anche fisicamente), poi i giocatori sono scappati negli spogliatoi "scortati" dai tifosi. Le forze dell'ordine (sono arrivate cinque macchine dei carabinieri, due della polizia e due della Digos) hanno preferito non intervenire e forse è stato meglio così. Un'azione dimostrativa quella dei supporters bergamaschi: oggi niente allenamento. E' questa la protesta del popolo nerazzurro che poi chiede e ottiene un doppio incontro, prima con Finardi e poi con la dirigenza (una delegazione di tifosi ha incontrato il presidente Ruggeri e il diesse Messina). I tifosi chiedono di vedere impegno e cuore, è stato garantito loro che in queste ultime cinque partite lo vedranno.
Gli allenamenti riprenderanno mercoledì pomeriggio a Zingonia (i tifosi hanno promesso che non contesteranno più per questa settimana), intanto oggi, verso le 17 Finardi ha rilasciato le prime dichiarazioni da allenatore della prima squadra: "Ci aspettano cinque finali da qui alla fine. Ora siamo tutti in gioco, io per primo. Non sono certo venuto qui per passare un mese e basta. Ho accettato la proposta del presidente e per me è stata una decisione sofferta, perchè ho lasciato il paradiso della Primavera e ora mi attende un mese di sofferenza. Mi auguro sia così, perchè vuol dire che fino all'ultimo siamo in lotta per salvarci. L'incontro coi tifosi? Era giusto parlarci, confrontarci. Li posso capire perchè sono attaccatissimi alla squadra, anche se questi non sono forse i modi migliori per dimostrarlo. Però è stato un modo per far vedere che ci sono, sono vivi e non vogliono vedere la squadra in B. Abbiamo perso un allenamento che vista la situazione ci sarebbe anche servito, però forse questo incontro coi tifosi può servire più di un allenamento per scuotere l'ambiente".

Anche il presidente Ruggeri ha parlato: "E' stata una scelta sofferta e dolorosa - ha dichiarato -, ma a questo punto era diventata inevitabile, perchè purtroppo avevamo la sensazione che il tecnico non avesse più in mano la squadra. Dovevamo fare qualcosa per non retrocedere con la colpa di non averle provate tutte. Però sia chiaro non ho esonerato Vavassori per ripicche personali".

Comunque il rapporto con il tecnico bergamasco non era più come quello di una volta.

L'ANTEFATTO - L'Atalanta non cambiava un allenatore in corsa dal 31 ottobre 1993 (a Guidolin subentrò il duo Valdinoci-Prandelli), ma non si evitò la retrocessione. Dal '94 presidente della società diventò Ivan Ruggeri che in nove anni non aveva mai esonerato nessuno, tanto da finire in B direttamente con Mondonico, tenuto fino alla fine. Ora il numero uno nerazzurro ha deciso di cambiar rotta per non lasciar niente di intentato. Ma il rapporto tra Vavassori e Ruggeri era destinato comunque a risolversi, prima o poi, nonostante il tecnico fosse legato fino al 2005 all'Atalanta. Durante la stagione non erano mancati gli screzi, la rottura si era sfiorata dopo la sconfitta col Chievo (4-1) del 10 novembre scorso. Era già pronto Fascetti, ma, anche a furor di popolo (il Vava è amatissimo dalla Curva), la società decise di proseguire con Vavassori e i risultati cominciarono a venire. Fino alla fatal tappa di Perugia e alla riunione di quasi 4 ore nella villa presidenziale di lunedì. Ma già settimana scorsa il rapporto era degenerato, con la decisione di Ruggeri di mandare tutti in ritiro a Gubbio, decisione maldigerita (pubblicamente) dal tecnico. Lì Ruggeri decise che Vavassori l'anno prossimo non sarebbe più stato l'allenatore dell'Atalanta, Perugia ha solo affrettato i tempi.

IL FUTURO - Vavassori ieri, Finardi oggi, chi domani? Tutto dipenderà da dove sarà l'Atalanta, perché un conto è essere in serie A, un conto nella serie cadetta. Logico che tutte le scelte verranno prese di conseguenza. Al momento pare difficile, ma comunque non scartabile a priori, l'ipotesi che Finardi continui a gestire la prima squadra anche l'anno prossimo, anche in caso di salvezza. Perchè il giovane tecnico, persona dal carattere mite, non ha mai avuto mire così alte, quindi è probabile che l'anno prossimo, comunque vada, tornerà ad allenare la Primavera. I nomi per il futuro circolano già. L'ipotesi più accreditata risponde al nome del bergamasco Roberto Donadoni, attuale tecnico del Livorno. Ma non è così scontato. Primo perchè è un tecnico alle sue prime esperienze, che potrebbe andare bene in serie B, meno nella massima serie. Secondo, e qui forse stanno le difficoltà maggiori, perchè Donadoni non è affatto ben voluto dalla piazza. La tifoseria infatti si è già schierata contro una simile scelta, non perdonando il passato milanista di Donadoni e quel famoso episodio di coppa Italia (eliminazione dell'Atalanta col Milan che segna anzichè restituire il pallone ai nerazzurri). E si sa che la vox populi può essere determinante. Gli altri nomi sono più graditi alla piazza, ma anche più difficilmente raggiungibili: Gianni De Biasi del Modena, Silvio Baldini dell'Empoli e Gigi De Canio della Reggina. Chiaro però che arriverebbe uno di questi solo se l'Atalanta si salvasse a scapito proprio della sua ex squadra. E dato che Empoli e Modena sono praticamente salve, ecco che il cerchio si stringe a De Canio. Ma prima bisogna aspettare la fine del campionato. Ricapitolando: Donadoni, De Canio, ma non solo. I due nomi nuovi sono quelli di Andrea Agostinelli (ex tecnico del Piacenza) e soprattutto Elio Gustinetti, già tecnico delle giovanili nerazzurre e artefice del miracolo AlbinoLeffe. Gustinetti sarebbe la soluzione ideale in caso di ripartenza dalla serie cadetta.

E Vavassori? Per lui si parla già di Napoli, sempre però che rimanga in serie B....
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