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Brescia: Il freddo della sera sconfitto dal calore dei tifosi, mentre in tribuna si vedono volti noti
12 Gennaio 2003 - letto 732 volte
Il freddo non esiste, caso mai esiste l’assenza di caldo. Il sofisma (che non è uno ammalato d’asma) non convince la ragazzotta che mi ha appena chiesto: «Come fate a stare al freddo tutta sera?». Tra l’altro lo stadio appariva caloroso oltre misura: di tifo, di fuochi piedigrottosi, d’auguri, scambiati a mani strette con insistenza da ultimo dell’anno. M’hanno riportato alla mente quelli lanciati da un prete, originalissimi: «Il tempo fugge – ha scritto – le auguro energia per stare al passo del 2003». Bellissimi, potrebbero calzare anche al Brescia rivestito di calcio, per la città, per i flosci dentro... Grande tifo e forse aveva ragione quel tale pronto a sostenere che i tifosi sognano i sogni degli altri. In questo caso i sogni di grandezza che pure sono appiccicati alla Lazio i cui giocatori, almeno al Rigamonti, sono apparsi piuttosto mi-Cragnotti, pur colmi di voglia di tiri… Mancini. Si passi il giochino di parole, altrimenti mi sento costretto a proporne un altro ancor più rabbrividente, tolto - paro, paro - da un annuncio: « Giovane, avvenente, prosperosa senza eccessi, incontrerebbe benestante, meglio se facoltoso, scopo… patrimonio». In tribuna Mihalovic, con berretta nera, cappotto nero, barba nera. Avrei sperato che per lui ed i laziali fosse anche una serata nera. Lo è stata a metà. Poi Casarin, il designatore (stava per sfuggirmi un disegnatore) degli arbitri. E ancora, il primo moviolista, Sassi, col solito profilo tagliente e molti più anni; pareva muoversi al rallentatore: deformazione professionale? Alla fine tutti fermi sullo zero a zero. Bella gara e facce gioconde, nella notte siberiana. Il 2003 parte con calci egregi e la sensazione d’un miglioramento vistoso degli azzurri. Non come i tifosi laziali (tafferugliosi coi celerini) che sembrano migliorare nel peggio. Mazzone in sala stampa, giunge con voce roca. Elogia tutti, Tare ancor più. Il gigante albanese sembra lo Stromboli, anche dal punto di vista dei bollori: in campo, maglietta a maniche corte, ma guanti vezzosi. Poi si saprà che per lui non c’era una maglia con le maniche abbastanza lunghe. Paradossale, come un giallo in cui il colpevole è il lettore. La notte non è piccola. Il Brescia ha mantenuto puntigliosamente il suo… punto. I gradi sono sotto lo zero? Meno male! Solo la tivvù dipinge con meraviglia il freddo. Dovremmo balbettare a luglio? Intanto anche la Lazio è stata imbrigliata, come quei tipi incorruttibili che costano di più.

e. bon.
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