Problemi fra gruppi a Brescia
15 Settembre 2005 - letto 9441 volte Dopo una notte, quella tra martedì e mercoledì, di grande tensione, una serata, quella di ieri, tutto sommato abbastanza tranquilla: le notizie dal fronte del tifo in occasione dellesordio casalingo del Brescia in campionato possono essere così sintetizzate. Cominciamo dalla tensione, da quella rissa notturna che nel parcheggio antistante lIveco, in via Volturno, ha coinvolto unottantina di supporter biancazzurri, contrapposte le fazioni del Brescia 1911 e del Brixia Decimus Dies: larrivo di Polizia e Carabinieri poco dopo le 23 ha provocato un fuggi-fuggi generale. Dagli elementi raccolti dalla Digos, è possibile che si proceda a qualche denuncia per rissa. E veniamo al pomeriggio di ieri. Gli ultras della Nord aderenti al gruppo Brescia 1911 avevano annunciato una protesta contro la decisione della Lega Calcio di giocare il campionato di serie B al sabato, e così hanno fatto. Ma cè stata unaltra forma di protesta, inattesa, dei sostenitori del Cucs, cioè della curva Sud. Circa unora prima dellinizio della partita una cinquantina di loro si è diretta verso la tribuna. Passando attraverso lingresso delle automobili, alcuni di loro sono saliti in tribuna ed hanno pesantemente contestato la società ed il sindaco della città, Paolo Corsini, lamentando la riduzione della capienza del settore della curva Sud. Nel frattempo allentrata della Nord tutto restava tranquillo: i tifosi del Brixia Decimus Dies sono entrati in curva a circa mezzora dallinizio del match, per poi restare spettatori silenziosi per 25 minuti. Fuori, invece, i «colleghi» del Brescia 1911 mettevano in pratica la protesta annunciata, rimanendo fuori dallo stadio per tutta la prima frazione di gioco. Venivano distribuiti volantini in cui si spiegavano le ragioni della singolare protesta: la decisione di far giocare il campionato di B al sabato è ritenuta lennesima prepotenza dei presidenti delle società calcistiche. Di qui il pieno sostegno allazione dei sindaci delle città interessate, che si oppongono alla decisione della Lega calcio. Inoltre viene criticata la disposizione del decreto Pisanu che introduce lobbligo (non ancora operativo a Brescia) dei biglietti nominali. Chi vuole, entra senza problemi: nessun «picchettaggio», insomma. Chi resta fuori - circa 300 persone - si fa sentire con qualche coro: Galliani, Carraro e Corioni i destinatari delle «dediche» meno oxfordiane. Nessuno pare interessarsi di ciò che accade dentro lo stadio, non si notano infatti radioline sintonizzate sulla cronaca della partita. Alle 19,10 anche gli irriducibili cominciano ad entrare: faranno in tempo a vedere il gol vittoria Fonte: giornale di brescia Notizie correlate Brescia
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