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Agli Ultras Lazio.
13 Aprile 2002 - letto 1270 volte
Avete presente quelle riflessioni che fate e che vi fanno dire immediatamente dopo tra voi e voi “grazie mamma di avermi fatto cosi!”, quelle riflessioni che durano qualche minuto e che vi lasciano con lo sguardo perso nel vuoto, quelle riflessioni che vi danno la carica e la forza di continuare ad essere come siete, nonostante tutte le avversità alle quali andate incontro se avete deciso di percorrere quella strada?
Ecco, l’altro pomeriggio, mentre ascoltavo una radio molto popolare qui a Roma, mi è capitato di trovarmi in questa situazione, un paio di minuti di black-out, durante i quali questi pensieri che ora diventeranno scritti, mi aleggiavano nel cervello.

“Ho visto una curva esporre striscioni razzisti e striscioni offensivi contro politici.
Qualche ora dopo ho visto i telegiornali che aprivano con queste notizie in primo piano, menzionate addirittura prima di qualche omicidio o di qualche guerra.
Il giorno dopo, al solito bar, ho letto i giornali e ho visto titoli a nove colonne che denunciavano il fatto e che chiedevano pene severissime per gli Ultras Laziali e per quella curva di delinquenti.
Ho visto una curva esporre striscioni per il telefono azzurro, per la Palestina, contro la guerra e per la pace.
Qualche ora dopo ho visto i telegiornali che, in fondo nello sport, parlavano solo della partita e di null’altro, magari evidenziando la prova maiuscola di un giocatore.
Il giorno dopo, al solito bar, ho letto i giornali e ho visto che questi striscioni venivano sottaciuti e neanche menzionati.
Ho visto Ultras Laziali provocare e attaccare le forze dell’ordine e altre istituzioni.
Qualche ora dopo ho visto i telegiornali che aprivano con queste notizie in primo piano, menzionate addirittura prima di qualche omicidio o di qualche guerra.
Il giorno dopo, al solito bar, ho letto i giornali e ho visto titoli a nove colonne che denunciavano il fatto e che chiedevano pene severissime per gli Ultras Laziali e per quella curva di delinquenti.
Ho visto le forze dell’ordine e le altre istituzioni provocare e attaccare gratuitamente gli Ultras Laziali.
Qualche ora dopo ho visto i telegiornali che, in fondo nello sport, parlavano solo della partita e di null’altro, magari evidenziando la prova maiuscola di un giocatore.
Il giorno dopo, al solito bar, ho letto i giornali e ho visto che questi episodi venivano sottaciuti e neanche menzionati.
Ho visto notizie inventate, ingrandite, ho visto squali benpensanti abboccare a queste notizie e giocarci sopra, magari smerdandoci. Ho visto dare notizie neanche verificate in tv, su giornali e su internet, e una volta fatta notare l’infondatezza della notizia, non ho visto e sentito smentite da questi organi di informazione. Ho visto i ghigni sul volto dei giornalisti mentre davano notizie contro gli Ultras Laziali, e ho sentito parole pronunziate a mezza bocca quando le notizie erano positive.
Ho visto Ultras diffidati per aver scritto su una curva “A.S. Roma Merda”, ho visto la cassazione riconoscere che non era reato o istigazione alla violenza quella frase, ma quelle persone in curva ancora non le vedo.
Ho sentito una curva fare ululati ed essere tacciata per razzista e ho visto diffide per questo.
Ho sentito giocatori dire “negro di merda”, presidenti dire “l’occidente è migliore dell’ islam”, governatori della regione dire “meglio froci che laziali”, ma nessuno di questi è stato tacciato di razzismo e tantomeno diffidato.”

Questo pensiero, è dedicato a tutte quelle persone che hanno deciso di andare contro, di non essere omologate, a quelle persone che non si nascondono e che prestano sempre la loro faccia, a quelle persone che fanno della lealtà e dell’essere veri il proprio credo, a quelle persone che nonostante abbiano tutti contro si piegano ma non si spezzano, a quelle persone che lottano nel loro piccolo per cambiare qualcosa, a quelle persone che pagano sul proprio corpo i loro errori e alle quali non viene riconosciuto nulla di buono. A quelle persone che sono costrette a vivere in questa società di merda, ma nella quale non si riconoscono. Dedicato agli ultimi ribelli, a chi vuole vivere nella libertà.
Dedicato agli Ultras, ed in particolare agli Ultras Lazio.

NON MOLLARE MAI

My Way
Fonte: My Way
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