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Como-Bologna vista da Lele
25 Marzo 2003 - letto 2045 volte
Como-Bologna si annunciava come una partita di scarso significato sportivo e, tutto sommato, senza grande appeal nemmeno per quanto riguarda la partita del tifo.
Anzi, le premesse davano la curva lariana in stand-by, o per meglio dire quel gruppo di persone chenegli ultimi anni, Blue Fans o non Blue Fans, hanno sempre organizzato tifo, trasferte, materiale, ecc. avevano deciso di prendersi una “pausa” già prima della partita con l’Inter la scorsa settimana.
Motivo scatenante non certo il disastroso campionato, quanto le violente polemiche scatenatesi in città e sulla stampa locale dopo Como-Brescia: al termine della partita, infatti, dai megafoni erano stati lanciati un paio di cori di contestazione rivolti alla squadra e sono cominciate le diatribe. Diciamo la verità: in quella partita il Como aveva ben figurato, e dunque poteva anche non meritarsi la contestazione, ma paradossalmente proprio per questo gli ultrà, quelli che magari partono per Reggio Calabria o Roma nonostante un penoso ultimo posto in classifica, avevano una ragione in più per essere incazzati contro una squadra che ha saputo o, perché no, voluto svegliarsi solo adesso, tardivamente, e “bucando” invece le partite decisive contro Atalanta e Parma. E quando praticamente i giochi son fatti è comprensibile che girino anche le palle nel vedere tanto riconquistato vigore agonistico e sapienza tattica.
A ciò si aggiungeva la vicenda Preziosi che, nell’imminenza di una sua dipartita per Genova, si è messo a sparare a zero sull’intera città, cosa che ha creato malumore e delusione anche in quello zoccolo duro di tifosi che casomai può rimproverarsi solo il troppo amore per la maglia.
Ed infatti fuori dallo stadio è distribuito un volantino che, forse in maniera troppo sintetica e quindi non chiarissima, fa il punto della situazione e in sostanza dice al resto della tifoseria: visto che contestate chi si sbatte, il tifo fatelo voi. Analogo concetto è ribadito da uno striscione esposto all’interno della curva: “Criticate, criticate… adesso vediamo se cantate!”. Nessuno all’impianto voce, zero stendardi appesi alla rete, niente colore all’ingresso delle squadre se si escludono le bandiere ed i 2 aste individuali.
Prepartita caratterizzato, si fa per dire, da una messa in scena goliardica dei “Promessi Sposi” (che peraltro non hanno nulla a che fare con la città lariana) da parte di un fantomatico gruppo teatrale: “una cagata pazzesca” direbbe il noto esperto culturale Rag. Ugo Fantozzi, e magari li hanno anche pagati per quei 100 secondi di buffoneria…
Curva ospite riempita per oltre metà, ma la gente è molto comoda e tutt’altro che compatta, sotto tutti i punti di vista: al centro l’accoppiata Forever Ultras e Freak Boys, ai lati opposti Mods e Vecchia Guardia.
Qualche torcia ad inizio gara, ma il tifo dei rossoblù è di poca sostanza: c’è solo quel gruppetto lì al centro che cerca di animare la situazione proponendo cori e battimani, ma li seguono in pochi e certamente non la gente degli altri due gruppi. Viceversa noto, segno forse di un’impronta ultras vecchia maniera (in cui la parole unità ed umiltà continuano ad avere un significato), che Forever e Freak si accodano quelle poche volte che i cori partono dagli altri tifosi. Insomma, l’impressione che si ha dall’esterno è di una tifoseria disgregata e, forse per questo, ahimè in decadenza.
La situazione di anarchia della sponda lariana è in parte risolta dall’attivismo di due/tre gruppetti che si propongono e propongono cori in maniera alterna ma costante, ottenendo una discreta partecipazione. La situazione si infiamma un po’ al goal del vantaggio e verso la fine del primo tempo, allorchè viene esposto uno striscione che invita il presidente Preziosi a parlare di meno, a cui fa seguito il coro “Vai al Genoa”, forte ed applaudito anche in tribuna.
Inizio ripresa vivacizzato dai cori anti-Modena dei comaschi, a cui fanno eco gli stessi bolognesi. Dopo un sostanziale equilibrio in campo, il Como consolida il vantaggio ed addirittura dilaga, provocando da una parte le ire (comunque proporzionate al vigore con cui hanno tifato) della Vecchia Guardia bolognese che lancia due o tre fumogeni in campo, e dall’altro il ripetersi del coro rivolto a Preziosi, che a tratti diventa un boato.
Al 40’ i Mods levano le loro pezze (molto bello “Guastafeste”) e se ne vanno indifferenti, restano silenziosi e delusi gli altri.
Brutto invece lo spettacolo finale della curva comasca, che vive il risultato con un entusiasmo tanto spontaneo quanto forse mal riposto: possibile che sia sufficiente una vittoria di questo tipo per dimenticare quanto sin qui fatto, o meglio non fatto visto che la squadra ha più di un piede in B?!
Possibilissimo, ma la cosa peggiore è che quando il solito zoccolo duro ripropone provocatoriamente i cori di contestazione, sempre a dire che occorreva vincere la guerra e non una o due battaglie, trova il resto della curva a rivoltarsi contro, reagendo a suon di “Como-Como” con lo stesso impeto con cui poco prima aveva di fatto contestato Preziosi. Misteri del calcio.
Constato invece tristemente che qualche fazione della galassia ultrà lariana (quelli con le ciminiere lassù in alto) cavalca o addirittura incita la rivolta della “massa” (che per definizione è cieca e pecorona) ed abbandona al suo destino le “avanguardie” ultras. C’è qualche momento di tensione, volano un paio di schiaffi qua e là, poi tutto si calma, anche perché si farebbe solo un favore alla Digos.
E dunque non poteva finire se non con la passerella finale della squadra sotto una curva gaudente e scrosciante. Spalle al campo, lì in basso, resta invece quel gruppetto di pazzi, idealisti ed intransigenti che non si lasciano intortare da un 5-1 ma che fra due settimane a Roma ci sarebbero andati anche se matematicamente retrocessi… le folle invece andranno a morosa o al bar?!
Avanti ultras!

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