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Atalanta-Napoli
29 Novembre 2003 - letto 4023 volte
Seconda domenica consecutiva di pioggia e fastidio a Bergamo, seconda domenica consecutiva in cui mi pare che anche il servizio d’ordine faccia un po’ acqua. Sul piazzale dietro la Sud, infatti, “appena” 8 cellulari e non più di una cinquantina di uomini in divisa, equamente divisi tra chi guarda i padroni di casa e chi deve accogliere gli ospiti quando scenderanno dai pullman arancioni.
Ospiti che, peraltro, tardano ad arrivare: notizie più o meno attendibili dicono che il disinnesco di una vecchia bomba a Milano abbia rallentato il traffico ferroviario, ma non mi sorprenderei nel sapere che sia stato pianificato per evitare pericolosi incroci tra Atalantini e Napoletani.
Dalle 13.00 in avanti resto comunque in attesa dello sbarco partenopeo: si vocifera di circa 400 ultras in viaggio e, vista la rivalità, non va esclusa qualche sorpresa…
Pian piano in fondo al piazzale, lato viale Giulio Cesare, aumenta anche il gruppo di Bergamaschi: fingono indifferenza ma sono pronti a scattare come molle cariche. Ogni tanto capita di vedere qualche napoletano isolato costretto ad accellerare il passo e guadagnare il settore ospiti di buona lena, e per fortuna non vedo aggressioni da sciacalli.
Passano le 14.00 ma niente. 14:30 e niente ancora all’orizzonte. Fino alle 14.55 il panorama non cambia: cellulari fermi, Atalantini là in fondo e nessuna traccia degli ospiti.
Quando ormai si sentono annunciare le formazioni delle squadre, i bergamaschi desistono e, salvo pochi testardi, si dirigono in curva. Entro anche io e mi metto nel rettilineo.
Torciata iniziale della Nord, pieno a metà ma senza colore il settore ospite.
E’ il 5° minuto di gioco quando irrompono i Napoletani: la quantità di gente che si riversa nella “gabbia” lascia presupporre un’entrata in massa, probabile lo sfondamento ai cancelli. Un amico che era rimasto fuori (uno dei testardi di cui sopra…) mi descriverà dell’arrivo dei pullman a porte spalancate e, un po’ deluso, dell’immediata corsa agli ingressi, forse anche per dare una mano a gente senza biglietto.
Appena dentro, tanto per gradire, i Napoletani fanno partire una torcia ed un paio di razzetti verso la Sud, gesti che resteranno sostanzialmente isolati. Poi il settore ospite prende finalmente colore: il bianco di tanti cappucci alzati e delle aste sguainate, il blu delle bandiere e degli striscioni.
La tribunetta in basso è presa d’assalto e concentra persone fino all’inverosimile, ma tutti non possono obiettivamente starci ed un gruppo si sposta sui gradini in cemento.
La dislocazione finale vede attaccati alla vetrata di mezzo gli striscioni “ Teste Matte”, “Masseria” e “Vecchi Lions”, mentre quella in basso ospita “Fedayn” e “Mastiffs”. Più defilati gli “Ultras”.
In cima viene poi appeso il grande striscione “Solo per Sergio”. Anche la Nord non dimentica il dolore e la vergogna del Partenio, riproponendo lo striscione “Avellino: stampa e autorità, vogliamo la verità” in segno di protesta ed indignazione. Ciononostante non mancano gli insulti reciproci.
La curva bergamasca prosegue con un tifo ossessivamente continuo, senza deludere ma nemmeno entusiasmare. Cori lunghi, forse troppo lunghi: solo alla mezz’ora il classico “Forza Atalanta vinci per noi” riesce a superare il muro del suono neroazzurro.
I Napoletani impiegano un po’ di tempo per carburare e, elemento costante per tutto il match, sono molto più belli da vedere che da sentire, quantomeno dal mio punto di osservazione.
Tanti i due aste (qualcuno incessantemente alzato), varie bandiere, ma soprattutto entusiasma la coreografica umana, fatta di treni, ondeggiamenti, salti alti così. Il repertorio canoro è lontano anni luce dal “Porompompero” di vecchia memoria, ed appare piuttosto ostico per i “napoletani locali”, che infatti si uniscono ai cori solo a tratti. Spesso, invece, devono rassegnarsi ad essere offuscati da torce accese a caso. Curioso infine ascoltare il noto refrain milanista “Che sarà di questa Inter chi lo sa…” aggiustato in versione anti-atalantina.
La partita intanto fa addormentare e l’intervallo è utile per spezzare un po’ la noia. Si notano movimenti su entrambi i fronti, preludio di una doppia alzata di striscioni che sanno di stima reciproca: “Coerenza e lealtà i valori del mondo ultrà” in Nord e “Fuori gli ultras dalle galere!” nell’inequivocabile “font” dei Fedayn EAM.
Avanti con altri 45 minuti a ritmo di moviola che, alla lunga, spengono anche la voglia di cantare delle due curve.
Più emozionante l’immediato dopopartita, quando la squadra azzurra si spinge sotto il settore ospite e qualche giocatore si lascia persino andare al lancio della maglia. Pessima idea, perchè l’ultimo colpo di classe degli ultras partenopei è quello di rifiutarle: così in pochi istanti, senza indugi, le casacche compiono il percorso inverso e tornano al mittente. Insomma, la stima non si guadagna con due risultati utili… E mentre, uscendo, ancora me la rido, non posso non associarmi al loro “Onoriamo Sergio Ercolano!”
Fuori intanto i Bergamaschi cominciano a fare gruppo e ad alzare le sciarpe fino agli occhi…

LELE

Su sportpeople servizio fotografico della partita.

SOMMARIO DEL N° 5
In Primo Piano: comunicato Sconvolts MN pag. 3
Foto & News: Atalanta-Napoli pag. 4
Foto & News: Inter-Reggina pag. 8
Foto & News: Fiorentina-Genoa pag. 9
Foto & News: Samb-Modena C.Italia pag. 11
Focus Serie A pag. 13
Focus Serie B pag. 15
Focus Serie C pag. 16
Focus Serie CND pag. 19
Ordine sparso pag. 20
Approfondimenti: Verona contesta pag. 22
Caro diario: la mia Pescara-Catania pag. 24

Nel prossimo numero foto e servizio di Verona-Livorno.
In attesa è possibile scaricare dalla Home Page videoclip di 30’ della Sud scaligera
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