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Ancora diffide per i tifosi pisani
05 Gennaio 2012 - letto 3372 volte
Un atteggiamento forse intimidatorio e repressivo quello che spesso è stato tenuto nei confronti della Curva Nord e le ultime diffide giunte prima di Natale in seguito alla situazione-megafoni sono state l'ennesima goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai stracolmo da tempo. Mettersi a raccontare tutte le questioni che hanno portato alle diffide ormai sarebbe ripetitivo e ai limiti dell'inverosimile, ma la questione sta diventando insopportabile per gli ultras e non solo.

Il sindaco Marco Filippeschi, intervenendo sulla questione, ha detto che rimarrà vigile provando ad accertare e verificare determinate situazioni. Anche il socio di minoranza Stefano Sbrana ha chiesto chiarimenti attraverso una lettera: "Quale socio di minoranza lancio un appello affinchè tutti i soci del Pisa, le istituzioni con il sindaco a capo e gli esponenti della Questura possano fare una tavola rotonda perchè si possa sviluppare un dialogo e definire un percorso per tutelare la passione del tifo a Pisa. Sono venuto a conoscenza, grazie al comunicato dei ragazzi della Nord, dell'ennesimo Daspo inflitto per comportamenti che all'apparenza sono di fatto pacifici. La legge va rispettata e parimenti il massimo rispetto va tributato a chi la applica, nondimeno ritengo opportuno rilevare che a Pisa, nelle ultime due stagioni, si siano avuti episodi (a partire da Pisa-Chioggia del 27.3.2010 fino alle ultime multe per i megafoni) che ci impongono di riflettere, perchè così si rischia di fare svanire la passione del tifo nerazzurro. Che è la nostra prima forza".

Quindi quello che si auspica è una tavola rotonda per provare a confrontarsi, situazione che va tanto di moda nel calcio di oggi, ma l'importante è che non si parta prevenuti. Ci vorrebbe anche un pò più di coerenza quando si parla degli ultras: è facile applaudire ed evidenziare le tante iniziative benefiche, gli striscioni in supporto di situazioni difficili, le coreografie mozzafiato o le raccolte fondi, salvo rimanere immobili quando emergono ingiustizie come queste. Invece di prendere provvedimenti sempre più drastici, sarebbe importante cambiare, cominciando a considerare il tifo organizzato come un fenomeno sociale di particolare rilevanza e non solo come una fonte di violenza e delinquenza da eliminare in ogni modo. Il futuro del Pisa passa inevitabilmente anche dalla passione dei propri tifosi, riconosciuta in tutta Italia, e se qualcuno per ragioni incomprensibili prova a spegnerla significa che non vuole il bene della squadra. Se provando a digitare le due parole "diffide assurde" su Google, i primi due risultati riguardano Pisa, qualcosa vorrà pur dire.
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