Il derby del Fadini è oramai orfano dell’amicizia che legava le due tifoserie, deterioratasi nell’ultimo anno solare a causa di incomprensioni e di diversi sentimenti verso la tifoseria pescarese, stimata da una parte e odiata dall’altra. Al derby assistono circa 3000 spettatori, la curva di casa causa gli ultimi risultati negativi non è piena come ai bei tempi e presenta dei vuoti. Nella curva ospiti stazionano quasi uno sopra l’altro più di 600 aquilani che rinunciando all’organizzazione di pullman raggiungono Giulianova con mezzi privati. All’inizio della gara i giallorossi presentano torce e funogeni e qualche stendardo, gli aquilani rispondono con una coreografia che riproduce verticalmente i colori bianco rosso blu. Per tutto lo svolgimento della gara il tifo giuliese è abbastanza scarno, la curva e lo stadio si esaltano solo in occasione dei gol mentre per il resto del tempo a cantare sono in pochi e con cori molto brevi. Gli ultras rossoblù invece, oramai abituati a risultati negativi e delusioni cantano per tutta la gara con alti e bassi, la costanza dei cori è comunque ottima e si canta anche sullo 0 – 2 sfruttando le lunghe pause dei padroni di casa. Purtroppo l’ennesima sconfitta non premia degnamente anche quest’ulteriore attaccamento alla maglia. La situazione tra le due tifoserie durante la gara è tranquilla, regna da tutti e due i lati l’indifferenza se non fosse per qualche giuliese nel settore distinti e tribuna che lo scorso anno ci ringraziava (servivano i 3 punti salvezza) mentre quest’anno forse ingratamente ci offendeva. La coerenza non è comunque richiesta da questi settori dello stadio, ma dalla curva dirimpettaia si: succede infatti che a fine partita l’invasione festosa di qualche ultrà giuliese si conclude con qualche gestaccio fatto da centrocampo verso la curva aquilana, ed è a quel punto che la maggior parte dei rossoblù (complice la sconfitta e i galli del pollaio vicino che continuavano imperterriti a cantare) perde la pazienza cantando qualche coro di offesa verso i giuliesi. Nel dopo gara qualche momento di tensione nel parcheggio ospiti tra gli ultimi aquilani rimasti e i celerini. Giustamente una giornata senza manganellate e spintoni risulta spenta per il solerte reparto romano che per convincere gli ultimi reduci ad andare via suona qualche manganellata qua e la inasprendo ancora di più gli animi. Alla fine comunque si riparte alla volta dell’Aquila consapevoli di aver espresso un ottimo tifo sia numericamente che vocalmente, si ritorna nell’incubo dell’ultimo posto oramai lontano un solo punto ma non è questo che ci fermerà! Rimane il rammarico per aver scoperto di aver perso tempo con i giuliesi, certamente alcune amicizie personali rimangono ma il grosso degli aquilani è stufo del loro comportamento e dell’incoerenza delle loro azioni. Speriamo i pescaresi gli donino quell’importanza che loro elemosinano e che ha fatto cancellare tutto come un colpo di spugna.
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