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SCONTRI VERONA-BRESCIA
25 Settembre 2005 - letto 8784 volte
Stadio, pomeriggio di guerriglia
Ultrà scatenati, una decina di arresti. Gravemente ferito un tifoso
Anche un passante è rimasto ferito da un lacrimogeno



Dopo una settimana di mediazioni mancate sull’orario di inizio partita, di ricorsi respinti e culminato con la decisione del Tar del Lazio, il tardo pomeriggio di sabato è terminato con lo scenario usuale per il quartiere: cariche di alleggerimento, lancio di lacrimogeni, una decina tra arresti e fermi e diversi feriti, anche tra i poliziotti. Poi lo scempio in stazione, dove alle 19 è iniziato il parapiglia tra un migliaio di tifosi bresciani e forze di polizia: tre le ambulanze arrivate al binario su cui era fermo il treno che doveva riportarli a casa. Convoglio che è ripartito alle 20.45 con le porte chiuse manualmente perchè i supporter avevano divelto il sistema di sicurezza. Una giornata iniziata con un programma preciso, imposto da un copione rigoroso, e terminata con il fuggi fuggi di chi si è trovato in mezzo ai disordini. Come il pensionato colpito al ginocchio da un lacrimogeno in piazzale Olimpia e i viaggiatori che si sono ritrovati nel caos in stazione: per un’ora i tifosi hanno bloccato 4 binari.


Fino alle 15.30 intorno al Bentegodi non ci sono stati problemi, fatta eccezione per chi doveva entrare nel settore poltroncine e poltronissime che davanti all’ingresso che precede quello della curva ospiti è rimasto ad attendere per oltre mezz’ora in fila che i cancelli venissero aperti.
Spostati di nemmeno cinquanta metri, più o meno un quarto d’ora prima della partita, sono arrivati i sette autobus dell’Amt che erano andati a prendere i tifosi giunti a Verona con il treno. Un centinaio su ogni mezzo ma di lì a mezz’ora circa un’ottantina è rimasta fuori, sul prato, controllata a vista da un imponenente spiegamento di forze, carabinieri e polizia in tenuta anti sommossa. E tra loro c’era sia che non aveva il biglietto che chi seppur avendolo non ha voluto mostrare il documento per entrare, per protestare contro le nuove norme anti violenza negli stadi.
Faccia a faccia ci sono rimasti, non senza tensioni, per venti minuti, poi la situazione è parsa degenerare: dalla curva è sceso compatto un gruppo numeroso di tifosi, determinato a far entrare chi era rimasto fuori. Si sono trovati di fronte il cordone di polizia che li ha comunque bloccati, non senza difficoltà.
Per tutta la partita sono rimasti sdraiati sull’erba, cantando, facendo il tifo, insultando tutti. Ma problemi non ne hanno creati, qualcuno ha chiesto di poter tornarsene a casa ma chi era nel «corridoio» esterno non ha potuto uscire nemmeno sul piazzale.
Poi a partita finita hanno iniziato a scendere dalla curva, fermati all’interno del Bentegodi perchè il caos in via Sansovino era iniziato: alcuni gruppi di tifosi dell’Hellas si erano dileguati e distribuiti lungo il percorso che avrebbero fatto i pullman degli avversari. Gruppi di agenti sono andati a disperderli, utilizzando anche lacrimogeni, sparati in quantità perchè il fumo acre è arrivato fin davanti alla curva nord, mentre il pubblico usciva. «Indecente che siamo noi ad essere in ostaggio, dovreste tenere loro chiusi nello stadio almeno due ore», la protesta di chi era obbligato a cambiare strada per aggirare il blocco.
Una decina di minuti, quelli durante i quali sono stati operati i primi arresti (almeno sei a quanto risulta) sia da parte dei carabinieri che della polizia. Da quel momento in poi la tensione è cresciuta in maniera esponenziale: alle 18.10 i supporter del Brescia hanno sfondato uno dei cancelli per cercare di entrare in contatto con quelli dell’Hellas. Poi tutti i tifosi sono stati fatti salire sui mezzi dell’Amt diretti in stazione. Dove ad attenderli c’era il treno speciale.
Forse non lo immaginava forse nessuno quel che sarebbe successo dal momento dell’arrivo a Porta Nuova. E l’inferno si è spostato lì dove circa un migliaio di tifosi del Brescia ha occupato quattro binari, rallentando la circolazione, hanno iniziato la «battaglia» a sassate. Incontenibili. NON é CHIARO COSA SIA ACCADUTO ma uno dei tifosi del Brescia è stato ricoverato con un trauma cranico in ospedale: le sue condizioni sono gravissime.
Incidenti, botte e poi danni, quelli provocati al treno: tutti i sistemi di bloccaggio sono stati rotti al punto che le porte sono state chiuse manualmente. Tensione palpabile e un’imponente spiegamento di forze che si è concentrato sul primo binario, quello utilizzato per i treni speciali, un po’ fuori mano con un ingresso laterale, defilato da quello principale. Alle 20.30 i tifosi dovevano ancora lasciare Verona, tre le ambulanze inviate sul posto e poi ancora arresti, almeno tre le persone accompagnate in questura e in caserma.
Solo alle 20.45, quando anche l’ultimo tifoso è stato fatto salire sul convoglio e l’ultima porta chiusa, il treno è partito. Da quel momento in poi è tornata la pace. Quella relativa. Al temine di un pomeriggio di sport e violenza.

NON HO NIENTE D'AGGIUNGERE.. POLIZIA PRIMO NEMICO!

totale solidarietà al tifoso bresciano..

A.C.A.B. verona


Fonte: l arena
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