LA JUVE ESCE IMBATTUTA DA FIRENZE E CHIUDE L'ANNO SECONDA SOLO ALLA LAZIO
31 Dicembre 1999 - letto 247 volte Firenze, domenica 19 dicembre. Sette giorni dopo il primo incontro con Lippi da avversari, la Juve ancelottiana affronta un'altra, cospicua fetta del suo passato. A Firenze sulla panchina dei viola c'è Giovanni Trapattoni, l'uomo della Signora per definizione, visto che ha allenato la nostra gloriosa squadra dal 76 all 86 e successivamente dal 91 al 94, e ha portato in alto i nostri colori vincendo sei scudetti e tutte le coppe europee. A Firenze col Trap ci sono anche Torricelli e Di Livio, due ex bandiere bianconere. Entrambi colonne portanti dell'era Lippi e dei tre scudetti del suo ciclo, Moreno se n'è andato due stagioni fa per (presunti) litigi con mister Lippi, Angelo ha lasciato la nave un po forzato dalla triade umbertiana al timone. Ci sta che nel ricambio generazionale dei calciatori ogni tanto qualcuno deve farsi da parte, ma questi due hanno grinta e fiato che fanno ancor oggi rimpiangere la loro cessione al nemico. Ancelotti deve rinunciare a Van der Sar squalificato, Ferrara infortunato dell'ultimo minuto e gioca con un Del Piero febbricitante, a mezzo servizio. Il Trap può schierare la squadra base eccezion fatta per Cristian Amoroso che lascia il posto in fascia a Bressan. Il match è subito vibrante e combattuto, entrambe le formazioni giocano l'arma del pressing e di spettacolo se ne vede pochino, con venti uomini racchiusi in trenta metri. La prima emozione la provoca Tudor che maldestramente si lascia scappare Chiesa: buon per noi che l'ex doriano calcia debolmente e Rampulla sventa. Il gigante croato però si rifà prontamente dopo sedici minuti quando incorna alla perfezione un corner di Del Piero e insacca alle spalle di Toldo per il vantaggio bianconero. Nemmeno il tempo di prendere nota del gol che i padroni di casa rabbiosamente trovano il pareggio. Questa volta Tudor, e con lui Montero e Rampulla, pasticciano su un cross velenoso di Chiesa dalla sinistra e Batistuta è impareggiabile nell'anticipo. Uno pari. Il risultato non cambierà più. Si racconta di un primo tempo equilibratissimo, giocato per la maggior parte a centrocampo, coi portieri sostanzialmente disimpegnati e con le difese a controllare i rispettivi attacchi. L'unica emozione prima della chiusura del parziale la da Zigane, l'unico in forma degli attaccanti bianconeri, che regala dribbling mozzafiato e un destro radente che sibila fuori di poco. La ripresa è tutt'altra musica. La Juve grintosa, intraprendente e dinamica del primo tempo lascia spazio ad una formazione più dimessa, molle nelle gambe e fragile nei reparti. La Fiorentina mostra più voglia di vincere ed una migliore condizione fisica. Per tutta la ripresa infatti sono i viola a condurre le danze e a rendersi pericolosi dalle parti di Rampulla, la Juve resta inebetita a subire continuamente le iniziative avversarie tentando qualche sporadica uscita in contropiede. Ma non è serata perché Del Piero non è in condizione e Inzaghi non è in serata, il solo Zidane prova a combinare qualcosa di buono ma predica nel deserto. Davids non è ai suoi soliti livelli, Conte non riesce nelle sue abituali penetrazioni e l'unico tentativo di impensierire Toldo nella ripresa porta la firma di Kovacevic che Ancelotti butta nella mischia assieme a Zambrotta nel tentativo di vivacizzare la squadra. Le occasioni gol sono tutte per i viola e portano la firma di Batistuta con due colpi di testa alti, di Adani che non sfrutta un'errata uscita di Rampulla su corner e colpisce la parte superiore della traversa e di Cois che conclude con un piatto di destro da ottima posizione un'azione personale di Rui Costa . Ma la palla gol più grande e clamorosa l'ha sulla testa Chiesa alla mezz'ora. In tuffo, su perfetto cross di Rui Costa, incorna e costringe Rampulla ad una miracolosa deviazione sulla traversa. Gli ultimi minuti di assalto viola non portano i frutti sperati e il match finisce in parità. Onestamente la Fiorentina poteva meritare l'intera posta se avesse avuto più fortuna nelle conclusioni a rete, la Juve della ripresa è stata inferiore alle attese e non ha tratto alcun giovamento dai cambi di Ancelotti. La stagione va in letargo e con lei il campionato che a tre giornate dalla fine del girone di andata vede la Lazio padrona in testa da sola. Ma la Juve, il rinato Parma, la Roma e le milanesi seguono a non molta distanza. Sarà una primavera di fuoco. Della Juve ancelottiana possiamo ritenerci globalmente soddisfatti : la miglior difesa del campionato, un superbo rendimento interno e una sola sconfitta in quattordici partite che significa una striscia positiva in campionato che dura da ben nove turni. Preoccupa l'astinenza al gol dell'attacco, che non ha ancora ritrovato il suo miglior Del Piero. Ma può contare sul solito Inzaghi che ha superato il periodo nero di ottobre e novembre tornando al gol contro Milan, Bologna (2) ed Inter nei match importanti. E su uno Zidane che si sta riproponendo con continuità a livelli accettabili e promette scintille nel proseguio della stagione. La Juve insomma c'è, assieme alle altre, ma c'è. Con personalità ha retto tutti gli scontri diretti senza perderne uno , vincendone tre su cinque. La trasferta di Parma del 9 gennaio (potremmo definirla un mezzogiorno di fuoco visto che la brillante Lega calcio ha deciso di farla giocare all'ora di pranzo..) dirà con maggior precisione i meriti e i limiti della nostra formazione. A mio avviso la squadra ha un buon organico ma Moggi & c. dovrebbero rinforzarlo a gennaio , per evitare in primavera , con gli impegni pressanti , con qualche possibile infortunio "ventroniano" (affaticamento da iper lavoro) e con la preparazione di luglio che si farà sentire di avere la coperta corta e di non riuscire al meglio a gestire la corsa della squadra a campionato e coppa UEFA e la voglia dei dodici milioni di tifosi di tornare a festeggiare una vittoria bianconera. Buon 2000 a tutti da Rag Doll. Fonte: fcjuventus.net Notizie correlate Lazio
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