Zaccheroni ''scarta'' l'Udinese
07 Giugno 2005 - letto 878 volte
La sua ultima gara è stata la vittoria dell'Inter a Empoli (3-2) il 16 maggio 2004. Poi, in giugno, ha rescisso il contratto con la società nerazzurra, che nel frattempo aveva maturato altre scelte. E ora aspetta un nuovo treno. Bevendo un drink al "Batija", il disco-bar recentemente aperto da suo figlio sulla spiaggia di Cesenatico. Perchè il quartier generale di Alberto Zaccheroni, 52 anni, resta sempre sulla riviera romagnola. Guarda le barche, ma aspetta il treno giusto, dopo aver cortesemente declinato le offerte da parte di squadre neopromosse, senza ansia ma con la consapevolezza di poter dire e dare ancora molto al calcio italiano, dopo lo storico terzo posto dell'Udinese nel '98, lo scudetto col Milan nella stagione successiva, il sesto posto della Lazio e il quarto con l'Inter. Senza dimenticare che le ultime due esperienze, a Roma e Milano, sono nate con squadre prese in corsa, a stagione iniziata, e dunque ancora più difficili.
- Lei ha detto di non voler tornare dove è già stato: vale anche per l'Udinese ora in Champions League e già salutata da Spalletti?
"Sì, la mia scelta, fatta a inizio carriera, resta valida a tutt'oggi. Anzi il paletto più severo è là dove ho ottenuto buoni risultati, mentre potrebbe venir meno dove non ho potuto finire la stagione, e dunque non ho potuto misurarmi con l'obiettivo finale. Per me questa attività è soprattutto una passione, ho sempre guardato agli obiettivi più che all'aspetto economico. Era così prima, è così oggi: resto convinto che sia meglio non tornare dove si è già stati, almeno come allenatore. In altro ruolo, un domani ci si può anche pensare".
- Intanto però Spalletti ha dato l'addio a Udine: se lo aspettava?
"Da alcune frasi buttate qua e là nel corso della stagione l'avevo intuito. Soprattutto prima della partita col Palermo, quando l'Udinese è andata in ritiro a Roma. Capisco sia Pozzo che Spalletti: il tecnico evidentemente ritiene di aver concluso un ciclo con un traguardo meritato e straordinario, e quindi pensa di non poter fare di meglio".
- Ma l'Udinese l'ha chiamata?
"Sono sempre restato in contatto con l'Udinese perchè sono legato al presidente Pozzo da un rapporto pluriennale di stima e di amicizia. Vado spesso a trovare amici a Udine".
- Qual è dunque l'identikit della sua squadra-tipo?
"Non intendo prendere squadre in corsa: dopo il Milan ho allenato Lazio e Inter prendendone la guida a stagione iniziata, ma non capiterà più (e l'occasione ci sarebbe già stata, ad esempio con la Fiorentina nella stagione appena conclusa, ndr). Se torno in pista lo farò con una squadra che ha la possibilità di darsi certi traguardi, anche se non necessariamente di prima fascia, purché ci sia ambizione e un obiettivo discretamente importante da raggiungere".
- Quale sono i suoi confini geografici? Una pista estera è ipotizzabile?
"Continuo a preferire l'Italia, ma non scarto l'idea di trasferirmi in Inghilterra o Spagna. Ma non ho ricevuto offerte, se non da squadre dell'Est, un calcio che al momento non mi attira".
- In concreto, al momento le piazze attualmente libere sono quelle di Lecce, Cagliari, Lazio e Chievo, per non parlare di Bologna e Parma, impegnate nello spareggio salvezza...
"Non sarei così sicuro che le panchine citate siano ancora scoperte... anzi, secondo me sono già tutte decise. Del resto le società quest'anno hanno solo l'imbarazzo della scelta. Il parco-allenatori italiano è ampio e ben preparato, il migliore in circolazione".
- E quindi, che farà Zaccheroni il prossimo 28 agosto?
"Berrò l'ennesimo drink al "Batija", aspettando il prossimo treno....".