Ultras Como: un arresto per l'assalto in Comune
12 Settembre 2004 - letto 1518 volte
POLEMICA TRA SINDACO E QUESTORE
Il primo arresto è scattato nel cuore della notte. Leco degli scontri allinterno di Palazzo Cernezzi non si era ancora spenta, quando gli agenti della squadra volante facevano scattare le manette ai polsi di uno dei partecipanti della serata di ordinaria follia nella sala del consiglio comunale. Il giovane, 27 anni non ancora compiuti, residente a Guanzate, è finito in camera di sicurezza per una notte: resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, le accuse contestate. Reati che sono costati al giovane ultrà lariano, comparso ieri mattina in Tribunale al processo per direttissima, una condanna a 8 mesi di reclusione, pena sospesa con i benefici della condizionale. Secondo le contestazioni mosse, il 27enne di Guanzate avrebbe utilizzato lasta della bandiera per colpire due agenti. I poliziotti sono stati costretti a farsi medicare in ospedale: hanno riportato una prognosi di 15 giorni. Gli agenti della Digos stanno nel frattempo cercando di identificare gli altri violenti che hanno letteralmente invaso il consiglio comunale di Palazzo Cernezzi. Ieri la Questura ha acquisito le immagini di Espansione Tv del lancio dei due razzi e degli scontri avvenuti subito dopo la riaccensione delle luci. Scontri che hanno portato, oltre alle lesioni dei due agenti, al ferimento dei consiglieri comunali Aniello Rinaldi e Serena Tessaro. Gli inquirenti stanno dando la caccia, in particolare, ai teppisti che hanno lanciato i razzi. Il Comune, dal canto suo, sta predisponendo una denuncia a carico di ignoti per i danni provocati dagli ultras durante il parapiglia. Danni che, secondo una prima stima di Palazzo Cernezzi, ammontano a circa 2mila euro: vetri rotti, moquette rovinata dai razzi, distruzione del corrimano che divide le postazioni dei consiglieri dallo spazio riservato al pubblico. Proprio i pali del corrimano, oltre a un paio di sedie, sono stati utilizzati dai sedicenti tifosi per colpire gli amministratori. A farne le spese sono stati i due consiglieri costretti a ricorrere alle cure del 118: Aniello Rinaldi, che se lè cavata con una ferita lacero contusa guaribile in tre giorni, e Serena Tessaro, ricoverata al SantAnna con un trauma cranico. Nulla di particolarmente preoccupante, anche se lesponente del gruppo Ds-Sdi ha trascorso la notte in ospedale. Se ora i due consiglieri rimasti feriti dovessero presentare querela di parte, le forze dellordine avrebbero unarma in più per perseguire i protagonisti della gazzarra. Inchiesta a parte, la giornata di ieri è servita a Questura e Comune per chiarire cosa non ha funzionato nel servizio dordine. Pochi minuti dopo gli scontri, il primo cittadino Stefano Bruni aveva sottolineato che nonostante «tutti sapessero bene i rischi a cui si andava incontro», in realtà gli amministratori sarebbero stati «lasciati soli». Giovedì pomeriggio, da quanto emerso dalla ricostruzione fornita da Palazzo Cernezzi e Questura, vi sarebbero stati contatti telefonici informali per discutere della manifestazione degli ultras prevista nella serata. Prima dellinizio del consiglio (da quanto emerge dagli atti consegnati dal questore al prefetto) il dirigente della squadra volante avrebbe proposto al sindaco di chiudere i portoni che danno sul cortile di Palazzo Cernezzi, in modo da evitare lafflusso in massa dei manifestanti allinterno della sala consigliare. Bruni ha però replicato che non si poteva impedire a privati cittadini di assistere ai lavori dellamministrazione. Dal canto suo il Comune ha sottolineato polemicamente lesiguo numero di agenti di polizia presenti giovedì sera. Per chiarire le rispettive posizioni, ieri pomeriggio il prefetto Guido Palazzo Adriano ha convocato in seduta straordinaria il Comitato per lordine e la sicurezza. Il questore, Angelo Caldarola, e il sindaco, Stefano Bruni, hanno spiegato quanto accaduto e hanno chiarito le rispettive posizioni. Con unammissione da parte di entrambi: «Qualcosa non ha funzionato». Per il futuro la Prefettura ha predisposto nuove regole. Per scongiurare altri razzi in Comune.