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Comunicato Curva Nord per Manifestazione Ancona
30 Aprile 2007 - letto 3567 volte
Avevamo già espresso, a caldo, il nostro parere sulle nuove misure in tema di sicurezza proposte dal Governo e avvallate ipocritamente dal mondo del calcio: misure per noi grottesche, oltre che incostituzionali, e mirate scientificamente ad eliminare dal calcio il fenomeno “ultras”.
Purtroppo non è sembrato così a tutti, visto che alcuni si sono subito piegati, uniformandosi all’arbitrio delle Questure e seguendo l’assurda trafila per farsi autorizzare ed entrare a far parte del nuovo sistema.
La Curva Nord Maurizio Alberti spesso è andata controcorrente e ha sempre scelto in modo autonomo la propria strada, già in passato quando si parlava di Movimenti Ultras, e anche adesso che si tratta di scegliere le “strategie” per combattere chi ci vuole annientare cancellando tante stagioni di passione, tifo e iniziative.
Crediamo che qualunque persona dotata di logica e buon senso inorridisca di fronte ad una tale ondata repressiva e lesiva dei più elementari diritti del cittadino: noi stiamo cercando di ribellarci e di salvare il nostro mondo. Infatti dall’entrata in vigore del decreto abbiamo promosso innumerevoli iniziative di protesta.
E’ chiaro che l’intento dello Stato non è quello di salvare il calcio, basta riflettere sulla blanda attenzione verso i campionati truccati e tutto il marcio che sta uscendo allo scoperto, ma di stroncare il tifo organizzato che anzi ostacola e combatte per la sua stessa essenza “incorruttibile” le connivenze, le truffe, “Calciopoli” e “Moggiopoli” varie. Incorruttibilità che ovviamente non si sposa né con il business né con il marketing né con il desiderio di “ripulire” le gradinate di tifosi veri e riempirle di gonzi arricchiti come in Inghilterra.
Una volontà persecutoria che a Pisa si è recentissimamente concretizzata in una pioggia di diffide mirate. L’accusa? Aver introdotto e lanciato carta igienica in occasione della gara interna con la Sangiovannese. La carta è stata fatta passare dai cancelli e non di nascosto, per cui è palese l’incongruenza tra chi prima permette una cosa e poi la condanna. A spiegare il tutto c’è lo striscione di protesta contro il Decreto Amato che ha fatto la sua comparsa, nella stessa gara, in mezzo alla Curva. Visto che era impossibile risalire a chi lo avesse in effetti esposto, si è voluta dare una lezione colpendo i “presunti responsabili”, e in assenza di prove o filmati ecco venir fuori la questione, pretestuosa, della carta igienica. Fase uno: via gli striscioni. Fase due: via i gruppi e chi ne fa parte. Tutto fila liscio, e forse filerà liscio ancora per molto tempo, ma la nostra opposizione sarà inflessibile e le iniziative non si esauriranno.
Tutto questo scatenato dalla morte dell’agente di Polizia a Catania. Mass Media e Governo l’hanno giudicato un fatto gravissimo da tolleranza zero verso tutto il movimento ultras. Ma ricordiamo a tutti questi benpensanti che gravi e gravissime sono state negli anni le morti di tanti ragazzi, come il nostro Maurizio, Sergio di Napoli, e altri che negli stadi sono rimasti uccisi vittime del pregiudizio, della disorganizzazione, e dell’intero sistema calcio, che se da un lato si mobilita e grida all’allarme sociale, nei casi di “serie b” non ha promosso più di un minuto di raccoglimento. Se il Massimino di Catania non è adeguato ad ospitare incontri di calcio perché un agente di polizia vi trova la morte, non è adeguato nemmeno il Picco di La Spezia dove Mau è rimasto privo di soccorsi. Ma da una parte lo stadio si chiude, dall’altra bisogna che si muovano autonomamente i tifosi per costruire un punto di Primo Soccorso nel proprio stadio (a Pisa!) e sensibilizzare tutti sui pericoli dei nostri impianti. Ma ai politici, prima di Catania, della sicurezza degli stadi non gliene interessava niente.
La morte non è uguale per tutti. I morti non contano tutti allo stesso modo.
Con queste certezze, e con l’arma della nostra integrità e della nostra coscienza continueremo a lottare, per le nostre radici e per chi è stato con noi e non c’è più, e se dovremo finire finiremo tutti, e a testa alta.
Curva Nord “Maurizio Alberti”
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