Un anno di carcere a tre ultras per gli scontri di Como - Varese
25 Marzo 2005 - letto 6225 volte
Separati dalla fede calcistica, uniti nelle condanna. Sono pene esemplari quelle inflitte a tre ultras (due comaschi e un varesino) protagonisti degli scontri del febbraio 2001 prima e dopo la partita Como-Varese. Il giudice delle udienze preliminari, Pietro Martinelli, ha condannato i tre imputati che hanno scelto il rito abbreviato (per gli altri il processo è fissato alla fine di aprile) a 1 anno di reclusione ciascuno: pena decisamente elevata, soprattutto se si considera che gli imputati hanno anche potuto contare su uno sconto della pena per la scelta del rito alternativo.
I tre erano accusati, a vario titolo, di danneggiamento, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Reati commessi durante la sassaiola e le violenze che hanno fatto da triste corollario al derby giocato al Sinigaglia. Un parapiglia in cui vennero feriti, in modo fortunatamente lieve, ben 12 agenti di polizia in servizio quella domenica pomeriggio. Un pomeriggio di ordinaria violenza. Iniziato alle 14 quando gli oltre 400 supporter del Varese, in arrivo a bordo di un treno speciale, azionarono il freno d'emergenza scendendo nella zona di piazza Verdi ed evitando così i controlli degli agenti che li attendevano alla stazione. Lungo la strada per il Sinigaglia gli ultras danneggiarono decine di auto e, sul lungolago, aggredirono e picchiarono un cittadino tedesco di colore che passeggiava insieme con la fidanzata. L'uomo venne colpito selvaggiamente dai tifosi del Varese e ferito con l'asta di una bandiera. La battaglia proseguì quindi all'esterno dello stadio Sinigaglia. Qui gli ultras biancorossi cercarono di aggredire un gruppo di supporter del Como, fermo ad aspettare i rivali. Scaturirono un parapiglia e una violenta sassaiola, nella quale 12 agenti della polizia vennero colpiti e feriti.
Gli ultimi incidenti si registrarono infine alla stazione delle Ferrovie Nord di Como Lago. Qui i varesini, scortati fino al treno, diedero vita a un violentissimo lancio di bottiglie e pietre. Alcuni sassi distrussero il parabrezza di due auto in sosta nella zona e la vetrina di un bar ancora aperto.
Un pomeriggio di autentica violenza terminato con l'identificazione, grazie al certosino lavoro degli uomini della Digos e del sostituto procuratore Massimo Astori, titolare dell'inchiesta, di tutti i responsabili degli scontri.
Soltanto tre di loro, su un totale di una decina di ultras finiti nei guai, hanno però deciso di chiudere i conti con la giustizia in udienza preliminare, anzichè difendersi in aula, come avverrà per gli altri imputati, a processo in Tribunale a fine aprile per gli stessi episodi. I tre pensavano forse di cavarsela con pochi mesi di carcere. Ma così non è stato. A un 28enne di Albavilla, un 30enne di Faloppio e un 22enne di Varese il giudice ha inflitto, come detto, una pena a un anno di reclusione.