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INZAGHI BUSSA DUE VOLTE ALLA PORTA DEL BOLOGNA E TIENE LA JUVE ANCORA IN VETTA
06 Dicembre 1999 - letto 443 volte

Gli sguardi fissi al campo, gli occhi pieni di brama . I tifosi bianconeri, e siamo al decimo della ripresa,cominciano a pensare che oggi la Signora non riuscirà ad abbattere il muro corazzato erto da un Bologna finora ordinatissimo ed energicamente convincente.
Ma dopo quattro angoli di fila e nove minuti di assedio Tacchinardi indovina un lancio di venti metri che pesca in area smarcato Del Piero, il quale stoppa e centra per l'accorrente Inzaghi che anticipa secondo costume Falcone e insacca da due passi . Ora la festa può cominciare, i primi cinquantacinque minuti di fatica e sofferenze sono terminati, la Juve è in vantaggio ed è ancora lassù in cima assieme alle romane . E negli ultimi trentacinque minuti sarà un'altra storia, che confermerà vittoria e propositi ottimistici .

Non era cominciata altrettanto bene però perchè il Bologna di Guidolin, pur privo di tre pedine fondamentali come Bia al centro della difesa , Binotto e Marocchi a centrocampo , è salito nella fredda Torino con la decisa volontà di portar via almeno un punticino e in campo mantiene le promesse. I rossoblu in settimana hanno ceduto di misura in coppitalia sul campo dell'Inter schierando una formazione rimaneggiata al limite del possibile , oggi Guidolin propone ai trentasettemila del Delle Alpi un 3-5-2 duttile ed atletico nel quale Falcone e Paramatti giostrano in difesa occupandosi rispettivamente delle due bocche da fuoco juventine Inzaghi e Del Piero mentre a centrocampo Nervo svaria a destra nella zona di Pessotto e Tarantino opera sulla sinistra incontrando Zambrotta. Nella zona cruciale del campo , ove ai bianconeri manca capitan Conte infortunato, ci sono per i rossoblu Ze Elias,Ingesson e Piacentini. La Juve di Ancelotti ha centrato un altro risultato utile nel mercoledi di esordio in coppa italia andando ad imporsi con sagacia e praticità nella bolgia del San Paolo ,dove in quasi settantamila hanno risposto al fascino della Signora, sempre la più amata nel Mezzogiorno d'Italia. L'umore è alto, la squadra sta facendo bene in tutte le competizioni, grossi infortuni non ce ne sono , il gioco comincia a convincere anche gli scettici e i risultati arrivano a confermare il buon momento bianconero.
Ancelotti ripresenta una formazione speculare a quella che ha triturato il Milan campione d'Italia e ben tenuto testa alla Lazio stellare all'Olimpico domenica scorsa.
Kovacevic, nonostante la doppietta di Napoli, è comodamente seduto in panchina , Pippo Inzaghi regolarmente al suo posto di titolare con il 9 sulla schiena. L'unico dubbio ( a parte Conte) riguardava Van der Sar che in extremis recupera e prende posto tra i pali.
Prima dell'inizio e durante tutta la partita si registreranno striscioni e cori polemici delle curve bianconere nei confronti del sindaco Castellani in merito alla questione stadio che comincia a stufare evidentemente il popolo bianconero che tra due stagioni vorrebbe traslocare in una dimora più comoda ed accogliente del freddo Delle Alpi anche oggi tristemente pieno (o vuoto) a metà con la Juve al comando.

I primi venti minuti dicevamo sono tutti tinti di rosso e blu. La Juve parte in sordina, non controlla il centrocampo dove il pressing ben portato degli uomini di Guidolin e la loro rapida circolazione di palla mette sovente in inferiorità numerica i padroni di casa.
Dunque il Bologna fa più gioco e costruisce trame apprezzabili che portano anche pericoli non indifferenti alla porta del nazionale olandese della Juventus.
Prima Signori con un cross insidioso sul quale la difesa juventina si salva in corner, poi con Ze Elias e infine con un tiro di Ingesson il Bologna prova ad infastidire l'avversario e a mettergli paura. Ancelotti si alza dalla panca e comincia a farsi sentire, probabilmente la Juve ha un calo di tensione agonistica e non esprime ancora le sue potenzialità.
Infatti. Pian piano la squadra cresce e riesce ad evitare il pressing bolognese con rapide triangolazioni che però faticano a mettere in azione gli avanti Del Piero e Inzaghi, isolati e ben controllati dai rispettivi marcatori. Zidane è in una delle sue giornate tipo, con la luna a metà e Piacentini lo fa soffrire con una marcatura asfissiante.
Del Piero è in crescendo di forma e ricomincia a deliziare il suo pubblico con qualche numero del suo repertorio. E le trame pericolose costruite dalla Juve passano tutte da lui.
Prima un sublime tacco per Davids che scarica un potente sinistro sui guantoni di Pagliuca.
Poi per due volte si propone in profondità e calcia ,sempre di sinistro, costringendo Pagliuca ad un intervento di piede e ad una parata a terra. Il parziale si conclude con la Juve in avanti alla ricerca del gol ed un Bologna preciso nelle chiusure e puntuale nei raddoppi di marcatura a centrocampo.

