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Punito Materazzi
15 Luglio 2006 - letto 2361 volte
Inchiesta sull'episodio della testata di Zidane La Fifa ha deciso: sarà punito Materazzi L'interista ascoltato a Zurigo: stop certo. La federazione cambia strada sulla sua giurisprudenza rispetto al passato
MILANO - La rivoluzione continua. Il calcio ha deciso di cambiare usi e costumi e la finale di domenica scorso a Berlino è diventata l’evento scelto dalla Fifa per modificare il corso della storia, dopo anni di immobilismo. Prima la prova tv in tempo reale, con l’applicazione della tecnologia a bordo campo, per arrivare all’espulsione di Zinedine Zidane, dopo che nessuno aveva visto la testata in tempo reale e dal vivo (tantomeno il quarto uomo, lo spagnolo Medina Cantalejo, deputato a questo, ma costretto a chiedere aiuto alla tv, perché non si era accorto di nulla); ora la prima squalifica (annunciata) ad un giocatore (Materazzi), per aver provocato a parole la reazione di un avversario (Zidane). Non era mai successo e invece accadrà giovedì prossimo.
Accompagnato da un avvocato milanese e dal responsabile delle relazioni internazionali della Federcalcio, Sergio Di Cesare, il difensore dell’Italia campione del mondo è stato ascoltato ieri mattina alle 10 a Zurigo dalla Commissione di Disciplina della Fifa: venti minuti per spiegare il breve botta e risposta tra lui e il campione francese, all’inizio del secondo tempo supplementare di Italia-Francia. Materazzi ha confermato di aver usato termini forti ed espliciti, ma senza alcuna offesa nei confronti della madre di Zidane e senza l’uso di termini razzisti o xenofobi, tantomeno della parola «terrorista arabo» o semplicemente «terrorista». La Disciplinare era presieduta dalla svizzero Marcel Mathier, presidente della commissione (e avvocato personale di Blatter): la Fifa ha deciso di coprire l’audizione con il segreto istruttorio, come ha spiegato diffusamente uno dei portavoce, John Schumacher.

Una deposizione serena e rispettosa della commissione, senza colpi di scena e senza attacchi personali nei confronti di Zidane. Materazzi è subito rientrato a Milano; domani partirà per le vacanze con la famiglia (Maldive); entro martedì, Zidane dovrà presentare una deposizione scritta; giovedì, alla Fifa House, il capitano della Francia verrà ascoltato dalla Disciplinare, che nel pomeriggio emetterà la sentenza. È possibile che in questi giorni la Fifa chieda alla Figc nuovi chiarimenti, ma ormai la strada è segnata. Ed è chiara. Eppure in queste ore è già apparso chiaro che se Zidane andrà incontro ad una pesante squalifica (la reazione è stata violenta, scomposta e del tutto sproporzionata agli eventi in corso), nemmeno Materazzi se la caverà. La squalifica dell’azzurro è già certa: da decidere se sarà di una o due giornate, come previsto dall’articolo 54 del Codice di disciplina che punisce «gesti e linguaggio offensivi». In ogni caso, Materazzi potrà essere presente il 6 settembre allo Stade de France di St. Denis per Francia-Italia, seconda partita delle qualificazioni all’Europeo. Avrà tempo per scontare la sanzione, saltando l’amichevole con la Croazia (16 agosto) ed eventualmente l’esordio europeo (a Napoli contro la Lituania il 2 settembre).

Perché la Fifa ha scelto di andare in controtendenza e di colpire, per la prima volta, anche la provocazione e non più soltanto la reazione? Perché si tratta di un caso planetario e la Federcalcio mondiale ha voluto acquisire il maggior numero di elementi, per arrivare ad una sentenza che fosse la più trasparente possibile. E perché la Francia ha un forte peso politico, grazie al suo vice-presidente federale, Michel Platini, che da sempre è vicinissimo a Blatter e che in questo caso ha preteso che la Commissione disciplinare della Fifa non si fermasse al castigo di Zidane. Del resto tutta la Francia si è mobilitata a sostegno del numero 10, a cominciare dal presidente Chirac, che ha scelto il 14 luglio, il giorno della festa nazionale per difendere il capitano della Francia: «Il gesto di Zidane non è accettabile, ma si può comprendere; per lui ho grande ammirazione, stima e rispetto e non da ieri. Il suo gesto non è accettabile, è ovvio, ma perché un uomo equilibrato come Zidane abbia avuto una reazione di questo tipo, ci deve essere stata qualche cosa. Vedremo se c’è stata provocazione e di che natura si è trattato». E la Fifa si è mobilitata. I francesi hanno perso la finale e in qualche modo andavano risarciti.

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