La serie A torna di scena al Sinigaglia con Como-Empoli e dopo questi 13 anni di assenza tutto o quasi è cambiato. Non è certamente più il calcio degli anni Ottanta, anni in cui si respirarva ancora una certa aria romantica, tanto che a metà decennio lo scudetto lo vinse a sorpresa il Verona, guidato da un asciutto ma amatissimo Osvaldo Bagnoli e che schierava in campo uomini di tempra come Briegel e Elkjaer, un Garella pigliattutto ed il cervello dai piedi buoni Di Gennaro. Erano anni in cui non solo nemmeno si sapeva cosa fosse la pay-tv ( e le diffide ), ma in cui addirittura poteva capitarti di vedere anche le grandi squadre con delle casacche quasi fatte in casa: ben intesi non mancava la pubblicità ma le sirene del merchandising erano così lontane che difficilmente sapevi distinguere una marca dallaltra. E comunque si trattava per lo più di fornitori tecnici nostrani e che oggi sono quasi tutti scomparsi sotto i colpi dellaffarismo delle multinazionali: qualcuno si ricorda marche come Ennerre, Patrick, Mc Sport e Gazelle!? E la Tepa Sport, che produceva tra laltro scarpe da calcio e da ginnastica che sembravano disegnate da Walt Disney?! Formidabili quegli anni
Le novità sono altrettanto radicali anche per lo stesso ambiente lariano: da anni è cambiata la geografia della curva, allora sapientemente guidata dalla Fossa Lariana e da qualche stagione in pieno fermento british-style, dopo la parentesi interlocutoria (soprattutto quanto a risultati in campo) del binomio Ultras Maestri Comacini. E cambiata la stessa curva, completamente demolita e ricostruita per guadagnare la capienza necessaria alla massima divisione.
Limpatto visivo è notevole: due grandi tribune appena convergenti tra loro, alquanto ripide e capaci di tenere circa 5000 spettatori. Viste dal campo è come trovarsi di fronte a quello che si dice un muro di folla, maledettamente vicino al campo e quindi dalle grandi potenzialità per fare diventare latmosfera una vera e propria bolgia. Anche dal punto di vista coreografico, peraltro, la nuova curva (ma forse sarebbe più giusto chiamarla gradinata), lascia intravvedere molteplici possibilità di utilizzo per creare anche coreografie molto elaborate, ai posteri poi lardua sentenza.
La nuova sistemazione dei tifosi è abbastanza simile a quella degli ultimi anni: stendardi appesi alla rete (più o meno i soliti più qualcuno nuovo anche ben fatto), lo zoccolo duro in basso al centro, in alto alla tribuna posta a sinistra Panthers e Vecchia Guardia nel loro rinnovato attivismo.
Lavversario di turno è lEmpoli, con cui un tempo i lariani erano gemellati mentre oggi invece i rapporti sono di completa indifferenza. Eppure lanno scorso, quando proprio contro i Toscani il Como conquistò la matematica promozione, i tifosi che fecero invasione (prassi che comunque ritengo sempre estranea al comportamento ultrà) festeggiarono spingendosi fin sotto la curva ospite. E furono cori e applausi reciproci
La partita per i Comaschi comincia con poche luci e molte ombre: buono linizio del tifo vocale mentre per limportanza delloccasione ci si poteva aspettare qualcosa in più delle 5-6 torce accese. Per contro gli Empolesi sfoggiano la solita bella torciata da trasferta.
Man mano che passano i minuti, con lEmpoli che tra laltro trova il goal del vantaggio (in modo rocambolesco ma non demeritando), squadre e tifosi iniziano progressivamente ad assomigliarsi, nei comportamenti e nei risultati.
Da un lato i padroni di casa, scesi in campo rinnovati per 8/11, faticano a trovare lintesa, gli schemi, gli automatismi della scorsa stagione. La manovra è spesso fiacca ed inconcludente, tanti gli errori, difficile insomma pensare di riuscire a raddrizzare il risultato: si preannuncia ancora un bel po di lavoro per Mister Dominissini. La curva parte bene ma dopo 20 minuti appare chiaro che è necessario un periodo di rodaggio. La gente cè, ci mancherebbe, e forse è più di prima, ma di certo non è e non sarà semplice gestire un settore così dispersivo, dove si è persa la compattezza che aveva caratterizzato gli ultimi anni di tifo posizionato in curva Ovest e dove è meno netta la divisione tra chi va in curva per cantare e chi ci va solo perché è il settore più a buon mercato. Così vedi che quando parte un treno o quando si alzano le sciarpe più ci si allontana dallepicentro il basso al centro più la partecipazione si affievolisce. Dallimpianto voce si cerca si stimolare i più freddi, ci si mettono anche i Goodfellas a metà curva a fare da megafoni umani, ma i risultati non sono dei migliori. Si arriva così alla fine del primo tempo con un tifo già sottotono, un po di verve in più ad inizio ripresa quando la squadra sembra più incisiva, ma gli ultimi 15 minuti sono da dimenticare. Ed alla fine forse più duno continua a pensare che è stato uno sbaglio lasciare andare via così il vecchietto Lulù Oliveira
Allesatto opposto la situazione su sponda empolese. Squadra in buona parte riconfermata e dunque compatta, con i meccanismi ben collaudati e forse anche con un migliore tono fisico. Il goal del primo tempo è frutto della disattenzione della difesa lariana, ma nel secondo tempo la vittoria diventa sacrosanta con il raddoppio (bella azione in ripartenza) e per altre 3-4 volte viene sfiorato addirittura il terzo goal.
Per gli Empolesi presenti è una piacevole sorpresa, e tutto diventa più facile. La quantità è forse un po ridotta (circa 250) ma è giusto parlare bene di chi era presente: la curva ospite vede la presenza dei gruppi principali (Desperados, Rangers, Brigate) e di alcuni altri, varie bandiere a due aste fanno il resto. Completa il quadro la presenza dei gemellati parmensi con lo striscione 1977 dei Boys. Inizio come detto con torciata a cui fa seguito la meritoria esposizione dello striscione BOICOTTATE STREAM E TELE--+. I ragazzi sono in costante movimento, non sempre il loro tifo si sente perché nella prima mezzora i Comaschi li sovrastano regolarmente, eppure si ripetono manate, treni, sciarpate. Nella ripresa, soprattutto dopo il raddoppio, le corde vocali trovano energie inattese, i padroni di casa sono in empasse, e per i toscani è quasi apoteosi: bei cori prolungati e ben ritmati da tamburo e battimani, alla fine un sciarpata notturna corona la bella prestazione.
Confortante infine vedere che al fischio finale entrambe le squadre rientrano negli spogliatoi solo dopo avere salutato la curva: lancio delle maglie per gli Empolesi, applausi verso la nuova curva, nonostante la sconfitta, per i padroni di casa.
PS Chi è interessato alle fototifo della partita può contattarmi gvlele@libero.it
16 Ottobre 2020 - Curva Nord Ancona comunica che, viste e considerate le nuove normative di accesso allo stadio uscite nell'ultimo decreto, ha deciso di...
15 Ottobre 2020 - Un momento non facile per l'Arezzo, che in campionato non sembra aver ancora trovato la giusta quadra: un solo punto in quattro gare e...
La bandiera del Bologna, il mitico Carlo Nervo, gioca la sua ultima partita della carriera al Dall'Ara, Bologna-Crotone 2-1. Al termine dell'incontro passa a...
Dalla Curva Andrea Costa, nonostante l'autosospensione dei Gruppi, partono diversi cori durante Bologna-Bari, incontro di Serie B 2006-07.
Di seguito il testo...