Dai piccoli divieti ai GRANDI DIVIETI
SOLIDARIETA AL POPOLO BIRMANO
Ok, chiedetecelo subito .
Chiedetecelo senza giri di parole, perché tanto lo sappiamo che la domanda che volete farci è una sola: Perché? Cosa centra la curva con la Birmania?
chiedetecelo e Vi risponderemo prima con un semplice: perché no?, e poi vi chiediamo una manciata di minuti e vi spieghiamo perché sì:
Perché cambiano i nomi, i motivi, i Paesi ma la storia non cambia
Perché si inizia con piccoli divieti e si arriva a divieti molto più grandi e molto più intollerabili
Perché cominciano a toglierti alcune libertà e dicono che lo fanno per la tua sicurezza
Perché continuano coi divieti e ti dicono che è questione di ordine pubblico
Siamo ben consci che si sta parlando di ordini di grandezza ben diversi e di realtà ben differenti; non vogliamo certo paragonare i divieti (per quanto incredibili, per quanto inutili) e la repressione nei confronti dei gruppi ultras con la situazione e il regime birmano, ma noi che siamo considerati la parte peggiore del calcio quella da eliminare, quella pericolosa, quella che non si rassegna a stadi grigi e blindati, quella che non ha più diritto neanche a esporre uno striscione (per quanto non violento, per quanto storico), a sventolare una bandiera, a suonare un tamburo quella che non può più colorare la curva con i fumogeni, quella per cui lart. 21 della Costituzione non si applica ecco noi non abbiamo voglia di girarci dallaltra parte e fare finta di niente, cè già troppa gente molto brava in questo: tutta la parte buona e istituzionale del sistema calcio, pronta a schierarsi contro gli ultras, ma con gli occhi bendati su una tragedia mondiale. Bastava poco, bastava un segnale: una fascetta di solidarietà su tutte le maglie, partite iniziate 5 minuti dopo, qualche iniziativa, qualche piccolo segnale E invece (a parte rare per quanto belle eccezioni, ma a titolo assolutamente personale) nulla .
E davanti questo nulla abbiamo pensato e provato a fare una cosa piccola piccola: un simbolo di solidarietà, una fascia di stoffa bordeaux, che distribuiremo alla gente della curva, da legarsi al polso, da portare con orgoglio. Qualche centimetro di stoffa per chiedere giustizia e libertà per chi, a migliaia di chilometri di distanza, sta subendo uningiustizia intollerabile e sta pagando con la propria vita il prezzo di un sogno che si chiama libertà. Abbiamo provato a costruire un ponte invisibile che parte da una curva e arriva in Birmania, un gesto e un ponte che si chiama solidarietà e se anche avessero ragione quelli che dicono non centra nulla, non serve a niente e se anche ci fosse una sola possibilità su milioni che serva a qualcosa ecco che allora, per noi, ne sarà valsa la pena, ecco allora perché sì, ecco perché legarsi al polso quella fascetta di stoffa.
GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE LA PORTERANNO
I Gruppi Ultras della Curva Andrea Costa
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