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chievo: no grazie
26 Maggio 2005 - letto 3511 volte
Brutta esperienza di un camionista in un locale di Borgo Venezia. Ironia della sorte, lui è tifoso soltanto del Milan
Va al bar con la maglia del «Ceo», si rifiutano di servirlo


La sua colpa è di essere entrato nel bar con la maglia degli odiati «nemici». Un «reato che gli è costato addirittura il rifiuto dell’oste di servirlo. L’ennesimo esempio di stupidità calcistica trasferita alla vita quotidiana ha avuto per teatro un locale, pubblico solo di nome, di Borgo Venezia.
Alberto, 29 anni, la vittima, fa il camionista. E del Chievo non è neppure tifoso. «Sono sempre stato milanista, figurarsi». Nonostante siano passati alcuni giorni, quella brutta esperienza gli ha lasciato l’amaro in bocca; e non riesce a passarci sopra.
Succede un caldo pomeriggio di un fine settimana; il sole si è deciso finalmente a fare il suo dovere e Alberto dopo una giornata passata a fare consegne su e giù dal camion è prosciugato; e ha bisogno di bere qualcosa di fresco. Scarica l’ennesimo pacco, chiude il camion e si dirige verso il bar più vicino. «Ho capito subito che qualcosa non andava perché un tizio seduto davanti alla porta appena mi ha visto ha sollevato la testa e quando ha notato la maglietta ha sgranato gli occhi quasi incredulo».
Ma cos’ha di tanto strano quella t-shirt? «Niente. È grigia e celebra l’anno in cui il Chievo ha partecipato alla Coppa Uefa. La uso per lavoro, è come le altre». Non per tutti. In quel bar di Borgo Venezia la parola Chievo è tabù; e i clienti che la evocano pure. «Dentro c’era una bandiera del Verona. Mi sono avvicinato al bancone ma non ho neppure fatto in tempo a ordinare». Il gestore lo blocca perentorio: «Con quella maglia non ti dò da bere». Alberto pensa a uno scherzo, fa un altro passo ma l’altro lo blocca: «Non scherzava, ho dovuto andarmene a cercare un altro bar».
Un bar dove non si discriminano i clienti sulla base delle magliette che indossano e dove la fede calcistica non diventa pretesto per comprotamenti idioti che stonerebbero persino allo stadio. Un bar che apre scenari inquietanti. Che potrebbe accadere se per assurdo questi comportamenti si diffondessero? Il panettiere del Milan non servirà più i tifosi della Juve? E quelli della Roma potranno andare al supermercato gestito da un fedelissimo del Napoli?
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