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Cagliari-Ancona
24 Novembre 2001 - letto 4233 volte
Gli articoli dei giornali sardi su Cagliari-Ancona


Tentato assalto ai tifosi ospiti.
Duri scontri in curva tra ultras e polizia: arrestati due giovani
Un quarto d’ora di scontri violenti, poi novanta minuti di sassi e insulti contro le forze dell’ordine, infine, il lungo assedio ai sessanta tifosi dell’Ancona, asserragliati dentro lo stadio sino a notte fonda. C’era da aspettarselo, purtroppo. La rivalità tra le due tifoserie è nata l’anno scorso e ieri ha provocato duri incidenti fuori e dentro lo stadio.
Le ruggini risalgono alla passata stagione, quando un gruppetto di tifosi rossoblù venne aggredito e derubato dello striscione all’esterno dello stadio di Ancona, poco prima della partita. Prima del fischio di avvio, i tifosi rossoblù entrarono sul terreno di gioco, tentando di farsi restituire il maltolto, ne scaturì una aggressione mille contro dieci che non finì in tragedia per miracolo.
Ieri gli ultrà rossoblù hanno pensato di vendicarsi, tendendo un agguato al gruppo anconetano, che stava raggiungendo lo stadio a bordo di un autobus del Ctm. Le forze dell’ordine, però, avevano previsto tutto e hanno cambiato l’itinerario all’ultimo momento, beffando gli ultrà del Cagliari. Accortisi della manovra, almeno trecento sostenitori cagliaritani hanno tentato di raggiungere la curva sud percorrendo il perimetro esterno dello stadio ma sono stati bloccati all’altezza dell’ingresso della tribuna d’onore. Il primo assalto è stato sostenuto, non senza coraggio, da una quindicina di agenti della Guardia di Finanza, che non hanno indietreggiato per alcuni, decisivi minuti, sino a quando il grosso delle forze dell’ordine non è intervenuto ricacciando indietro gli ultrà. All’altezza della curva nord, l’inferno. Lanci di bottiglie, bengala e pietre da parte dei teppisti, cariche delle forze dell’ordine. I finanzieri hanno arrestato due giovani (uno dei quali ferito al volto), mentre i carabinieri hanno inseguito il folto gruppo di ultrà persino lungo la passerella che scavalca il canale.
Respinti in curva dopo violenti scontri, i tifosi non hanno assistito a gran parte della partita ma bersagliato le forze dell’ordine con pietre e bottiglie sino al 20’ della ripresa. E così si è sentito quasi soltanto il tifo dello sparuto gruppo anconetano. Alla fine, altri scontri, poi il lungo assedio ai marchigiani.


CAGLIARI. Il tonfo sordo degli oggetti scagliati dagli ultras sul selciato esterno del Sant'Elia ha fatto da colonna sonora per quasi tutta la partita. Obiettivo le forze dell'ordine, ree di non aver permesso agli scatenati supporter di vendicarsi dei tifosi dell'Ancona. La guerriglia si è placata solo dopo i due gol del Cagliari. Ma il bilancio è grave: un ferito, alcuni contusi, decine di auto di polizia e carabinieri danneggiate.
I carabinieri hanno anche fermato tre ultras. La battaglia si è scatenata all'arrivo dei sostenitori dell'Ancona al Sant'Elia. Con loro, l'ala dura del tifo cagliaritano ha un conto aperto dalla passata stagione, quando i dorici riuscirono a rubare uno stendardo rossoblù e a bruciarlo. Nel linguaggio del tifo da curva non c'è offesa peggiore. I tifosi dell'Ancona, poco meno di un centinaio, sono arrivati con sono arrivati al Sant'Elia sopra un pullman dell'Act e hanno guadagnato subito l'ingresso nel recinto sul lato destro della tribuna destinato agli ospiti. Gli ultras cagliaritani hanno tentato di rompere lo schieramento delle forze dell'ordine all'esterno dello stadio. La prima fase della «battaglia campale» si è consumata in pochi attimi: i tifosi hanno lanciato alcuni mortaretti, qualche razzo luminoso, ma sotto la spinta della polizia, hanno preferito riparare sul lato esterno dello stadio all'altezza della curva notrd.
La seconda fase, con la polizia schierata ancora a controllare i movimenti degli ultras, si è innescata con il lancio di una bottiglia all'indirizzo degli agenti. Una carica repentina e gli Sconvolts sono finiti dentro la curva nord. A quel punto è iniziato il massiccio lancio di oggetti da parte dei supporter che hanno utilizzato di tutto per procurarsi materiale da lanciare contro gli avversari. Così sono state divelte le porte dei bagni, i corrimano di marmo delle scale, le urne in legno che servono alle maschere per depositare i biglietti, gli sciacquoni dei gabinetti. Sono stati momenti difficili. Circa una decina le auto danneggiate, sia della polizia che dei carabinieri, oltre ad alcune automobili degli inservienti volontari che prestano la loro opera durante le partite, danneggiata anche la moto ape del Cagliari. Alcuni agenti sono stati colpiti da pietre, riportando però solo lievi contusioni, mentre un giovane tifoso è stato colpito alla testa da un pezzo di legno e si è procurato una profonda ferita: è stato soccorso dai volontari del 118 e accompagnato all'ospedale.
Un ultimo spezzone di guerriglia si è consumato sotto la curva maratona, dove una quindicina di agenti si sono dovuti riparare dietro i grossi piloni in cemento armato che reggono le tribune, per evitare di essere colpiti dai lanci degli ultras. Alla fine, a placare gli animi ci sono voluti i due gol rossoblù. Dopo la partita, i tifosi dell'Ancona sono rimasti dentro lo stadio per oltre un'ora, prima di essere accompagnati, all'aeroporto di Elmas.

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