Como: «Gli agenti hanno evitato che scoppiasse la guerriglia»
12 Settembre 2004 - letto 951 volte
«Evidentemente un po' tutti abbiamo sbagliato a valutare la manifestazione degli ultras. Ma abbiamo impedito che gli scontri degenerassero in un saccheggio totale del Comune». Il giorno dopo la folle serata a Palazzo Cernezzi, il questore di Como Angelo Caldarola replica alla critiche piovute dai politici lariani sull'operato delle forze dell'ordine. Non per contrattaccare, ma per chiarire che la croce per quanto accaduto lui non vuole venga gettata sui poliziotti.
«Forse sarebbe stato il caso di concordare prima il servizio di ordine pubblico - commenta - Dopotutto questo compito, all'interno del Comune, dovrebbe essere svolto dai vigili urbani. La forza pubblica può intervenire solo su richiesta del presidente del consiglio comunale. Giovedì sera i miei uomini sono entrati in consiglio di iniziativa e hanno impedito, con il loro sangue freddo, che la situazione degenerasse».
Il sindaco Stefano Bruni dice che le misure per garantire l'ordine pubblico non sono state adeguate. Cosa rispondete'
«Che anche lui ha sottovalutato la manifestazione: tutti pensavamo si sarebbero presentate venti o trenta persone e che la contestazione sarebbe stata soltanto verbale. Purtroppo così non è stato».
In effetti agenti ce n'erano pochini, a Palazzo Cernezzi...
«Guardi, se avessimo schierato duecento uomini in tenuta antisommossa, il risultato sarebbe stato una guerriglia nei corridoi del Comune. Noi avevamo consigliato di non far entrare nessuno, ma il questore non può vietare l'accesso in consiglio ai cittadini'».
Qualcuno dice che c'erano una decina di persone evidentemente ubriache e con bottiglie di birra in mano. Non era possibile fermare almeno quelle'
«Ormai stavano entrando tutti. Sa cosa sarebbe successo se avessimo impedito l'accesso ad alcuni' I miei uomini, voglio sottolinearlo, hanno mantenuto la calma e i nervi. Il nostro compito, dopotutto, è spegnere i fuochi, non accenderli».
Un assessore comunale e un consigliere di maggioranza hanno chiesto le sue dimissioni.
«Ciascuno è libero di esprimere il proprio parere e fare le proprie considerazioni. Noi però non riteniamo di aver sbagliato. In ogni caso oggi (ieri per chi legge ndr) ci siamo chiariti con gli amministratori locali: ognuno di noi ha espresso le rispettive motivazioni e questo ci ha aiutato a trovare anche le soluzioni per il futuro».