Ancona-Ascoli, incidenti e primi arresti
29 Aprile 2003 - letto 5023 volte Sei ultrà denunciati per episodi di teppismo e agguati saranno diffidati. Arresto in differita per lancio di sassi. Ascolani aggrediti nonostante ci fossero degli agenti della questura di Ascoli con loro in auto. Il secondo arresto del dopo derby dura poche ore. A metà mattinata i carabinieri bussano a casa di Alessandro P., 25 anni, in via Monte Grappa. Un militare della stazione del Poggio l'aveva notato in curva nord lanciare sassi contro i tifosi dell'Ascoli e i poliziotti che li scortavano prima dell'inizio del match. Lì per lì non era potuto intervenire, per non scatenare baraonde nella calca degli ultrà, ma poco dopo la partita aveva rivisto quel giovane impegnato nella sassaiola scatenata vicino al Mc Donald's, così era riuscito a prendere il numero di targa e risalire a P., arrestato ieri mattina in differita come prevedono le nuove norme anti-violenza negli stadi. Ma il tifoso dell'Ancona alle due del pomeriggio era già tornato libero, dopo l'udienza di convalida dell'arresto e il rinvio del processo al 14 maggio. Assistito dall'avvocato Alessandro Rocco, il ragazzo s'è difeso giurando di non aver tirato sassi contro i tifosi. E' accusato di aver violato una legge speciale che punisce il lancio di oggetti in occasione di manifestazioni sportive. Stessa sorte giudiziaria (libero in attesa del processo) è toccata ieri mattina dopo l'udienza di convalida a Cristiano M., l'ultrà diffidato arrestato in questura mentre Ascoli e Ancona si sfidavano sul prato del Del Conero. Poco prima della partita aveva partecipato a una spedizione punitiva contro un'auto di tifosi ascolani intercettata dalle parti del mercato ortofrutticolo. Insieme ad altri tre tifosi dorici, anche loro diffidati, M. aveva accerchiato quattro ascolani, tra i quali un poliziotto. Nella zuffa uno dei tifosi bianconeri s'era lussato una spalla, prima che i tifosi anconetani scappassero - dopo aver scoperto che tra gli assaliti c'era un agente della questura di Ascoli - lasciando lì la Punto che s'erano fatti prestare da un amico. Nella vettura i poliziotti delle Volanti avevano trovato passamontagna e aste da bandiera, oltre ai documenti di uno degli aggressori. Ma l'arresto di M. è scattato più tardi, quando l'ultrà diffidato s'è presentato in questura per l'obbligo di firma. Lì c'erano già gli ascolani, per denunciare il fattaccio, e lo hanno riconosciuto. Gli altri tre aggressori, tutti volti arcinoti della curva biancorossa, sono scampati per ora all'arresto, perché non sono stati rintracciati entro il termine di 36 ore previsto per il fermo in differita. Ma la polizia li ha già denunciati per danneggiamenti e lesioni. Solo di danneggiamento - per un calcio sferrato all'auto degli ascolani - è accusato invece Cristiano M., trent'anni, un primattore del tifo ultrà che due anni fa finì all'ospedale per una carica della polizia a Pescara. Ieri il ragazzo, difeso dall'avvocato francesco Nucera, s'è difeso sostenendo che col piede aveva solo cercato di tener chiuso lo sportello dell'auto per impedire che gli ascolani scendessero dall'auto. Per vedere se l'ammaccatura l'ha lasciata proprio una sua zampata, gli investigatori gli hanno sequestrato le scarpe, in modo da confrontare l'orma con quella rilevata attraverso le foto sull'auto. Ma il bilancio del dopo derby non finisce qui. Altri tre giovani, due di Osimo e uno di Falconara, sono stati denunciati dai carabinieri per aver scagliato oggetti contro i pullman dei bianconeri in transito lungo la statale 16, all'altezza di un Mc Donald's, alla fine della partita. Per tutti gli ultrà verrà proposto anche un provvedimento di divieto di ingresso nei campi di calcio. Una querela contro ignoti è stata poi presentata dal titolare della Europref, un'azienda adiacente alla stazione di Passo Varano, bersagliata da una sassaiola che ha mandato in frantumi le vetrate del capannone. Fonte: Il Corriere Adriatico Notizie correlate Ancona
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