Scontri dopo Verona-Varese I due tifosi tornano in libertà
07 Giugno 2012 - letto 5057 volte Da ieri mattina sono di nuovo liberi, dopo due giorni trascorsi ai domiciliari e due in carcere. Nessuna misura di custodia per i tifosi dell'Hellas che erano stati arrestati uno con l'accusa di rapina aggravata e l'altro perchè insieme ad altri tifosi aveva «usato minaccia nei confronti del personale della questura che volevano impedire ai supporter dell'Hellas di avvicinarsi a quelli del Varese», recita l'imputazione. Il giudice per le indagini preliminari Rita Caccamo, al termine dell'udienza di convalida che si è svolta a Montorio, li ha scarcerati imponendo loro tuttavia l'obbligo di presentarsi in questura a firmare nei giorni e nelle ore in cui solitamente si svolgono gli incontri di calcio. E quindi il venerdì, il sabato, la domenica e il lunedì, «misura idonea e proporzionata», motiva il gip, «ad assicurare le esigenze cautelari in quanto servirà ad evitare che l'indagato si trovi in luoghi (quali lo stadio o la stazione ferroviaria) in cui potrebbe porre in essere comportamenti delittuosi della stessa indole di quelli oggetto del presente provvedimento». LA RAPINA. Due addebiti distinti per due episodi avvenuti a sei ore di distanza. R., 20 anni, era stato arrestato alle 16.40 perchè fu notato dagli agenti della Digos mentre cercava di disfarsi di uno zaino. Poco prima un tifoso del Varese aveva denunciato che mentre era in coda con lo zio per entrare al Bentegodi era stato avvicinato da tre tifosi dell'Hellas che dopo aver provocato lo zio avevano preso a calci e pugni il ragazzo per portargli via lo zainetto. La difesa, sostenendo che mancasse il riconoscimento, ha chiesto che al giovane venisse contestata la violenza privata intendendo che la sottrazione dello zaino fosse una sorta di sfottò nei confronti del tifoso del Varese. Il gip ha invece ritenuto che il poco tempo trascorso tra la denuncia e l'individuazione di R.C. (che era stato avvisato da altri due giovani dell'arrivo degli agenti) facesse propendere per una responsabilità diretta nell'accaduto. LA VIOLENZA. A.T. 25 anni, era stato fermato dopo la partita, quando un gruppo di tifosi stava cercando di raggiungere quelli del Varese. In particolare faceva parte del gruppo di giovani che «travisati e muniti di oggetti contundenti si erano radunati verso l'uscita del parcheggio destinato agli ospiti». E lui era in prima fila, dietro il gruppo lanciava oggetti contro un reparto di nove uomini. Era già stato destinatario di un provvedimento del questore di Varese che gli vietava da gennaio di assistere a manifestazioni sportive. Ora come l'altro, dovrà andare a firmare. Fonte: larena.it Notizie correlate Varese
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