Lazio-Roma: Derby, gli scontri degli ultrà
28 Ottobre 2002 - letto 6687 volte Prima uniti contro la polizia, poi botte sugli spalti Laziali e romanisti insieme contro le forze dell'ordine. Tredici feriti, otto arresti, dieci denunciati. Altro che derby di festa, è il solito concentrato di scontri, cariche della polizia, teppismo. Con una clamorosa novità rispetto al passato: stavolta i tifosi vanno alla guerra uniti; fuori dall'Olimpico agiscono insieme nei raid contro polizia e carabinieri, dentro lo stadio si scambiano almeno per un po' messaggi incrociati di solidarietà. "Oltre i colori, libertà per gli ultras" recita lo striscione srotolato in Curva Sud; "Dignità e onore non hanno divise", rispondono i laziali della Nord, aggiungendo: "La mentalità vale più della rivalità... onore ai veri ultras". Il riferimento al pestaggio del ragazzo marocchino all'Ostiense, costato l'arresto a due supporter biancocelesti e la chiusura della sede degli Irriducibili, è chiaro: è una questione di fede, per difenderla anche i nemici possono diventare amici. Ma è una novità che dura poco. Un quarto d'ora prima del fischio d'inizio, alimentata da cori e botti che surriscaldano gli animi, in tribuna Tevere si scatena la bagarre: nell'unica porzione di Olimpico dove le due tifoserie si confondono, gli ultras tornano nemici, fioccano gli insulti, partono spintoni e calci e pugni, volano seggiolini e fumogeni. Tocca di nuovo alla polizia intervenire per riportare la calma. Dieci persone vengono portate al San Giacomo: nove sono ferite lievemente, una è grave, trauma cranico e principio di soffocamento. Che non sarebbe stata una passeggiata, questo derby numero 149, s'era capito assai presto. Mancava ancora un'ora all'apertura dei cancelli quando, nei pressi del ministero degli Esteri, un gruppo di ragazzi appartenenti a entrambe le tifoserie si avvicina allo schieramento delle forze dell'ordine: sguardi di sfida, tentativo di forzare il cordone di contenimento, provocazioni e parolacce. Il seguito è storia già vista: comincia il consueto lancio di pietre e di bottiglie, con gli agenti costretti a caricare e a sparare lacrimogeni, mentre un'auto e una moto finiscono in fumo. Stessa scena poco dopo le 18, davanti all'ingresso del bar del tennis: ancora ultrà scatenati, cariche e fumogeni ad avvelenare l'aria. Per fortuna la partita finisce con un pareggio e qualche inevitabile tafferuglio. Bilancio della serata: 13 feriti tra cui un poliziotto, 50 interventi sanitari, 8 arresti per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, una decina di denunce. La festa può attendere. (ha collaborato gabriele isman) Fonte: repubblica.it Notizie correlate Lazio
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