Davanti alla seconda retrocessione consecutiva (manca solo la matematica a confermarlo), a Como sabato sera squadra e società sono stati contestati duramente. Per tutto l'arco della partita si sono levati dalla curva soltanto cori di contestazione e sono stati mostrati parecchi striscioni. Presi di mira soprattutto Preziosi e i giocatori, ma anche l'attuale società (con seri problemi economici, fra l'altro).
Una contestazione che è diventata ancora più pesante in seguito all'umiliazione subita sul campo: il Como è infatti stato sconfitto per 0-3 dall'Avellino, ultimo in classifica. Davvero vergognosa la prestazione degli undici azzurri, assolutamente privi di grinta e voglia di lottare.
Al fischio finale si sono vissuti attimi di tensione, con alcuni ultras che sono riusciti ad entrare a bordo campo ma sono stati respinti dalla Polizia. La contestazione si è poi trasferita all'esterno dello stadio "Sinigaglia" dove gli ultras hanno espresso con vari cori tutta la loro rabbia per una situazione davvero indecente e inaccettabile. In particolare i giocatori sono stati definiti "mercenari" ed accusati di non rispettare la maglia e gli ultras.
Va ricordato che fino a sabato scorso, nonostante una situazione di classifica sempre più drammatica e prestazioni pessime aul campo, gli ultras comaschi avevano sempre sostenuto la squadra. Anche di fronte allo spettro della seconda retrocessione consecutiva. Ma sabato, comprensibilmente, la pazienza è finita.
Molto probabilmente in occasione della prossima partita casalinga (sabato 15: Como-Bari) gli ultras non entreranno in curva in segno di protesta nei confronti di squadra e società.
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