Ancona: la Brigata Wallace scrive a Pieroni
10 Ottobre 2003 - letto 2437 volte "Lei è il padrone ma senza noi tifosi..." Anche la "Brigata Wallace" si fa sentire. In un lungo e articolato comunicato il nuovo gruppo della curva ha riassunto il suo stato d'animo che ovviamente non è dei migliori. La lettera è stata inviata anche all'attenzione del presidente dell'Ancona Ermanno Pieroni: "Innanzitutto vorremmo precisare che le nostre lamentele sono indirizzate allo scarso rendimento dei calciatori che, non esitiamo, a definire mercenari. La squadra è divisa in più gruppi senza alcuna coesione e tale situazione, vergognosa, danneggia fortemente l'ambiente. In realtà - continuno quelli della Brigata Wallace - la situazione risale anche al precedente campionato e credo che ciò derivi dal fatto che, tali giocatori, abusino della civiltà e del buon senso della tifoseria biancorossa. E' ora di dare un taglio a tale stato di cose, non si possono prendere in giro onesti lavoratori che fanno sacrifici sia per sottoscrivere l'abbonamento, sia per affrontare i costi delle trasferte. Lei è titolare dell'azienda "Ancona Calcio" ma senza i tifosi non esisterebbe il calcio. Lei ci ha definito "delinquenti" e parla di denunce ma, si ricordi, che sono gli ultras i tifosi veri che amano la squadra, indipendentemente dal risultato e disposti, per la loro passione, a pagare anche di persona. Al riguardo - sottolinea la "Wallace" - vorremmo contestraLe un continuo atteggiamento di distacco ed indifferenza nei confronti degli ultras. Quello che ci auspichiamo, è un rapporto disteso e rispettoso proprio in questo momento, nel quale la tensione nell'ambiente è troppa e non conviene, a nessuno, alimentare nuove polemiche. Del resto, sarebbe decisamente ingrato dimenticare il suo operato, proprio Lei, che ha preso una squadra sull'orlo del fallimento e l'ha portata, in pochi anni, nel giro della serie A. Capiamo che per Lei l'Ancona rappresenta anche un guadagno ma noi, che sulla cosa non vediamo niente di sbagliato, vogliamo rispetto... la nostra fede non si compra. Quello che è certo, è il fatto che la squadra sia impresentabile e, non crediamo, che questo sia un problema di allenatore ma quanto delle doti tecniche dei giocatori. Forse, Lei ha agito in buon a fede ma, di quei "vecchi" che mirano solamente a guadagnare un ultimo stipendio non ci facciamo niente. Se la squadra è questa facciano, almeno, finta d'impegnarsi. Quello che chiediamo - conclude la Brigata - è che Lei trovi rimedi a questi errori che sono anche i suoi: vogliamo giocatori disinteressati e che si sentano onorati di vestire la maglia biancorossa". Notizie correlate Ancona
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