Calcio: Uefa indaga su Lazio-Dinamo
17 Agosto 2007 - letto 2083 volte Aperta una inchiesta sui cori razzisti L'Uefa ha deciso di aprire un'inchiesta su quanto accaduto durante il match dei preliminari di Champions League tra la Lazio e la Dinamo di Bucarest allo Stadio Olimpico. Un portavoce del governo del calcio europeo ha precisato che verranno presi in esame gli incidenti avvenuti fuori dall'impianto del Foro Italico in cui cinque tifosi romeni sono rimasti feriti e i cori di stampo razzista provenienti dalla curva laziale. Il resto dello stadio, ha provato a mascherarli, ma durante Lazio-Dinamo Bucarest, se ne sono sentiti parecchi di cori razzisti all'indirizzo dei giocatori romeni. Alla vigilia Delio Rossi era stato esplicito: "sarebbero degli idioti a farlo". Eppure è successo di nuovo. Il Presidente della Uefa Platini aveva chiesto tolleranza zero per questo fenomeno e aveva diffidato la Lazio che ora rischia delle pesanti sanzioni visto che il governo del calcio ha aperto un'inchiesta. "Dobbiamo attendere il referto dell'arbitro -ha detto un portavoce dell'Uefa- e poi decideremo se promuovere un'azione disciplinare. In ogni caso vogliamo capire cosa è successo. Se la violenza avvenuta fuori dallo stadio è un problema delle forze dell'ordine italiane, il razzismo è un problema che ci riguarda da vicino. Ci hanno informato che si sarebbero verificati episodi di razzismo anche prima della gara. Noi ci muoveremo secondo il principio della tolleranza zero. Non è la prima volta che abbiamo problemi con la Lazio". Il rischio è una diffida nella migliore delle ipotesi, una esclusione dalle coppe nella peggiore. Spranghe e bastoni sono difficili da portare all'interno di uno stadio, il cervello, invece no, fa parte della scatola cranica e non è sottoposto agli scanner di nessun metal detector. E se dentro quel cervello parte l'input per insultare un giocatore di colore, allora è segno evidente che qualcosa proprio non va. Ieri sera ci sono ricaduti quelli della Lazio. Una curva purtroppo già nota per episodi simili e che si è già beccata la dura reprimenda da parte dell'Uefa e del suo presidente Michel Platini che non solo nei suoi programmi ha annunciato la "tolleranza zero" verso questi episodi, ma ha già diffidato la società biancoceleste dal ripetere certi episodi. Ora che è capitato di nuovo, la Lazio dovrà andarsi a giocare una qualificazione in Romania, ma i vertici del calcio europeo hanno già preso in mano la mannaia e non è escluso che le sanzioni siano pesantissime Calcio, violenza e razzismo, ma che c'entrano abbinati insieme? Proprio questo è il punto e la curva della Lazio, purtoppo, è quella che più delle altre è nell'occhio del ciclone. Lo striscione su Arkan non è che la genesi di un fenomeno che da lì in poi è andato crescendo. L'aggressione al giocatore della Roma Zago fuori da un ristorante, minacce alla dirigenza, da Cragnotti a Lotito, derby infuocati. Ma non solo Lazio, nel corso dell'ultimo decennio sono tornate le "lame", gli insulti, le botte, fino a un motorino (si, un motorino) che vola dagli spalti di San Siro. Storie di ordinaria follia figlia di un movimento ultras che, all'inizio degli anni novanta, ha cominciato a subìre l'infiltrazione massiccia di frange politiche, spesso di estrema destra, che avevano scambiato lo stadio per una sede comizi. Inevitabili i conflitti e da qui i disordini, ululati razzisti e il mancato rispetto di quello che "storicamente" era il Codice Ultras fatto solamente di tifo e sana competizione, proprio come dovrebbe essere. Si, perchè l'ultras vero rispetta il suo omologo di una fazione diversa e viceversa. Da anni si vuole allontanare la politica dagli stadi, sono stati fatti decreti, ne hanno parlato tutti, ma niente da fare, il "buu" è sempre nella bocca e purtroppo nel cervello di alcune persone. Di cosa c'è bisogno? In Inghilterra chi fa una cosa del genere va dritto in galera denunciato dagli stessi vicini di posto. Un tabloid inglese anni fa titolò: Una rivoluzione culturale, non poliziesca. Ci vorrà questo? Fonte: tgfin.mediaset.it Notizie correlate Lazio
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