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Lanciano-Taranto, cambia solo l'orario
14 Maggio 2002 - letto 1125 volte
ROMA - Il Taranto giocherà domenica, alle 15, sul campo del Lanciano. Pescara e Catania si affronteranno due ore più tardi, all'Adriatico. La fumata bianca è giunta ieri sera, prima delle 21, quando lo stesso presidente della Lega di serie C, Mario Macalli, ha ricevuto la risposta definitiva dal Coni. Il Comitato Olimpico era stato chiamato a fornire il proprio parere sull'ipotesi anticipo, ovvero la strada che ad un certo punto della riunione sembrava potesse essere maggiormente percorribile.
Ma dopo un'ora di colloqui, confronti, frasi a metà e sussurri - nonché quindici minuti di pausa - l'idea di far giocare Pescara-Catania al sabato veniva seccamente bocciata dal governo sportivo. La gara tra abruzzesi ed etnei, così come la sfida tra Lanciano e Taranto, avrà luogo domenica. Per la soddisfazione di tutti, Macalli in testa. Le oggettive ragioni del Totocalcio hanno imposto l'accordo ad un'assemblea che ha visto tra i protagonisti il d.g. del Taranto Gino Montella (a Roma con il presidente Massimo Giove), l'eterno patron del Pescara, Pietro Scibilia, il giovane d.g. Palmas del Catania ed Ezio Angelucci, l'uomo del miracolo Lanciano.
L'attesa riunione dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, organismo che punta i suoi fari proprio sul fenomeno della violenza negli stadi, è finita tra sorrisi di circostanza sparsi per la sala, dopo un inizio tutt'altro che promettente.
Le quattro finaliste dei playoff giocheranno nei propri stadi le gare di competenza, così come i tifosi potranno seguire i loro beniamini in trasferta. Ma i percorsi saranno valutati e scelti dalle forze dell'ordine che già ieri hanno lasciato intendere come per raggiungere l'Abruzzo, domenica prossima, i tarantini ed i catanesi si muoveranno lungo direttrici diverse. E soprattutto lontane. Due ore di differenza tra i calci d'inizio potrebbero sì garantire un normale deflusso delle tifoserie. Ma non certo eventuali ed estemporanei contatti all'altezza dei caselli, o degli autogrill. Da qui la scontata opzione delle strade parallele, in orari ovviamente diversi.
Che tra catanesi e tarantini non corresse buon sangue lo si è ampiamente notato nel corso della stagione regolare, ma che lo stesso Viminale giudichi ufficialmente le due tifoserie tra le più a rischio del calcio di serie C , è notizia di ieri sera. L'analisi dell'osservatorio, dati alla mano, parla chiaro: Catania al primo, e non invidiabile posto, delle temperature da curva. Seguono Taranto e Livorno, nonché Spezia e Carrarese appaiate. Tre i criteri di giudizio, con tanto di scala di valori e coefficienti assegnati a seconda dei vari episodi che hanno visto le frange giudicate violente all'opera, nel corso degli ultimi anni.
Da qui la necessità, precedenti a parte, di riflettere sull'intero fenomeno, come sottolineano i responsabili del Viminale. Quindi pure su questa appendice di campionato, anche alla luce di quanto accaduto lo scorso anno in Sicilia.
Trovarsi in una importante sala riunioni del Ministero dell'Interno a parlare di semifinali e finali validi per la serie B, è già sorprendente. Ammettere l'esistenza di un tifo per così dire sfrenato induce a pensare. Addirittura rimettere in discussione la regolarità del campionato avrebbe alla fine premiato chi di questa appendice avrebbe voluto farne un caso nazionale.
Si giocherà al calcio. È bene non dimenticarlo e magari opportuno evidenziarlo. Con i tarantini invitati dal presidente del Lanciano ad «una festa sportiva» e quelli senza biglietto a restarsene a casa. Tanto c'è la diretta. In tv (Blustar, per la città bimare) e su quel maxischermo di cui lo stesso Interno ha chiesto l'installazione in ogni città impegnata nel prossimo mese di pallone. E il Taranto si sta adoperando affinchè sia rispettato quest'ultimo invito approntando un maxischermo in una piazza della città.
La riunione dell'Osservatorio è stata presieduta dal dottor Francesco Tagliente, direttore dell'Ufficio Ordine Pubblico della Segreteria Dipartimento della sicurezza del Viminale.
Il calcio d'inizio è stato fischiato nel freddo di una stanza ministeriale. Tocca ai calciatori riappropriarsi di uno spettacolo altrimenti a rischio.
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