Padroni di casa in vantaggio con Nedved al 34', ma il centrocampista biancoazzurro firma la rimonta un minuto dopo e il sorpasso al 6' della ripresa.
TORINO, 15 dicembre 2002 - Non a caso è tra gli obiettivi della Juve. Non lo scopriamo oggi Stefano Fiore, nella notte al Delle Alpi forse lo ritroviamo raggiante e decisivo come non era da tempo. Doppietta alla Juve, dopo il gol del vantaggio di Nedved, settima vittoria esterna su sette per la sua Lazio. E questa volta in uno scontro diretto, il primo, e vale di più. Mancini ha ragione a dire che non è un esame, perché questa Lazio non ha bisogno di ulteriori test per dire che merita l'alta classifica (seconda dietro il Milan).
Nella nebbia del Delle Alpi Lippi manda in campo la Juve tradizionale, dove conferma Tacchinardi davanti alla difesa, mentre lascia riposare Camoranesi per un tempo, a destra gioca Zambrotta. Accanto a Del Piero, Salas e si spera nella voglia dell'ex. Il cileno si vede all'inizio, poi scompare e riappare solo per farsi ammonire. Quello che rischiava di non esserci, invece, si vede benissimo. Fosse per lui giocherebbe sempre, è sempre stato così Pavel Nedved. Si fa male nella rifinitura, ma la notte contro la sua ex Lazio non vuole perdersela. Si fa fasciare la gamba destra e gioca. Parte da sinistra e Mancini gli piazza Oddo terzino destro (con Favalli a sinistra e Pancaro in panchina). Poi si accentra con la facoltà di fare quello che vuole, crea e segna. Siamo a quota 4 ed ha già eguagliato il bottino della passata stagione! Come a dire che adesso è quello vero, non il migliore questa sera, ma per ovvi motivi.
La Juve fa la partita, la Lazio la interpreta meglio però. E' più convinta, veloce e pericolosa con Cesar scatenato sulla sinistra e quei due davanti, Lopez e Corradi, che non danno punti di riferimento. Lippi perde subito Iuliano, entra Ferrara. Ma l'uomo in più è Buffon, il primo d'Italia, che risponde a tono a Cesar, poi Corradi e salva su Stankovic due volte. Si parte a mille, poi si rallenta. E si combatte a centrocampo ed ha la meglio la Lazio. Nella Juve merita solo Davids che se la vede con Simeone: spettacolo. Del Piero serve Nedved che insacca con il sinistro. Ma la risposta è immediata: Corradi per Fiore, diagonale che finisce nell'angolino.
Quando si torna in campo Nedved resta sotto la doccia, meglio non esagerare. Lippi torna al 4-4-2 con Camoranesi a destra e Zambrotta a sinistra. Mancini lascia le cose come stanno, e stanno bene. Davids salta inutilmente su una palla all'indietro di Stankovic, Fiore da lontano mette k.o. Buffon per la seconda volta. Juve gelata. Lippi si gioca l'ultima carta: Di Vaio per Salas. Ma non ci sono spazi, Negro e Stam sono attentissimi. La Lazio non è stupida, chiude e riparte. La Juve ci prova sino alla fine, ma, in crisi di stanchezza, non riesce ad evitare la seconda sconfitta (e di fila) in campionato: sta pensando troppo alla Champions?
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Tireve via davanti che passa i veronesi che batte tutti quanti! no gh'è napoletani e gnanca milanesi che batte i veronesi al zugo del balòn, balòn, balòn...