La ripresa propone la Juve dei momenti migliori, quella che azzanna l'avversario sin dal fischio d'inizio di Cesari per non mollarlo fino a quando non lo ha vinto.
Una Juve tenace e grintosa, capace di aprire la difesa avversaria col cuore e con la ragione, aprendo il gioco sulle fasce dove Pessotto e Zambrotta cominciano a guadagnare metri ai loro avversari. Dicevamo dei primi minuti nei quali la Juve da l'idea di un assedio, il gioco diviene vorticoso, cominciano a vedersi finalmente i movimenti senza palla di Inzaghi e le penetrazioni ai lati di un Del Piero combattivo e più presente delle ultime uscite alla creazione della manovra. E al decimo come detto è proprio l'accoppiata gol dell'ultimo tricolore che costruisce e finalizza il lancio di Tacchinardi. Pippo esplode la sua gioia andando ad abbracciare l'amico-rivale Kovacevic che già aveva smesso la tuta.
E da qui la partita cambia volto e per la Juve finisce l'irta salita e comincia una docile discesa. Il Bologna subisce inevitabilmente il colpo , e quel che conta la Juve non molla.
Il baricentro del gioco è sempre nella trequarti ospite, e così resterà fino alla fine.
Zidane comincia ad ingranare e si libera con maggiore frequenza della morsa di Piacentini, e si aprono via via spazi nella retroguardia bolognese . La Juve pressa ,corre e gioca di più, legittima il vantaggio offrendo al pubblico una manovra piacevolmente avvolgente e profonda nella quale il solito Davids e Zambrotta si fanno notare per inserimenti puntuali e pericolosi. Al ventiseiesimo arriva anche il raddoppio ,nato da una verticale mirabile di Zidane che permette a Zambrotta di concludere e al solito rapace Inzaghi di ribattere a rete sulla respinta di Tarantino. Doppietta per Inzaghi, al sesto gol in campionato e sedicesimo stagionale in diciotto partite, lo stadio può giustamente acclamare Pippo gol alla richiesta dello speaker. E la partita in pratica finisce qui, perchè Van der Sar resta disimpegnato per tutta la ripresa, perchè il Bologna esaurisce progressivamente la sua carica agonistica e la sua tenacia a centrocampo , mentre gli juventini sembrano avere le forze moltiplicate dai gol di Superpippo. Nel finale Guidolin prova a scuotere le acque inserendo Fontolan e Ventola per Ze Elias e Signori ma non cambia nulla. Anzi è ancora la Juve a sfiorare il terzo gol con Kovacevic subentrato ad Inzaghi infortunatosi ma sarebbe troppo severo per il Bologna.
E finisce così, con la doppietta di Inzaghi a siglare la settima vittoria juventina in undici gare di campionato, undicesimo risultato utile consecutivo dopo la sconfitta di Lecce .

Indubbiamente un'altra bella giornata per la Signora, che si conferma meritatamente protagonista in campionato assieme alle due compagini capitoline anch'esse vittoriose.
Ancelotti sembra avere in testa una formazione base, con Zambrotta ottimo protagonista che parte ormai costantemente dall'inizio e con Pessotto o Bachini sulla sinistra mentre a centrocampo c'è posto per un nobile e forzato turnover tra Conte e Tacchinardi.
La difesa si conferma la migliore del torneo con sei reti al passivo, Montero nonostante i voli transoceanici per giocare con la Celeste è sempre il migliore per rendimento , Ferrara sembra tornato, a dispetto dei critici, un tipo da nazionale e Van der Sar si è integrato coi compagni . Il centrocampo è il reparto migliore per qualità e duttilità,al livello di quello atomico della Lazio . La squadra insomma c'è, ha carattere ed ora anche continuità di rendimento e di risultati . L'attacco, vero punto di domanda di una squadra forte ma un po restia a segnare, dipende sempre dalla voglia,dalla condizione fisica e dall'ispirazione di quei tre signori capaci di far sognare noi tifosi. E prima di Natale, con Olimpiakos,Inter,Napoli e Fiorentina ravvicinate, speriamo ci facciano gioire ancora tante volte .

RAG DOLL
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