"Caso Myers": il tifo a Varese fra strumentalizzazione e realtà
30 Dicembre 2003 - letto 2278 volte
Si può essere d'accordo con Calderoli, vicepresidente leghista del Senato: il sindaco di Roma Veltroni ha strumentalizzato la pesante aggressione verbale a Carlton Myers degli ultras varesini che frequentano il PalaIgnis, le accuse a Bossi di non essere intervenuto in qualità di ministro sono esagerate. Walter Veltroni in ambito nazionale potrà raccogliere consensi per la sua lettera di solidarietà al giocatore della Lottomatica Roma e per l'attacco al senatur, in misura minore nella nostra provincia e in particolare a Varese dove si sa che il razzismo nello sport di norma non è praticato dai fanatici del tifo cestistico, che tra l'altro con la Lega hanno nulla a che fare. Gli ultras che da anni affliggono la città prima ancora che la squadra di pallacanestro hanno una storia ben diversa da quella della frangia integralista del Carroccio. Gli ultras, se vogliamo catalogarli politicamente, nelle loro file hanno gente che va oltre la destra civile e come tali in passato hanno regalato pessima fama a Varese e all'Italia con una vergognosa manifestazione antiebraica durante una partita contro il Maccabi. Sono ultras che hanno creato problemi di ordine pubblico, che anche nelle trasferte a volte si segnalano per le loro intemperanze, ma che hanno accettato e amato i molti giocatori di colore che hanno indossato la maglia della Pallacanestro Varese e quando dagli USA è arrivato a Masnago qualche "nero" di scarso valore, mai gli hanno rimproverato le sue origini. Le ingiurie razziste a Myers, gravissime, riprovevoli, non dovrebbero essere dunque frutto di una "cultura", ma di iniziative estemporanee di eredi, in senso etimologico, di Colleoni che non mancano mai di intaccare la reputazione dei varesini. Anche la Lega ha i suoi ultras: lavorano di pennello inneggiando ad Haider, invocando secessioni, attaccando pesantemente gli immigrati, ostacolando la libertà di culto dei musulmani, aggredendo o contestando i giornalisti. Una bella compagnia anche la loro, ma lontana politicamente dai teppisti dello sport e anche per i campi di azione. Bossi domenica sera poteva prendere le distanze verbalmente, ma sono altre le sale stampa che frequenta e chiamarlo in causa come ha fatto Veltroni può apparire effettivamente una strumentalizzazione politica.
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