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Comunicato dei gruppi della Curva sui fatti di Bologna-Napoli
23 Aprile 2007 - letto 4219 volte
Comunicato dei gruppi della Curva sui fatti di Bologna-Napoli

LA NOTIZIA GIUSTA.

A volte è facile raccontare una "verità diversa", basta tacere alcuni particolari, gonfiarne altri e così vendere (o svendere) la notizia "giusta", quella che "colpisce e che fa effetto sulla gente"...

Succede tante volte, ed è successo anche dopo una partita di calcio: Bologna-Napoli.

Si gioca il venerdì prima di Pasqua, è una partita importante, ma della partita si parlerà poco. L'informazione ufficiale (quella dei giornali e delle tv) racconta Bologna-Napoli come una giornata di scontri, risse, battaglie... come la partita dove gli ultras del Bologna si trasformano in aggressori senza scrupoli, senza limiti di mezzi e di obiettivi, prima e dopo la partita... come chiara dimostrazione di "evidenti" trame politiche....

Strano però che non si racconti come un gruppo di almeno una novantina di "tifosi del Napoli" apparentemente non proprio "tranquilli e inoffensivi" sia arrivato fino a pochi metri dalla curva Andrea Costa senza che nessuno dell'imponente "servizio d'ordine pubblico" avesse l'intuizione di fermarli; strano che non ci si chieda perché non sia stato fatto nulla per evitare determinate situazioni; strano che i "cattivi" stiano tutti da una parte sola.

Strano soprattutto che "l'informazione ufficiale" continui ancora a raccontare la storia falsa e ipocrita di una "matrice politica", mentre da un lato è sotto gli occhi di tutti l'assoluta apoliticità della curva di Bologna dove - non certo senza fatica - si è orgogliosamente riusciti a tenere la politica fuori dallo stadio e a fare in modo che le scelte politiche o sociali dei singoli restino (come è giusto che sia) una questione privata e personale e proprio, in quanto tali, impossibilitati nel colorare o indirizzare un gruppo o una curva; dall'altro lato si ignora colpevolmente tutto questo tentando di rinvangare il passato e di falsare il presente...

Difficile pensare che tutto avvenga per caso e in buona fede...

Difficile dimenticare i titoli sui giornali: "Arrestati ultras del Bologna", "gli ultras restano in carcere", "altri ultras denunciati, fermati, diffidati per 5 anni"...

Difficile (o impossibile?) accettare le motivazioni di un giudice che conferma l'arresto per le persone fermate perché "socialmente pericolose"...

Difficile (o impossibile?) non fare un confronto con "tutto il resto" che succede (purtroppo) nel quotidiano.

Non è forse "socialmente più pericoloso" permettere che tutti i giorni ci siano dei morti sui posti di lavoro, siano questi dei cantieri, delle officine o dei porti? Eppure i responsabili non vengono arrestati....

Non è forse "socialmente più pericoloso" che tutti i minuti di tutti i giorni delle donne vengano violentate? Eppure spesso si tentano di trovare giustificazioni, di far passare le vittime come parte "provocatoria" e i responsabili, codice penale alla mano, rischiano meno di un presunto partecipante a una rissa da stadio...

Non è forse "socialmente più pericoloso" scambiare la giustizia con la vendetta, la presunzione di innocenza (che dovrebbe valere per tutti) con la presunzione di colpevolezza (che vale solo per la "gente da stadio"), e cancellare il principio della proporzionalità tra reato e pena per sostituirlo con pene sproporzionate, inutili e ingiuste?

Non è forse "socialmente più pericolosa" l'indifferenza con cui si ascoltano ormai quasi tutte le notizie di cronaca? Alzi la mano chi non ha continuato a cenare tranquillamente ascoltando e guardando in TV le immagini dell'ultimo massacro nel campus universitario americano, mentre invece ci si scandalizza e si chiedono pene esemplari per gli ultras, per tutti gli ultras, non importa se e cosa fanno: ma sono ultras e vanno puniti...

Non è forse "socialmente più pericoloso" continuare a ragionare per luoghi comuni, continuare a far finta che l'unico male del calcio siano gli ultras, continuare a considerare la "gente da stadio" come una massa di criminali, continuare a non ascoltare quello che dicono, continuare a far finta di non sentirli, anche quando dicono cose giuste, anche quando sono i primi che condannano i fatti di Catania, anche quando sono i primi (o gli unici?) a denunciare e a schierarsi contro un calcio corrotto....

Noi abbiamo la presunzione (o la voglia?) di pensare che a volte sarebbe facile raccontare la "verità vera" e applicare una "giustizia giusta", ma poi andiamo allo stadio e credere in tutto questo diventa dannatamente difficile.
Grazie comunque davvero, e in anticipo, a tutti quelli che riusciranno a dimostrarci che non è impossibile.


I GRUPPI DELLA CURVA ANDREA COSTA
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