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Roma - Lazio, il derby del Collasso
06 Novembre 2003 - letto 1653 volte



Arriva dal fisco l’ultima batosta sui fragili conti di Roma e Lazio. A mezzanotte del 3 novembre la bolletta fiscale di Franco Sensi si è appesantita di 12,5 milioni. Una somma pari a quella offerta l'estate scorsa dal Chelsea alla Juventus per acquistare il centrocampista Edgar Davids.
Di conseguenza, la Roma ora ha 96 milioni di debiti verso il fisco. La Lazio ne dichiara 101 milioni il 30 settembre, dei quali 95,5 milioni scaduti. Quasi 200 milioni in due: il derby che si giocherà domenica all'Olimpico sarà tra due squadre avviate al collasso finanziario, a meno che non intervenga rapidamente un'iniezione dì liquidità dagli azionisti o una sanatoria dello Stato creditore. A queste passività si aggiungono debiti verso i calciatori per stipendi arretrati per poco meno di cento milioni: 49 milioni la Lazio, 45 milioni la Roma, al 30 settembre.
Queste passività vengono prima degli ulteriori problemi legati alle contestazioni dell'eurocommissario Mario Monti sul decreto detto «salva-calcio» o «spalma-perdite». Oggi alle 16 a Palazzo Chigi è prevista una riunione tra il sottosegretario Gianni Letta e i responsabili dei principali dicasteri, dall'Economia ai Beni culturali, per calcolare le conseguenze che potrebbero derivare dalla messa in mora del governo, passo preliminare all'avvio di una procedura d'infrazione comunitaria. Monti ha confermato che la Commissione Ue si pronuncerà l’11 novembre.

Ma per i due club romani questi problemi, per quanto gravi, appaiono più lontani di quelli legati all'arretrato con il fisco. L'aggravio di 12,5 milioni per la Magica deriva dal mancato pagamento dei debiti fiscali arretrati per lrpef e Iva, che al 30 settembre erano pari a 83,5 milioni; già comprensivi di sanzioni del 10% per ritardato versamento. In seguito a un verbale dell'Agenzia delle entrate, la Roma di stipendi aveva accantonato in bilancio sanzioni pari al 10% del debito. Sensi prevedeva di saldarlo entro 30 giorni dal ricevimento dell'avviso bonario, recapitato il 3 ottobre.
Ma la Roma non ha liquidità. E alla scadenza del 3 novembre non ha potuto pagare. Così, come già fatto notare dal revisore della Grant Thornton nella nota del 16 ottobre con la quale non è stato certificato il bilancio al 30 giugno 2003 della Roma, «qualora il pagamento non fosse effettuato entro il 3 novembre, le sanzioni sarebbero pari al 30%, con un aggravio al conto economico ed al patrimonio netto di circa euro 11 milioni».

L'aggravio si è rivelato di 12,5 milioni, comprensivo di interessi, come ha riferito la società giallorossa nella relazione al 30 settembre, approvata dal cda il 21 ottobre. La relazione afferma che la società ha chiesto la rateizzazione dei debiti tributari e che «qualora venisse applicata la sanzione nella misura massima prevista del 30%, i debiti tributari sarebbero pari a 95,99 milioni di euro; di conseguenza - avverte Sensi - il patrimonio netto della società sarebbe pari a 32,22 milioni di euro, al 30 settembre 2003, rendendo applicabile la fattispecie prevista dall'articolo 2446» del codice civile. Questa norma scatta quando le perdite intaccano per oltre un terzo il capitale sociale, che alla Roma è di 52 milioni.
Su richiesta della Consob, la Roma ieri ha comunicato che, «verificata l'impossibilità» da parte della controllante Roma 2000 Srl (società di Sensi) di rimborsare, come programmato, parte del proprio debito verso l'As Roma entro il 3 novembre», «non è stato possibile provvedere, entro tale ultimo termine, al pagamento dei debiti tributari pregressi». La società ha convocato il cda per domani, 6 novembre, «per adottare le opportune delibere».
Stefano Ricucci, azionista della Lazio, ha precisato che il gruppo Magiste International non ha alcun interesse verso la società Napoli calcio.
DAGOSPIA REPORT
1 - Oggi pomeriggio è avvenuto a Palazzo Chigi l’incontro di Gianni Letta con il sottosegretario dei Beni Culturali con delega allo sport Mario Pescante, accompagnato da alcuni giuristi, quindi tecnici del ministero degli Esteri che hanno rapporti con l’Unione Europea. Sulla scrivania di Letta, la lettera di Mario Monti contro il decreto “spalma-debiti”. Bene, una volta presa visione, Pescante e compagni sono sbiancati: è una lettera piena di contestazioni durissime.
2 – Intanto, sulla scia della bomba-Monti, si fa insistente al Coni la voce di un commissariamento della federazione guidata da Franco Carraro. Oltre alla messa in fuori gioco delle squadre indebitate, che non potranno più avvalersi del decreto salva-calcio.

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