Un pomeriggio dinferno a Fuorigrotta. Quella che poteva e doveva essere una protesta civile di fronte allennesimo passo falso della squadra, si è trasformata in violenza pura. Da condannare senza tentennamenti. A testimonianza che episodi del genere nulla hanno a che fare con la delusione sportiva, gli scontri tra teppisti e forze dellordine sono iniziati prima dellinizio della gara. Erano le 14,30 quando è arrivato alla stazione dei Campi Flegrei il treno con a bordo circa 300 tifosi laziali scortati dagli agenti. Ed appena la carovana è giunta allaltezza della stazione della Cumana di piazzale Tecchio gli ultrà napoletani hanno tentato lattacco. Gli agenti schierati tra i due gruppi, e larrivo degli automezzi della polizia, hanno impedito il peggio. Ma i vandali non hanno, comunque, rinunciato a far piovere razzi sulle forze dellordine, e a colpire due camionette che sono rimaste gravemente danneggiate. Alla fine i laziali sono stati accompagnati nella tribuna degli ospiti, insieme con i tifosi arrivati a bordo di due bus: in tutto 500 persone. Ancora qualche momento di tensione quando alcuni supporter biancocelesti hanno tentato di entrare senza biglietto. Prepartita incandescente, insomma. Alle 15 lavvio dellincontro. Per buona parte della gara le tifoserie hanno preferito guardare i «rivali» anzicchè il campo. I gol del Napoli sono stati salutati da insulti allindirizzo degli avversari. Di tanto in tanto razzi e bottigliette sono arrivate a bordo campo. Ma gli episodi più cruenti si sono verificati dopo il fischio finale dellincontro. Un gruppo di cosiddetti tifosi del Napoli della curva A sè coperto il volto con sciarpe e ha cominciato a lanciare oggetti di ogni tipo dal ballatoio che porta alla tribuna dei tifosi ospiti, tentando di colpire laziali e poliziotti. Pietre, bottiglie, razzi. Sono esplose anche alcune «cipolle» tra il panico generale. I tifosi laziali sono rimasti a lungo sotto scorta in tribuna e gli scontri si sono trasferiti allesterno dello stadio, con scene da gueriglia urbana. Un elicottero della polizia che dallalto coordinava gli interventi, abbassandosi ha alzato un polverone che ha disperso momentaneamente la tifoseria napoletana. Ma un gruppo di teppisti non sè dato per vinto e si è radunato allingresso degli spogliatoi del Napoli. Poi, linizio dei raid. I teppisti hanno devastato e incendiato, dividendosi in due gruppi: un drappello sè diretto verso la metropolitana lanciando pietre; un altro verso via Lepanto, brandendo bastoni, rompendo i vetri delle auto (a pezzi il cruscotto di una Bmw e di una Micra), incendiando i cassonetti della spazzatura, che prendendo fuoco hanno incendiato due auto. Sono arrivate le autobotti dei Vigili del Fuoco, solo dopo diversi minuti sono state spente le fiamme. Per più di unora, piazzale Tecchio e le strade circostanti si sono trasformate in un enorme campo di battaglia. Al passaggio dei teppisti i commercianti si sono affrettati a chiudere le serrande, poliziotti e carabinieri hanno inseguito i teppisti nelle strade laterali tra il suono lacerante delle sirene. Solo dopo le 18 la situazione è tornata sotto controllo.
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