Como: la contestazione dei tifosi alla squadra: «Sono gli unici soldi che meritate». Preziosi nel mirino per tutta la partita
31 Maggio 2004 - letto 1424 volte
Azzurri accolti da un lancio di banconote fotocopiate
Alla fine tutto è andato per il meglio, almeno dal punto di vista dell'ordine pubblico. I tifosi del Genoa hanno fatto festa e quelli del Como se ne sono tornati a casa delusi.
Nessuno scontro frontale, come si prevedeva, visto che le due tifoserie, al di là dell'antipatia dei lariani nei confronti di Preziosi, non sono acerrime rivali. Il grande afflusso di ospiti è stato gestito con una certa tranquillità dalle forze dell'ordine.
Piuttosto che pensare ai genoani, durante la partita i sostenitori azzurri hanno sfogato il loro malumore nei confronti degli azzurri: dalla dirigenza ai giocatori.
L'unico uomo al quale è stata manifestata stima è Marco Carparelli, elogiato anche nella fanzine distribuita dai sostenitori della curva azzurra.
Per il resto soltanto striscioni polemici, contestazione, fischi e nessun drappo biancoazzurro allo stadio. Nel mirino - ieri sera non poteva essere altrimenti - l'ex presidente del Como Enrico Preziosi (peraltro assente), al quale i supporter accreditano la responsabilità dell'attuale disastro della loro squadra.
E all'ingresso in campo del Como - visto che si parla molto di problemi economici - sono stati lanciati soldi in campo. Banconote fotocopiate, ovviamente, ma, come è stato sottolineato ancora una volta nella fanzine, 'quello che meritano i giocatori'. Alcune sono state attaccate anche sulle sedie della panchina.
Sotto il settore distinti una scritta eloquente sul vetro che divide il campo dalla gradinata: 'vergognatevi'.
Di fronte ad una curva ospiti piena, c'era il settore dei tifosi locali semivuoto. Ma chi c'era si è fatto sentire. I cori, come detto, sono stati rivolti a Preziosi, ma non solo. Anche l'attuale presidente Dall'Oglio è stato bersagliato.
Nel mirino pure Alessandro Colasante (ieri assente per infortunio), giocatore che non ha mai legato con la tifoseria. Al momento della sostituzione è stato 'beccato' anche Tarozzi. E, visto che era la serata degli ex, molti fischi ad un errore di Bjelanovic. Evidentemente non sono stati dimenticati gli strafalcioni in azzurro del croato, che sul Lario non ha mai ingranato e che viene ricordato soprattutto per i suoi sbagli.
Insomma, tanto per non cambiare, l'ennesima serata da dimenticare. Eppure i tifosi non mollano. Per sabato prossimo, infatti, stanno già organizzando l'impervia trasferta a Messina. In una situazione come questa, con la squadra già in C, a meritare gli applausi saranno soltanto coloro che partiranno per lo Stretto.