Il TIFO-Report di Ancona-ASCOLI
21 Agosto 2002 - letto 2591 volte E' solo una partita di Coppa Italia, ma la triste finale di Perugia è sempre viva nei nostri ricordi per cui ci prepariamo alla trasferta, sebbene in notturna, sebbene in periodo di ferie, come se fosse in campionato. Il tragitto è il solito, auto fino a Porto S. Giorgio e da lì in treno fino a Varano per fare il corteo fino allo stadio. Più di mille i picchiomaniaci che scelgono questa via e di fronte alla stazione di partenza ci si ritrova, dopo qualche mese di "vacanza", con l'entusiasmo di sempre. Si risalutano gli amici, si rivedono le facce che ci hanno fatto compagnia in tante trasferte (ma anche tante facce nuove). Porto S. Giorgio è in gran parte bianconera, e lo dimostra una volta di più con la gente alle finestre, poca rispetto ad altre volte visto il periodo, che ci sorride salutandoci. A stento riusciamo a salire sui 6 vagoni del regionale, siamo pigiati come sardine e fa caldo, ma la mente è rivolta ad Ancona, all'ultima trasferta fatta così. Arriviamo a Varano e formiamo il corteo, nessun problema fino allo stradone del parcheggio, lì vediamo diversi anconetani, distanti forse 200 metri, che ci sbeffeggiano. Rispondiamo ma abbiamo fretta di entrare per cui si prosegue velocemente. Ai cancelli i primi veri problemi. Insufficienti le porte disponibili per far entrare tutti velocemente perché nel frattempo tanti altri (alla fine si pensa più di 2000 in totale) sono arrivati con le auto, Non si capisce il motivo ma i cancelli vengono bloccati dai pochi poliziotti all'interno ed allora qualcuno, anche col biglietto in mano, comincia a scavalcare. La pazienza finisce presto e col solo peso della massa si sfondano i cancelli. Ne fanno le spese gli addetti tra cui uno quasi calpestato. Un poliziotto, forse nervoso o spaventato, usa il manganello e registriamo il primo ferito della sera. Qualcuno reagisce ed anche il poliziotto riceve dei colpi. Entriamo in massa, chi stava facendo il biglietto abbandona la coda e ne approfitta. Ci sistemiamo trovando una sorpresa, un nido di vespe che danno qualche fastidio. Intanto cominciano i primi scambi di cori tra le due curve, le solite offese, i soliti sfottò. Inizia la partita e la vediamo abbastanza bilanciata, idem per le due curve perché nei momenti di silenzio si sentono gli anconetani cantare a loro volta. Notiamo, forse, una preponderanza di cori di sfottò rispetto a quelli di incitamento nei biancorossi, ma è un continuo scambio di botta e risposta. Da noi viene innalzato per qualche minuto uno striscione richiamante la superstrada di Perugia. Il primo tempo finisce, silenzio di entrambe le parti. Ricomincia la gara, tutto come prima fino all'espulsione di Di Venanzio, pochi minuti e segna l'Ancona. Boato della nord e restiamo senza fiato. Pochi istanti e incoraggiamo i nostri mentre si rigioca la palla. Gli anconetani si sentono di più e cerchiamo di rispondere. Secondo goal per loro, adesso anche la loro tribuna canta, da noi resiste il centro della curva con alcune frange ai lati mentre si sentono sempre più bestemmie ed imprecazioni mentre cominciano a volare in campo dei seggiolini. Ci spegniamo lentamente mentre gli anconetani ne approfittano, ringalluzziti, per cantare in massa. Da noi solo il centro, pochi davvero, continua a cantare fino alla fine . Qualcuno incendia qualche seggiolino ed assistiamo alle comiche di due pompieri (che credevano, che si diffondesse?) che con l'idrante, dall'altra parte della separazione, indirizzano un getto d'acqua, bersagliati da vari oggetti, riuscendo a fare una doccia a qualcuno mentre i seggiolini si spengono da soli. Finisce la partita, usciamo quasi subito radunandoci nello spazio