Varese: la curva sud resta vietata ai tifosi
03 Novembre 2009 - letto 1921 volte Staranno anche meglio a Busto, almeno lì per lo Speroni un piano di intervento cè, col comune che ha messo sul tavolo 1,5 milioni di euro per opere di adeguamento. Che poi i lavori per adeguare spogliatoi e sala stampa siano partiti solo da poco, non ha un grande rilievo se il paragone è Varese. Il capoluogo continua a sfogliare la margherita (senza nessun riferimento a movimenti politici) per decidere se (e in questo caso come) rifare il Franco Ossola, il campo di calcio della città. Sullo stadio del capoluogo si discute da almeno due anni e mezzo. Ristrutturarlo, spostarlo, lasciarlo così come è intervenendo solo per aumentare la sicurezza. Fra le tante chiacchiere la realtà è una sola e va a discolpa del Comune. «Danée gha né pu, danée gha né minga», soldi non ce se sono più per investire milioni di euro in un impianto che richiederebbe ben altro di un semplice rinfresco delle facciate. Mentre per interventi strutturali di maggior portata, soldi a parte, sarebbe una follia metterli in cantiere proprio mentre il Politecnico di Milano sta progettando lo sviluppo dellarea-stadio. E i primi risultati dello studio saranno noti fra un paio di settimane quando, in un summit in Comune si affronterà anche un altro nodo spinoso, quello dellex Caserma Garibaldi. E sul campo di calcio, tuttavia, che si concentrano in questi giorni le maggiori attenzioni. Ieri il Franco Ossola ha ospitato Varese-Alessandria. Andando indietro di una quarantina danni, uno degli incontri più attesi fra provinciali anche perché entrambe godevano di maggiori fortune calcistiche e militavano in campionati di rango. Oggi si devono accontentare dellex C1. Ma sarà una partita a porte semichiuse perché lo stadio era off-limits per la tifoseria ospite in mancanza delle norme di sicurezza previste dal ministero dellInterno. Ministero che, beffa delle beffe, è retto da un varesino, come è noto, Roberto Maroni. Mancano le aree pre-filtraggio fuori dai cancelli; in pratica si tratta di corsie di incanalamento create utilizzando transenne ma che alla società di calcio, il Varese 1910, costerebbe sui 200 mila euro annui. Che la società stessa non può permettersi perché per mettere in pratica il provvedimento del ministero occorrono 150 metri di transenne e blocchi di cemento simili a quelli che vengono temporaneamente utilizzati su strade e autostrade per separare le corsie in caso di lavori di manutenzione. Così la curva sud, quella degli ospiti, resta e resterà vuota finché non si adotteranno le misure di sicurezza. E questo è solo un primo problema. In coda, ad aspettare una soluzione, ci sono i problemi dellimpianto di illuminazione esterna e interna. Senza contare che non è ancora chiaro se lo stadio che verrà sarà un nuovo Franco Ossola con corposi interventi di ristrutturazione o uno stadio da inventare in qualche altro angolo della città o della sua periferia. Fonte: satelionews.it Notizie correlate Varese
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