Anconra: Recensione delle falsità all' "ultimo stadio" di Monina sulla Curva Nord Ancona
08 Luglio 2009 - letto 2457 volte La bibliografia sul fenomeno dei movimenti ultras in Italia si è arricchita negli ultimi anni di nuove pubblicazioni. Non ci vogliamo qui interrogare sulle motivazioni che hanno spinto le più importanti case editrice a dare alle stampe in tutta fretta a nuovi titoli con autori improbabili. Uno su tutti: "Ultimo Stadio" di Michele Monina editore Rizzoli. Di libri ne abbiamo letti diversi, da Ultras di Stefanini a Tifare contro di Francesio, dai Furiosi della domenica di Buford a I furiosi di Balestrini. Di uno su tutti però vorremmo parlare in quanto ci sentiamo direttamente interessati dallautore parlando questi in parte della nostra città, Ancona. Il libro in questione è appunto Ultimo Stadio di Michele Monina, pubblicato dalla Rizzoli nella collana di saggistica. Lautore è uno scrittore che si occupato e si occupa per la maggior parte di musica ma scrive che il libro gli è stato commissionato e quindi non è stato scritto per una sua volontà di ricerca o quantaltro. Le case editrici quindi quando capiscono che un argomento può vendere chiamano lo scrittore di grido e gli mettono nella penna un bel reportage giornalistico attraverso il quale fare un po di mercato. È proprio lautore che si premura di spiegare ai lettori che lui prima di scrivere questo libro ha vissuto da infiltrato tra una delle tifoserie più cattive del nord-ovest, di cui da buon reporter non fa il nome probabilmente temendo ritorsioni. Il libro è un crogiulo insensato di citazioni di ogni genere, dalla cronaca ordinaria a quella musicale, da semplici e mitici luoghi comuni, ad alte citazioni letterarie. Non mancano poi episodi e citazioni auto celebrative, difficilmente verificabili. Sempre evitando di usare i nomi reali il reporter Monina inizia anche a parlare dei suoi trascorsi nella curva della tifoseria dorica che risalgono addirittura a trenta anni addietro. Avendo meno di quaranta anni significa che Monina inizia a frequentare lo stadio dalletà di otto-nove anni. E quindi, da grande conoscitore della curva nord dorica inizia a parlare degli epici scontri che contraddistinsero la partita Ancona-Pesaro del gennaio 1988 con decine di macchine incendiate e tafferugli fino a tarda sera con centinaia di ultras inferociti. Peccato che a quella partita eravamo presenti in tanti, di macchine che furono incendiate ce ne fu soltanto una e gli scontri con le forze dellordine finirono ben presto perché la tifoseria ospite fu fatta uscire in largo anticipo prima del finire della partita. Giustamente Monina è talmente ferrato in materia che quel giorno non era allo stadio ma a casa a fare i compiti. Del Collettivo Autonomo Curva Nord parla come di un gruppo di impasticcati alle dipendenze della società gestita dal patron Longarini. Lungi da noi dal volerci autocelebrare. Peccato che Monina non ricordi, probabilmente perché i compiti da fare erano sempre tanti e lui pensava solo a studiare con in mente la futura carriera da reporter, che in quegli anni la nord era fortemente politicizzata e che tutte le domeniche sapendo che il sindaco socialista Del Mastro sedeva accanto al suo amico presidente Longarini tra i cori cavallo di battaglia della nord cera
.chi non salta è socialista
. Per la cronaca tangentopoli sarebbe scoppiata due anni dopo. È risaputo che la cosa costrinse il sindaco a non venire più allo stadio, il quale scrisse più volte offeso a proposito al più importante giornale locale. Così come è risaputo che il Collettivo non prendeva biglietti e rifiutò più volte i tentativi da parte della società di farsi strumentalizzare attraverso laute donazioni sempre restituite al mittente. Ma nel parlare della tifoseria dorica Monina supera se stesso quando racconta di un famoso gemellaggio instauratosi tra i tifosi dellAncona e quelli della Sampdoria. Chiediamo scusa a tutti gli amici del Grifone i quali se non hanno letto il libro di Monina rimarranno basiti da questa cosa. Ma Monina nel suo reportage giornalistico è riuscito a farci gemellare anche con gli odiati doriani. Potremmo continuare nella serie degli bugie moniniane ancora per molto, ma ci limitiamo a ricordare che supera ogni tipo di liceità quando per dimostrare la sua tesi che vuole la tifoseria dorica come essenza deviata dalla delinquenza e dalla droga cita una serie di morti per bamba e da ultimo parla di un ragazzo morto per incidente stradale che aveva la madre che si prostituiva. Se per vendere una copia in più vale tutto tranne la moralità e se davanti ad una domenica di violenza i mass media si sentono in dovere di scatenarsi senza ritegno nello stigmatizzare il movimento ultras, dinanzi alla violenza gratuita di parole scritte senza rispetto come Monina dovremmo reagire alla stessa maniera. Da buon reporter non usa i nomi delle persone in questione, ma la nostra città e talmente piccola che dopo aver letto il libro molti di noi si sono confrontati arrivando tutti ad ununica soluzione nel dare unidentità ai nostri amici. Se Monina aveva bisogno di un po di noir per rendere vivo il suo libro cè probabilmente riuscito, infangando però la memoria di una serie di ragazzi che non hanno oggi purtroppo la possibilità di poter replicare se non attraverso la nostra incazzatura!!!! Se le case editrici utilizzando esperti improvvisati hanno bisogno di far cassa con nuovi lettori attratti da libri costruiti ad arte per dimostrare tesi sulle devianze sociali dei movimenti ultras, avessero almeno la dignità di affrontare largomento con una vera indagine sociologica, (come ha fatto A.Dal Lago in Descrizione di una battaglia ed Il mulino), o come un vero reportage giornalistico, ( come ha fatto Bill Buford nel parlare del mondo degli hooligans in I Furiosi della Domenica). Che contributo ha apportato Monina che dice di venir continuamente invitato a vari convegni come esperto della materia, se non quello di crearsi un po di pubblicità e di migliorare le sue casse. Uno delle cose che ultimamente ci ha scritto è di essere stato pagato lautamente dalla Rizzoli e di aver ricevuto una recensione a doppia pagina dal Corriere della Sera. E meno male che siamo noi Ultras che ce la suoniamo e ce la cantiamo tra noi. Una cosa abbiamo capito alla fine della lettura di Ultimo Stadio, che Monina come reporter vale meno che come scrittore e ancor meno come uomo. E se non lavete ancora letto credeteci non vi perderete nulla!!!!! Fonte: Curva Nord Ancona Notizie correlate Ancona
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