intermedio. E qui cominciano i guai seri. Dalla collina sovrastante due o tre anconetani ci sfottono. Parte una carica in salita sul terreno arato e questi fuggono. Subito dopo, da destra (sempre sopra la collina) arrivano due scooter con una bandiera. Un'altra carica li fa scappare. Un centinaio dei nostri rimane sulla collina, qualcuno usa una fiaccola per incendiare qualcosa. Intervengono i poliziotti e parte una sassaiola. Prima a sinistra e poi a destra una carica fa tirare indietro cellulari e camionette. A questo punto vengono lanciati i lacrimogeni, di scarso effetto visto che il vento li porta verso lo stadio colpendo non chi era sulla collina, vero bersaglio, ma tanti, inermi, che aspettavano di ripartire. Qualcuno forse lo capisce (c'è chi si sente male tra gli ultimi ancora dentro lo stadio) e ci fanno ripartire. Si riforma il corteo e si torna verso la stazione. Quando arriviamo allo stradone sentiamo puzza di lacrimogeni, forse c'è stato qualcosa tra polizia ed anconetani, nel parcheggio ci sono alcuni scooter ed un'auto bianca ad un centinaio di metri. Dal corteo si staccano in una quarantina e cercano il contatto. C'è una specie di caccia all'uomo, di cui non conosciamo l'esito, mentre il corteo prosegue. Dalla testa si vedono più indietro degli scontri con la polizia, vengono lanciati parecchi lacrimogeni, sapremo dopo che ci sono vari feriti tra ascolani e poliziotti, e finalmente arriviamo alla stazione. Gli scontri si avvicinano mentre apprendiamo che il treno promesso delle 23,15 non c'è ed occorre attendere più di un'ora il prossimo. Durante il tragitto atti di vandalismo verso alcune abitazioni ed alcune auto di una concessionaria. Durante gli scontri, più indietro, ancora danni al concessionario ed anche ad un rifornimento sulla strada. Nel frattempo gli scontri sono arrivati al limitare della stazione: mentre la gente è assiepata sulle banchine, i carabinieri lanciano altri due lacrimogeni poco sopra le teste dei presenti, arrivando quasi a colpire i poliziotti presenti sul posto. Ci allontaniamo piangendo mentre c'è chi reagisce con una sassaiola. C'è un pò di calma, il fumo scompare, ma è solo apparente, nel vicolo di fianco al sottopasso c'è un'altra carica, un'altra sassaiola e qualche innocente ci va di mezzo colpito da manganellate o sassi. La calma è ora totale. Verso sud in tanti iniziano un tiro al bersaglio verso un capannone lì vicino. Per mezz'ora si sente continuamente il rumore delle pietre e dei vetri. Mentre sta per arrivare il treno succede qualcosa verso la strada dello stadio, partono in una ventina e li vediamo tirare dei sassi ma non sappiamo a chi. Arriva il treno e tutto finisce, tranne un breve intermezzo a Civitanova dove c'è un'altra breve sassaiola agevolata dalla sosta per il freno d'emergenza tirato. Siamo a casa, sconfitti, stanchi, ma non domi. Ci si saluta dandoci appuntamento per Salerno. E' stato solo un episodio, spiacevole ma solo un episodio. Per quanto riguarda la trasferta è solo il primo assaggio della ritrovata serie B. Il risultato in campo ci ha visto soccombere per 3-0, ma noi siamo già proiettati con la testa alla prossime partite di Coppa Italia (Ascoli-Pescara il 25 Agosto e l'8 settembre Ascoli-Lecce) e ancor più al 15 Settembre per Bari-Ascoli, prima di campionato. Un ultimo appunto: bisognerà far qualcosa per evitare le frammentazioni del gruppo, gli atti vandalici inutili (cani sciolti...pregasi di 'darsi una calmata') le difficoltà logistiche. Ma riusciremo a superare queste situazioni anche stavolta, non siamo ancora pronti ma lo saremo. Aff....lo chi ci vuol male. Fonte: Visto da tifonet.it Notizie correlate Ancona
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