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In arrivo dieci Daspo per gli scontri allo stadio
28 Gennaio 2015 - letto 1738 volte
Nove tifosi dell'Asti e uno del Derthona saranno notificati con il daspo.

Due mesi e mezzo di accertamenti. Più di tre ore di filmati registrati da due operatori della polizia scientifica e successivamente esaminati da un ispettore della Digos. Ora il sostituto procuratore Delia Boschetto ha concluso le indagini a carico di 9 tifosi dell’Asti calcio ed uno del Derthona accusati di «travisamento» e «porto abusivo di oggetti atti ad offendere» prima della partita tra i biancorossi e la squadra di Tortona, disputata lo scorso 9 novembre al Bosia. Il questore Filippo Di Francesco ha anche avviato le procedure per disporre i Daspo, i divieti amministrativi di accedere allo stadio. I provvedimenti sono in fase di notifica. 

L’unico tortonese è un giovane di 21 anni, fermato e identificato da un vicequestore e da un ispettore di polizia poco prima del match. Gli altri sono tifosi dell’Asti: sei sono accusati di «travisamento». Rischiano una condanna all’arresto da 1 a 6 mesi. Altri tre astigiani, che secondo le accuse brandivano cinture, sono sospettati di porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Per questa contestazione è prevista l’ammenda. Entrambi i capi d’imputazione si basano sulla legge sull’ordine pubblico del 1975, approvata in piena emergenza terrorismo e quasi mai applicata ad Asti per manifestazioni.  

I tifosi astigiani non erano stati identificati subito. La Digos ha comparato i filmati della Scientifica registrati in via Foscolo prima della partita con i video girati sugli spalti durante il match. Nella prima fase i supporter avrebbero avuto il volto semi-coperto da «cappucci e passamontagna», mentre allo stadio sarebbero stati a capo scoperto. Analizzando l’abbigliamento, si è giunti ad individuare le facce. I successivi riconoscimenti si basano esclusivamente sulla «conoscenza personale» degli investigatori, senza analisi antropometriche.  

L’avvocato Roberto Caranzano è un fiume in piena: «La polizia contesta il travisamento ad alcuni miei assistiti che avevano un berretto in testa. Non mi pare che il volto fosse irriconoscibile. Peraltro, uno dei miei assistiti aveva la sinusite e doveva coprirsi su indicazione del medico. Abbiamo anche il certificato che accerta la malattia». Un altro legale del pool di difesa è Philippe Valle, che segue il caso insieme all’avvocato Aldo Mirate: «Le individuazioni - dice Valle - mi paiono approssimative. Vogliamo vedere tutti gli atti, i filmati. Potrebbero esserci errori».  

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